Weekend di amici, pioggia e storie

Prima di pranzo avevo scritto un post che ho cestinato: troppo deprimente. L’umore non è il massimo, Roma mi sembra lontanissima (ah le foto non sono ancora pronte sorry!), la vedo in TV soleggiata e spettacolare, vedo Papa Francesco che ci ricorda di non farsi rubare la speranza e cerco di far mie le sue parole. Diluvia, si è salvato solo sabato mattina, e un pezzetto di pomeriggi. E’ freddo e addirittura nebbiosino, oggi non si vedeva la punta della torre del Palazzo dell’Unicredit, avvolta nella foschia. Pare novembre ecco. Nessuna novità per il romanzo, solito tedio su molti fronti, ma non bisogna perdere la speranza! Eppure non è stato un brutto weekend. Ieri ho visto un’amica per un caffè e chiacchiere (tuttavia incontrarsi al centro commerciale sarà anche comodo ma per me è tanto triste) mentre oggi io e Emanuele siamo andati al cinema. Abbiamo visto “Il figlio dell’altra” che vi consiglio vivamente. Ho anche terminato la lettura del romanzo “Black out” di Gianluca Morozzi, vi consiglio anche questo.

Le due storie non hanno davvero nulla in comune, ma forse sì.

La pellicola francese narra la storia di due famiglie (una israeliana e una palestinese) che, a seguito di un rocambolesco scambio di neonati nelle culle, scoprono dopo molti anni di aver allevato il figlio «sbagliato», con l’ implicazione che essere “nemici” comporta, aggravando una situazione già emotivamente difficile. E’ più genitore chi ti ha allevato, o quello biologico? Cosa succede se si cresce da ebreo per scoprire, a 18 anni, di non esserlo nel sangue?

Il film, molto commovente e ben raccontato, senza mai scadere nel melò, strizza un po’ l’occhio a una pace possibile, ma forse solo sullo schermo!

Il romanzo invece ci parla di tre persone, piuttosto singolari, rinchiuse per molte ore in un ascensore bloccato in una Bologna ferragostana, deserta e rovente. Pennellate di pulp (vi avviso!), claustrofobiche paure, ma anche tanta dolcezza emergono tra le pagine molto scorrevoli. Morozzi si conferma grandissimo nel trovare finali sorprendenti.

Ebbene, dicevo poche righe più sù che le due storie hanno qualcosa in comune. Non sto straparlando. Entrambi trattano due temi forti e, come dire, di sicura attrattiva per il pubblico, due angosce esistenziali che forse almeno una volta nella vita ci hanno sfiorato, nell’immaginario: venir scambiati alla nascita (ne ho brevemente parlato anche nel mio romanzo Frollini a colazione) e rimanere bloccati in ascensore. Si tratta di due argomenti quasi scontati nella loro originalità. La bravura dello scrittore e degli sceneggiatori sta proprio nel come è riuscito ad affrontarli. In assenza di questa dote avremmo la classica storia trita e ritrita, già vista/letta che ci procura sbadigli e noia.

Al mio primo corso di scrittura creativa l’insegnante affermava che tutti i temi sono già stati trattati, stava alla nostra capacità parlarne in maniera nuova. Diceva, ad esempio, il “topos” del vecchio saggio, o lo confermi e scrivi un romanzo sulla maturità che l’uomo raggiunge sul finire della vita, o lo stravolgi dicendo che gli anziani non sono per nulla saggi, ma solo citrulli! Disse: “ragazzi dal topos non si scappa!” E io risposi a voce alta “neanche dal gattos”, e questo lo fece davvero molto incavolare!

In aggiunta al weekend due note: la lunga telefonata a Barbara, che organizzò i reading liguri, conosciuta tramite il blog, e la superlativa merenda da Princi dove ero stata con Sfolli e Clara.

Inizia la Settimana Santa, vi auguro di viverla nella gioia di Gesù.

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9 thoughts on “Weekend di amici, pioggia e storie

  1. “Neanche dal gattos” è carinissima: se fossi stata lì avrei riso a squarciagola 🙂 anche perché di gatti modestamente me ne intendo 😉
    Prendo nota del film e del romanzo, anche se la lista si fa trooooppo lunga. Non basta una vita per esaurirla.
    Il Papa ha ragione, ma a volte è davvero difficile non perdere la speranza. Comunque sai come si dice? “Finché c’è vita c’è speranza”.

  2. Ooh merenda da Princi si si, yum yummmm!
    Sembra interessante il romanzo dell’ascensore, ma quest’estate avevi parlato forse di un libro che raccontava la storia di qualcuno chiuso in un cinema? O me lo son sognato? guarda, pure noi oggi giornata rimba stralunata e uggiosa, come se non mi fossi mai svegliata dal sonno stamattina…

  3. anche qui tempo schifoso, umido e freddo…ho dormito tutto il pomeriggio di domenica…e adesso …sono le 03.25….sono sveglia come un grillo…ascensori e figli scambiati…belli come argomenti…ma tosti…la mia seconda è una vita che dice di non essere mia figlia…che l’hanno scambiata appena nata…e ogni volta è un brivido freddo lungo la schiena…per quanto riguarda gli ascensori…dipende dalle dimensioni…se sono quelli grandi non mi danno fastidio….quelli piccoli massimo 4 persone….mi manca un pochino il fiato…ma questo solo dopo le varie TAC fatte…nel 2009…passerà…
    Ti auguro una settimana tranquilla e serena…io spero di poterne approfittare fino a giovedì…. venerdì i miei iniziano le vacanze…li amo, tantissimo….ma quando sono tutti assieme….a volte faccio fatica a sopportarli…sarà che divento vecchia, sarà che ormai sono maggiorenni …e….ogni testa un piccolo mondo
    Un mega abbraccio
    Anto

  4. Metereopatica come sono, di questo tempo non ne posso veramente più.
    Avevi già segnalato Morozzi e ho iniziato con il suo primo, Despero. Presto la recensione.
    Sandra cara, sei una grande ispirazione, letteraria e non 🙂

  5. Per me il lunedì mattina è sempre molto molto deprimente. A dire il vero tutta la settimana lo è. Per vari motivi. Ho smesso di scrivere sul blog proprio per questo, perchè avrei avuto da raccontare solo cose molto tristi, scazzamenti vari e ho deciso che non è il caso.
    Però a volte ne avrei bisogno lo sai? Poi ti dirò sto tempo non aiuta per niente.
    Anche io questa mattina ho sentito Papa Francesco, le sue parole, anche se non sono per niente religiosa, mi arrivano in faccia come una badilata “Non lasciatevi prendere dalla tristezza, dall’amarezza. Non abbandonate la speranza….” e io guardandolo sorridente gli ho detto “Eh Francè… parli bene tu!!!”.
    Sono talmente fuori che parlo anche con la tv.
    Poi sto week end è stato il mio primo anniversario di matrimonio, passato a cucire io e a guardare orribili film mio marito….. un modo alternativo di festeggiare!

    • …scusa se mi intrometto…ma sai raccontarsi le cose brutte per lettera….AIUTA…scrivi una lettera a te stessa….chiudila e riaprila tra 10 – 20 giorni….vedrai che tante volte ci facciamo dei problemi dove non ci sono…mi fai ricordare la sera del mio primo anniversario…mio marito mi fa….dai andiamo fuori…e io…no non mi va passiamo questo primo anniversario tranquilli in casa…sai ho un pochino di mal di schiena…..alle 06 e qualcosa del mattino dopo …è nato il mio primo figlio …e io non ho più festeggiato un’anniversario…ma sempre e solo il compleanno di Andrea…
      Bando alla tristezza un bel sorriso e parla con la TV…fa bne anche questo
      Anto

  6. Non parliamo del tempo: da ieri l’aria umidiccia si alterna a una pioggerellina viscida tanto da far sembrare all’autunno, manca solo la nebbia O_o
    Un tè con amiche fa sempre piacere però… urgh, concordo che trovarsi al centro commerciale è triste!

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