La luce di queste giornate

Il bel tempo fa miracoli, a Milano poi unito a un tasso di umidità basso (cosa assai rara) rallegra veramente tutti. In questi giorni va così: vestitini agognati finalmente indossati, uscite dopo cena con centrifugati di frutta/verdura gustati in locali all’aperto, pranzi sempre all’aperto mentre si sfogliano i cataloghi e si pianificano le vacanze. Il problema è, lo sappiamo tutti, che quando ci si trova nel tunnel, qualsiasi esso sia, non si è lucidi. I fantasmi e le paure bussano e non sempre si ha la forza di ricacciarli indietro, soprattutto quando il quotidiano schiaccia e il sogno sparisce. Tutto è sotto controllo ora, fino al prossimo scossone certamente, ma la vita è come un conto in banca: occorre capitalizzare fondi di riserva per i momenti bui, che inevitabilmente tornano a ondate. Riesco persino, nel delirio delle 100 mila parole da scrivere, a leggere un po’ di Murakami, quel Tokyo Blues tanto amato da Alessia, l’ha scelto come header del suo blog ormai chiuso, e da mia sorella, per il quale ho sempre avuto un timore reverenziale, ma ora è venuto il momento di farmi sedurre dal suo incanto. E’ un libro strano, forse troppo orientale per i miei gusti, certe dinamiche nel pensiero non riesco davvero a farle mie, e per chi mi ha chiesto se io fossi Midori o Naoko, rispondo senza esitazione Midori, ma sono certa che molto mi sfugga di questo capolavoro. La cura nel linguaggio e nei dettagli sono elementi di fascino e offrono  nuovi spunti per chi, come me, è sempre alla ricerca di qualcosa nei libri. Lo leggo mentre vado dal fisioterapista, uso un segnalibro coi gufi che mi ha portato mia sorella dal Giappone (ha un diploma superiore in lingua giapponese), lo infilo tra le pagine e so che mai mi farò rapire da un E-reader perchè io dei libri amo troppo anche tutta la gestualità connessa.

Devo uscire, il massoterapista mi aspetta. Mando un saluto speciale a chi ho citato in questo post, e a Miss Sunshine perchè non debba mai mai mai più rientrare nel tunnel.

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14 thoughts on “La luce di queste giornate

  1. forse non sei tu, forse è solo il limite insormontabile della traduzione dal giapponese (Giulia lo ha letto in lingua originale? WOW!)…un abbraccio da capitalizzare 😉 D.

  2. Anche qui finalmente il sole rende la città più vivibile e le ossa meno doloranti. Speriamo duri un pochino!
    Mi fa piacere sentire che c’è anche tempo per le letture e per brevi distrazioni dal gran lavoro del periodo. Un abbraccio.

  3. Bah che dirti, non amo particolarmente gli autori giapponesi. Li trovo freddi, distanti dai miei gusti, quasi asettici. Magari devo riprovare a leggere altro.
    Ci riprovo allora.
    Raffaella

  4. Grazie sandra!!! ❤ sono felice di leggerti piena di vita, con la primavera che scorre nelle vene!!! Anche qui giornate caldissime e urge cambio di stagione!!! Non stressarti troppo e continua a lasciarti sedurre dalla carta, che non tradisce mai!anch'io sto leggendo un libro cult, fahrenheit 451, che già sapevo non essere nelle mie corde, ma mi piace comunque leggere di tutto, per lasciarmi sorprendere o convincermi dei miei gusti! 🙂 ti abbraccio forte forte da una Roma luminosa e immensa!

  5. mi piace questo post, ci sento dentro tanta serenità. Murakami è piaciuto anche a me anche se le atmosfere del libro a volte mi confondevano, forse bisognerebbe conoscere meglio la cultura giapponese per apprezzarlo fino in fondo. Buona lettura!

  6. appena aperto il post dalla mia posta – scusa il gioco di parole – perchè come ben sai mi sono iscritta (eh eh eh) e mi è apparso il nome Midori ho pensato a Mimì e la nazionale di pallavolo.
    Poi ho letto TUTTO il post e ho pensato che sono un pozzo di ignoranza.

    Detto questo in macchina cantavo “mi-mi-mi-mimì con le mani quanti punti ricami (?) volteggiando come fai tu”.
    E oggi avevo un corso sulla TARES.
    Vedi un po’ te come sono messa.

    Anche io amo troppo i libri.
    Ma mi sa che grazie allo smartcoso un pochino sto cercando di convertirmi (specie per l’ingombro).

  7. Ciao Sandra, perdonami ero rimasta un po’ indietro con i tuoi post, ma vedo che stai andando alla grande anche col romanzo, bravissima!!!
    Finalmente la bella stagione e’ arrivata anche qui, anche se non ancora con vestitini leggeri.
    Spero di venire presto ad un meeting lombardo e di poterti conoscere.
    Ciao baci, Gio’

  8. La letteratura giapponese è molto particolare. Non conosco Murakami, ma ricordo, tra gli altri, “Il paese delle nevi” di Kawabata, che traduceva in parole delle vere e proprie immagini artistiche. Sono tentata dal provare un e-book, ma la mancanza dell’oggetto libro e delle sensazioni ad esso collegate (odore della carta, tattilità) mi trattiene dal farlo :-\
    Ti farò sapere 🙂

  9. hehe lo sapevo che avresti optato per Midori… 😉
    Leggere Murakami (ma anche altri autori giapponesi) è un’opportunità per guardarsi e guardare gli altri con occhi nuovi…

    PS la carta… la carta è l’oggetto transizionale che permette di separarti “felicemente” dal libro quando l’hai terminato

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