To Vaticano with love

Tre anni fa, di questi tempi, stavo frequentando un corso di scrittura creativa, sempre della scuola Roberto Agostini. Mancai a una pizzata perchè in quei giorni ero a Roma. Era la settimana santa e si celebravano 5 anni dalla morte di Papa Giovanni Paolo II. Io e mio marito decidemmo di chiedere di essere ammessi all’Udienza pontificia del mercoledì, scrivendo in Vaticano. Non appena l’insegnante lo venne a sapere volle a tutti i costi che scrivessi un racconto a tema. Racconto che ho ritrovato nella mia cartella, ma che in verità non mi ha mai convinta. Eppure alla luce di questi giorni in cui ho rivisto lo stesso Papa allontanarsi alla James Bond da S. Pietro in elicottero, rileggerlo mi ha un po’ emozionata. Vi propongo l’incipit, la parte meglio riuscita, perchè come dice la editor figa (della quale ho trovato in rete un’intervista bellissima in cui dice che solo un romanzo su 1OOO tra quelli che riceve vale qualcosa e io so di essere quell’1!), uno scrittore bravo scrive tantissimo e butta via anche tantissimo!

      L’idea dell’udienza ce l’aveva messa in testa Gemma: da quando era stata in Vaticano ne parlava spesso, come di un’’esperienza che le aveva procurato un’emozione molto forte.

Per lei era stato diverso: a soli tre mesi dalle nozze, aveva trascinato lo strascico lungo Viale della Conciliazione, un paio di stivali al posto delle scarpine color panna, e un giubbotto a sostituire il coprispalle. Le coppie di giovani sposi possono accedere alla prima fila, e meritare il saluto personale del Pontefice. A patto di arrivare con un largo anticipo, cosa che Gemma e Andrea non erano riusciti a fare, ma, dopo essersi piazzati in terza fila, la cantilena lamentosa di Gemma rivolta al marito che li aveva fatti tardare, aveva scosso orecchie e animo di un addetto alla sicurezza, che abbozzando un sorriso paterno aveva detto:

“Ve siete appena sposati, e mo’ ve separate se continuate così, ve trovo io un buchetto davanti.”        

Non avevo proprio intenzione di riesumare il mio abito. A nulla erano valse le insistenze della mia amica, sarei andata in jeans, non avrei finto di essere una sposina novella. Dopo due anni e mezzo si è ancora sposini? Quando decadono smancerie e chicchi di riso ancora infilati nel divano?

E se è vero che la storia si ripete, ma anche che io sono una gran nostalgica, sperando di azzeccare i giorni del Conclave, dal 14 al 17 marzo torneremo a Roma! 

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7 thoughts on “To Vaticano with love

  1. Questa faccenda del Papa ha emozionato tantissimo anche me che non sono credente. Adesso lo stimo molto più di prima e lo comprendo meglio.
    Bella Roma, conclave o senza clave (scusami, oggi c’è il sole ed è tutto il giorno che sono scema)

  2. Io ti leggo sempre più che volentieri. Scrivi in modo fluido e originale, riuscendo sempre a metterci tanta ironia. Da lettrice compulsiva sono comvinta chevtu sia sulla buona strada. Dopotutto l’hai già detto tu: sei quell’1 su 1000 che vale.
    E speriamo che conclave sia 🙂

  3. Sinceramente? Spero di rimanere sposina a vita! Adoro il lunedì, quando ho le labbra screpolate per i baci che ci diamo in continuazione durante il weekend, cosa che in settimana avviene solo la mattina e la sera.

  4. oh ma è vero! questo incipit è proprio bello e fa venir voglia di continuare a leggere.
    Ma se dici che poi si guasta mi fido.. e resto con la curiosità da pagina interrotta 😉

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