Una giornata piena di parole

La giornata di ieri è stata talmente ricca di eventi da aver prodotto materiale per non so quanti post, inizio con questo, poi vedremo. 

La frenesia di un giorno freddissimo avvolto nella nebbia: sono andata al solito bar per il pranzo e, al ritorno mi lacrimavano gli occhi. Mentre mangiavo ho cominciato a leggere il romanzo di Raffaella Clementi, “Lettera a un bambino che è nato” (molti di voi la stimano attraverso il suo blog, come faccio io) e a ritrovare la me stessa che fu tra le sue pagine, ricche di amore e verità. Grazie Raffaella per avermi dato l’opportunità di confrontarmi con le ferite e di guardare i miei cocci, senza sentirmi più una fallita. 

Uscita dall’ufficio invece del consueto percorso: navetta aziendale, metropolitana (2 fermate) casa, ho fatto: navetta aziendale, metropolitana (18 fermate), libreria, ritorno, (16 fermate) centro commerciale, casa un minuto per fare pipì, e poi in auto fino al punto di partenza ovvero vicino all’ufficio dove si svolgeva un incontro per il progetto Cernobyl. Tempo di percorrenza dalle 17.30 alle 22 e non lo so, ho smesso di controllare l’orologio, soffermandomi sul termometro che toccava i – 5. 

In libreria si teneva la presentazione di un romanzo appena uscito: Buona Fortuna di Barbara Fiorio, oltre all’autrice, che ho blog conosciuto circa un mese fa, c’era la crème de la crème dell’editoria italiana tiratissima. Più una biondina avvolta in un piumino, che detta così fa tanto “regina dei ghacci”, invece era solo una trafelata e infreddolita personcina che stava tentando di capire come una sua coetanea, che ha esordito come lei a Belgioioso (fiera di piccola editoria ormai morta)  sia arrivata a tanto. Naturalmente l’accavallarsi con l’impegno Cernobyl le ha impedito di fermarsi per il buffet. Sì, me ne sono andata mentre autrice, giornalista ed editor stavano ancora parlando, non prima però di aver scambiato due parole con la scrittrice (ovvero essermi fatta identificare come commentatrice abituale quasi stalker) e aver agguantato l’agente magic (remember) per dirle:

“Se è appassionata di fisiognomica ora può abbinare un volto, al romanzo…che sta valutando.”

Approdata in metropolitana, maledicendo il gelo, e la riunione concomitante che non mi ha dato modo di soffermarmi sulle vetrine assai invitanti, ho scoperto che la circolazione subiva ritardi imprecisati, infatti un convoglio era lì al binario, fermo. Nel frattempo ho riacceso il cellulare e ha cominciato a squillare per gli sms dei famigliari che mi aggiornavano circa lo stato di salute dell’otite di mia sorella, tornata al pronto soccorso (il timpano alla fine è perforato, grazie medici superficiali!). Quando finalmente, ma molto lentamente, il treno ha cominciato a muoversi, ho allertato mio marito circa un trancio di pizza da cominciare a ordinare al centro commerciale, per incastrare una cena in quel subbuglio al freddo, che, lo sapevo, mi stava procurando un nuovo mal di gola.

All’associazione Cernobyl secondo me c’è un sacco di gente che si ritrova in maniera conviviale, occupando la serata, cosa che ho già capito, non mi interessa. Io ero stremata, preoccupata per mia sorella, e desideravo solo compilare in fretta i documenti per la Questura e andarmene. Mi chiedevo se tutto lo sbattimento di poco prima fosse davvero necessario. Chi mi vuole bene non me ne vorrà di più se dovessi riuscire a sfondare come scrittrice. Mi rendo conto di quanto dentro di me, io stia vivendo la cosa come una sorta di riscatto da ciò che non mi è stato dato, o che mi è stato tolto, visto che, come dice Raffaella, procreare è nell’ordine naturale delle cose.

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10 thoughts on “Una giornata piena di parole

  1. Sai, il percorso creativo non si esaurisce mai per certe persone, altre possono avere dieci figli ma non creano niente. E’ un post talmente bello e denso che ci sarebbe da lasciare cento commenti.
    Io ti voglio bene e ti auguro quello che speri per te stessa, e di sapere sempre cosa desiderare.

  2. ..comincio a pensare che a te piaccia farti del male…alcune porte bisogna chiuderle definitivamente e non solo accostarle….questi discorsi te li sei già fatti a sufficienza…adesso basta…non sei fallita, non sei fatta male, è andata cosi…ingiusto fin che vuoi…adesso un bel respiro, spalle indietro, testa alta e avanti verso il domani…
    Grazie per le tue toccate e fughe sul mio misero blog, mi fa piacere vederti ogni tanto
    Un mega abbraccio
    Anto

  3. Quante cose da fare in solo 24 ore! Anzi molte meno. Quel libro è in cima alla mia lista.
    Sono contenta che ti abbia fatto quest’effetto. Mi dispiace molto che ti senta fallita. Spero di non sentirtelo dire più ma soprattutto che non ti senta più così. Baci

  4. Secondo me tu semplicemente sei piena di grinta e hai tanto da dare e quindi ti sbatti di conseguenza. Come hai gia’ fatto col tuo primo romanzo, e questo e’ successo prima di tutto il casino che e’ successo…dopo.
    Ti prego non pensare di dover compensare perche’ non hai nulla da compensare, tu sei una persona generosa che ha gia’ creato, dato, generato tanto e continua a farlo senza remore, e questo non e’ da tutti!

  5. Complimenti per l’energia!!!
    Ci sta tutto, Sandra, sai già come la penso. Il bisogno di fare qualcosa di significativo, di provarci in tutti i modi, di pilotare anche un po’ gli eventi (almeno laddove si può) e di lasciare un segno e’ ammirevole. Do the right thing (for you)!

  6. Mi rendo conto che la tua vita non è come la vorresti e che quello che ti manca purtroppo ti toglie il fiato e fa andare in secondo piano il resto! Mi auguro solo che le tue ombre ti lascino ogni tanto un po’ stare e ti diano tregua, davvero e con affetto!!! Buona guarigione a tua sorella, mi spiace tantissimo, l’orecchio di Lucy quest’estate ha avuto lo stesso destino e non è stato per niente bello (e la pediatra per far la brillante disse, “beh, signora, la cosa bella del timpano perforato è che poi non fa più male” 0_o )!

  7. Cara Sandra, prima di tutto grazie per le belle parole. L’ amore e la verità sono dentro al libro come la parte più significativa di me e della nostra storia. Detto questo, tu sei una scrittrice indipendentemente dal successo o dalla notorietà che puoi o non puoi raggiungere. Che poi è tanta fortuna e tu lo sai. Sei una scrittrice e lo sei perché fa parte di te, il riconoscimento e’ altra storia. Per qualcuno e’ più facile che per altri e questo vale sempre in diversi campi. Una volta me lo hai detto tu, ” per statistica, per fortuna, perché a volte e ‘ così e basta. E questo vale anche per la scrittura. Si sfonda, quando e come, decide il destino per te, anche se una resta una scrittrice fino al midollo e il mondo potrebbe anche non accorgersene mai, come, si resta madre dei bambini che non vengono, nonostante il mondo non voglia vederlo. È solo che ognuno ha la sua storia, le proprie fasi di up e down. Non credo che sia sempre oro quel che riluce. A guardar bene, magari la felicità la danno altre cose, che non sempre il successo garantisce.
    Il tuo romanzo troverà il posto che merita, e farà il viaggio che deve. Lo so.
    L’ordine delle cose non è sempre naturale, ne per te ne per me.
    Raffaella
    Ti abbraccio.

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