Aspettando non si sa bene cosa, vediamo cosa fanno Fabiola e Maurizio

Ci si inizia a scambiare gli auguri di Pasqua – non ho fatto neppure una card mi vergogno tantissimo – ma guardando come siamo vestiti e l’aria gelida che tira, sembrerebbe più ovvio farsi quelli natalizi. Pasqua mi rattrista sempre, purtroppo la mia prima Pasqua da sposata fu distrutta dalla morte improvvisa di mio suocero il lunedì precedente, diciamo come fosse oggi e da allora la ricollego a quella notte buia con mio marito al pronto soccorso, mentre io attendo da sola un taxi che mi porti da lui, la corsa prenotata viene annullata senza avvisarmi… e la mia primissima volta in una camera mortuaria orribile di un grande ospedale. Un dolore immenso, mi ha sempre trattata come la figlia femmina che non ha avuto! Mi manca tantissimo. Non voglio pensarci ora. E’ una settimana del cavolo. Aspetto la primavera, aspetto che un editore mi contatti, aspetto che qualcuno faccia piccoli gesti importanti, aspetto che il mio piano ferie estive venga approvato, aspetto che mi passi lo stravoltone emotivo.

Intanto vi propongo, magari vi interessa, qualche nuova paginetta del romanzo III, anche quì aspetto, esattamente di trovare il finale giusto, l’ho stampato e sulla carta mi convince di più. Spero si capisca, perchè i tre stralci postati sono tutti staccati tra loro e in mezzo accadano un sacco di cose. Eccolo:

 La cena di dicembre

La cena di dicembre è sempre un casino. Tutti sono già impegnati con altre cene, aziendali, palestrali e compagnia cantante. Chiunque frequenti un circolino, anche solo di due anime, si sente in dovere di sedersi attorno a un tavolo col panettone, per farsi gli auguri a modino. Trovare una data libera, e un ristorante degno del torneo diventa difficile. Toccherebbe a Giorgia, ma porella la curva glicemica è un disastro; è a dieta stretta da dieci giorni, altro che pantagrueliche abbuffate ricche di dolci. Cerca qualcosa di vegetariano, ne trova un paio ma i menù, che si è fatta mandare via mail, sono un salasso e non se la sente di proporli. Decide di non andarci del tutto, di passare la mano e la palla al suo successore: Luca.

“No, Giorgia dai vieni. Una pizza?”

“Scherzi? La pizza è piena di zuccheri. Non devi considerare solo i dolci quando pensi al glucosio.

No, niente, non vengo, non scelgo, non voto.”

Una sorta di personalizzazione delle tre scimmiette.

Luca non avrebbe mai pensato di arrivare ad apprezzare il senso pratico di una donna, e addirittura a elevarlo a parametro di valutazione, dopo essersi basato per anni, su atributi fisici, e che non scassasse le palle. Ma quando Ida se ne esce con:

“Sai cosa fai? Affitti una sala, guarda tipo nel mio condominio c’è l’aula per le assemblee, oppure ancora meglio una volta sono andata a un battesimo pazzesco, duecento invitati, in una sala vicino alla chiesa ma è indipendente, e ha anche una cucina. Mi informo e ti faccio sapere domani. Comunque tu l’affitti e fai fare dal catering tanta bella verdura, poi dici a Giorgia di venire. Eh cosa te ne pare?”

In un paio di giorni la cena è organizzata. L’affitto della sala costa una bazzeccola, perchè è un periodo morto. Luca ha parlato di nuovo con Giogia, vuole sapere con precisione quali cibi può mangiare, e quali sono cassati. Poi ha contattato una gastronomia con servizio catering e si è fatto fare un preventivo, gli è parso buono e ha confermato. Fine.

Tovagliato compreso, e anche cappellini da Babbo Natale per tutti. Si tratta di un buffet servito:  fai un giro, ti fai riempire il piatto nell’allegria dei festoni intorno ai tavoli e le ghirlande sul soffitto.

Ci sono persino le relle per i cappotti, come a “Shopping Night”, fa notare Milena. Datele Real time dopo una giornata storta e fa pace col mondo, e con  Marco.

Luca ha fatto la somma e tra affitto e cibarie sono ventiquattro eurini a testa, non male. Grazie Ida, grazie! L’ambiente, chincaglieria nataliza a parte, è in effetti un po’ stanzone anonimo, ma i piatti compensano alla grande. Mascelle ben attivate, sguardo basso, tutti contenti.

Maurizio e Fabiola arrivano quando gli altri sono già seduti. Fabiola aveva una riunione a scuola e non ce l’ha fatta a liberarsi prima. Entrano mano nella mano, con i visi arrossati di freddo e di passione, aggiungerebbe Roberta, Dio bono le verrebbe da applaudire.

Giorgia ha il piatto pieno di ortaggi, spiedini di frutta e indossa un abito in maglia rosso tenerissimo. Ha messo su peso, ma è raggiante.

I discorsi si accavallano: progetti per le feste imminenti, preoccupazione per il futuro dell’Italia e per il campionato (Carlo!).

Luca siede accanto a Ida, elevata al ruolo di fidanzata, forse. In ogni caso lei se ne frega dell’etichetta di “riesumata”, Luca le piaceva, è contenta che lui si sia rifatto vivo, del resto meno menate ti fai e meglio vivi, questo l’ha capito da un pezzo. A chi giova stare a rimuginare su comportamenti e stronzate? Naaa, vengono solo le rughe.

“Sai che hai avuto una bella idea, Luca? Complimenti!”

“Diamo a Cesare quel che è di Cesare, amici. Tutto merito di Ida!” La ragazza riceve molti sguardi indagatori di chi si chiede, e lei lo sa, se durerà fino al brindisi di capodanno. Gli altri sembrano sempre più preuccupati di lei riguardo la sua situazione sentimentale. Sorride, si alza e percorre la navata fino al banco dei beveraggi, si fa riempire il bicchiere con un buon prosecco. Alza il calice al cielo ed esclama:

“Buon natale, ragazzi!”

“Cin cin, buone feste, auguri ai figli maschi, congratulazioni”. Ci manca il trenino, anzi no, Renato si alza – un uomo, una locomotiva – e, nonostante manchi la musica, trascina gli amici in un serpentone di vagoni, slalomando tra i tavoli.

“Pepepepepepeppepe.” Si abbracciano, e se il 2012 fosse un’entità fisica verrebbe preso a calci dal gruppo.

“Che anno di merda!” Dice Stefano.

Sì, è stato proprio un brutto anno, per tutti, ad eccezione di Giorgia. Lutti e sciagure varie hanno punteggiato i dodici mesi di croci. Ida propone un altro brindisi. Si porta avanti in caso non dovesse festeggiare con Luca S. Silvestro.

“Buon 2013!”

 “La mia vita è scandita da queste cene” pensa Luca mentre porta a casa Ida, già sependo come finirà la serata. Si chiede se sia davvero il caso di cominciare una relazione stabile con la ragazza. In effetti dovrebbe, non può averla riesumata solo per una botta e via. Una. “Sto invecchiando” e si guarda nello specchietto dell’auto, sì i capelli presentano segni di grigio sulle tempie, e le rughette intorno al viso rivelano un età indefinita verso i quaranta. Comunque Ida è un’allegrona, ha trasformato la cena in una discoteca. A un certo punto, come un prestigiatore, ha tirato fuori dalla cucina luci psichedeliche (mancava solo la palla stroboscopica al soffitto) e uno stereo attempato ma funzionante con una serie di CD anni ’80 che hanno mandato tutti in visibilio. Persino Giorgia ha ballato un po’ e qualcuno ha dato segni di cedimento per un paio di bicchieri in eccesso. Divertiti? Sì, tanto. Ogni canzone ha rievocato festine in casa, le prime disco del sabato pomeriggio, le gite scolastiche infrattati agli ultimi posti del pullman, i più ambiti. E le uscite serali, i locali al mare all’aperto, gli Europe, i Pet shop boys, e a Last Christmas hanno acceso gli accendini, si sono abbracciati ed è stato tutto molto emozionante. Tutto sommato si beccherà un bel punteggio, forse il massimo! E la serata non finisce mica quì!

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15 thoughts on “Aspettando non si sa bene cosa, vediamo cosa fanno Fabiola e Maurizio

  1. Keep calm and wait (perché tanto niente e’ immutabile, tutto cambia… Per tutti).
    La storia, però, la leggo domani, a mente lucida e fresca 😉
    Bacio, Barbara

  2. Oh Sandra, mi sono fermata alle parole su tuo suocero, e mi torna in mente che pure noi a Pasquetta del 2010 abbiamo salutato il marito della mamma di DH, e’ stato davvero triste e ingiusto e incredibilmente reale….Ora sti partendo dal sonno, ma domani leggo il brano. Notte notte

  3. Ho letto con molto piacere lo stralcio del racconto. Invece che brutto quando associamo degli eventi a cose terribili che ci sono successe. Conosco una donna cui è morto il papà il giorno del suo compleanno (della donna): pensa che roba…

  4. Oi tesorina!!!mi dispiace di saperti triste ! A volte succede che ci siano una serie di cose che messe insieme ci scombussolano facendoci vedere tutto nero!!mi dispiace che la Pasqua sia legata a un ricordo tanto triste!! io aspetto con te e spero che passi presto il magone!! Intanto se ti puó consolare anche a Roma piove a dirotto e fa di nuovo freddo! Gli stralci del tuo romanzo parlano di te, la tua scrittura è viva e scoppiettante!brava!! Speriamo che ti porti le soddisfazioni che meriti!! Ti mando tanti baci coccolosi!!! ❤

  5. ti leggo da molto tempo…. mi piace tanto tanto tanto come scrivi… ammiro le persone che sanno scrivere bene… non ho mai commentato e non sai neppure chi sono… stamattina mentre andavo al lavoro han detto che era san Emanuele.. un nome bellissimo ed ho pensato solo a te…volevo dirtelo… auguri che questa Pasqua non sia troppo piena di ricordi tristi. Diana

  6. DIANA, “non sai neppure chi sono” aiuto intendi una che conosco!!?? Sai che Diana è un nome che mi piace tantissimo e avrei dato a una figlia? (in subordine al preferito n. 1 Carlotta!) Grazie infinite, i lettori silenziosi mi fanno sempre tanta tenerezza.

    • no, non mi conosci, sono una che legge ma non commenta per tanti motivi, tra cui la paura di non saper esprimersi bene con persone come te (che hanno il dono della scrittura) o scrivere cose banali… la mia mail ce l’hai io non ho la tua se mi scrivi ti dico qualche cosa di me così per farti capire che sono una persona comune che oltretutto con il computer non è poi proprio una cima….

  7. Amicaaaaa fai bene a “cazziarmi”!!!!!
    E’ da circa un mese che non passavo… anche se non ho lasciato segno (commenti) ero arrivata al post della giornata con i nipotini… però in questo mese non ho girato molto per blog… sa di scusa… lo so… ma è vero!
    mi dispiace per il ricordo triste!
    Ieri vi ho pensato… ho segnato una cosa sul calendario al lavoro per oggi (alla quale avrebbe pensato una collega, io oggi ho smontato alle 8 e no alle 6 come al solito ed attendo le 14 per andare a letto!!!!) e mi sono accorta che era s. emanuele… e vi ho pensato…
    ho appena riletto tutti i post (per i testi mi riprometto di leggerli in ordine con calma)… ma ho visto che siete andati a roma… che bello!!!!!
    io a roma ci sarò stata un centinaio di volte! ormai non le conte più!
    la prima volta mi sa che non avevo neanche un anno… e per anni e anni (ma anche dopo da maggiorenni!)… almeno 2/3 volte si andava.. vabbè ricordi… ricordi belli ma che fanno un pò male… soprattutto quando i giorni critici e tristi sono vicini (domani sarebbe il compleanno del mio papà!)
    Non volevo scrivere queste cose… non so come ci sono arrivata… ma te lo lascio lo stesso… è il nostro modo di “continuare a conoscerci” 🙂
    Trascorrete una serena Pasqua… io lavoro fino a domenica (che settimana con scuole chiuse!!!!!! salti mortali ed incastri all’ennesima potenza! :P) nel pomeriggio sarò a verona… trascorrerò la serata in compagnia di un’amica (chi sarà? :P) e lunedì visiteremo una bellissima mostra “da Botticelli a Matisse. volti e figure” e poi torniamo a casa!
    Baci

    Ps. adesso ti metto nell’elenco dei blog (come quando eri un frollino ahaahah) così almeno vedo gli aggiornamenti e arrivo 🙂

  8. “se il 2012 fosse un’entità fisica verrebbe preso a calci dal gruppo” con questo mi ci faccio la maglietta!
    I Pet Shop Boys… ora so che mi prenderete in giro, ma erano i mie preferiti ^^

    Eccomi Sandra… volevo solo dirti che io sto leggendo tutto, perchè ho capito come ovviare il fatto che non ti trovo più sull’elenco di blogspot.
    Da quando sono smartphone dotata e mi sono iscritta al tuo blog, ricevo le notifiche e ovunque mi trovi sono in grado di leggerti.. solo che ho non ho ancora molto dimestichezza con il touch screen (leggi: non ci capiamo proprio) e preferisco commentare dal piccì!

    PS: io nell’elenco dei blog non ti potevo mettere perchè ho superato i 300.. pensa te!
    PPs: questo romanzo mi prende molto bene!
    PPS: sai, a Roma ho fatto il mio viaggio di nozze.
    PPPS: solo per scrivere tre volte P!

    • Sabrina io sono stata ad un concerto dei Pet shop boys redivivi nel 2007!
      Ero irriconiscibile: in piedi sulla sedia, con l’ombelico di fuori. I miei primi tempi con lo smart phone, che non ho abilitato per internet, l’avrei buttato giù da un dirupo, ma me l’avevano regalato. Baci grandi bella donna

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