La chiave d’accesso al sogno

Ci sono i sogni piccoli, di difficile realizzazione comunque: dormire più a lungo al mattino, evitando di svegliarsi con la sensazione di aver fatto un frontale con un camion, solo perchè la sera prima si è guardato in tv l’ultimo Montalbano, mica chissà quali follie e rientri a notte fonda. Avere i capelli dritti-dritti senza andare dal parrucchiere (ora sono davvero lunghi e mi piange il cuore a tagliarli, ma senza l’intervento della cinese ho un covone in testa!). Il sole splendente sulle uscite del weekend.

E poi ci sono quelli immensi.

Avevo un insegnante di italiano bastardo in V superiore, quello che ci portò alla maturità. Feci un tema, e pur dandomi la sufficienza (tre su tutta la classe) mi buttò il foglio protocollo con disprezzo dicendo: “”Faè, cerchi di avere progetti, piuttosto che sogni!” Avevo espresso l’intenzione di voler scrivere nel mio futuro professionale.

Ma quando la profusione di impegno, dedizione, costanza ed energia è alto, i due concetti non dovrebbero aderire alla perfezione, come due fogli di carta incollati col vinavil? Come due frollini con uno strato di crema pasticcera in mezzo? Chiamarli desideri (come Cenerentola), sogni, progetti, obiettivi, cosa cambia all’essenza del tempo speso a perseguirli? Nulla, secondo me.

Ieri sera il mio coach, che tanto per far felice Lucy sta per diventare expat pure lui verso Berlino, ha detto che tra tutti noi del corso solo 1 persona virgola 3 ha la stoffa per cimentarsi con un romanzo. E una sono io. (Io mi sento di più il virgola tre, ma gongolo per l’apprezzamento!) perchè ho la malattia di scrivere, che è più di un originale talento. Potete leggere cosa pensa di me Roberto cliccando in alto nella riga nera “contatti”; ha lasciato un commento lì (l’ho scoperto due mesi dopo!). Ieri sera Roberto ha letto un paio di pagine del mio romanzo, che non sono state pubblicate nel blog, e tutti erano incantati ad ascoltare la storia d’amore che stavo raccontando.

Io non lo so come andrà, ma so che la chiave di accesso al sogno (frase che, non ci crederete, mi è davvero arrivata in sogno) io l’ho trovata e me lo voglio vivere fino in fondo.

Così medito sulle indicazioni assai utili in questo momento, dateci dal prof. circa i punti salienti per scrivere un buon romanzo oggi, distante dalle sirene commerciali (avete visto il can can che si sta già scatenendo sul nuovo Dan Brown?)

Il sogno di una cara amica è ora un piccolo puntino che noi vogliamo ancorare a lei con tutta la forza possibile, come aggrappato all’ottovolante della vita.

A  volte un diavoletto dispettoso ci butta lontano la chiave, diventa difficile andarla a recuperare e i sogni sembrano spegnersi, ma la chiave non è perduta, è solo nascosta.

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14 thoughts on “La chiave d’accesso al sogno

  1. Quando ho letto il titolo credevo parlassi del sogno di ieri 😉
    Progetti e sogni come le due facce di uno stesso frollino? Sì e talvolta purtroppo no, nel senso che i sogni possono contenere anche il concetto dell’irrealizzabile, mentre i progetti forse solo dell’eventuale fallibilità. O forse è la stessa cosa pensata e descritta da prospettive diverse. La cosa fondamentale è in entrambi i casi provare a realizzarli.
    Roberto ha capito tutto di te. Ma anche noi lettrici accanite di blog 😉

    P.S. Capito il perché della nottataccia: Montalbano! 😀

  2. Va bene dai Barbara, lo racconto qua, nei commenti : )
    Ho sognato di incontrare Bersani al centro commerciale e mi offriva un gelato. Mi chiedeva quale volessi e io dicevo “cornetto al caffè” e i gelati erano tutti esposti anche quelli confezionati su un bancone e lui mi diceva, con un tono scocciato: “ma non vedi che non c’è il cornetto al caffè?” e io “e no, perchè il bancone è troppo alto e io non ci arrivo!”
    E poi una serie di cose io e Bersani in giro per sto centro commerciale.Un sogno molto lungo e articolato. E che a me Pierluigi fa un po’ tenerezza ecco, come un cugino grande che fa una serie di cazzate ma in fondo è bravo.

  3. Bello bello bello. Bello il sogno qua sopra, che poi e’ uguale alla chiave da trovare. Che dire bella amica mia, a volte e’ anche vero che le cose ci stanno davanti agli occhi ma non le vogliamo vedere, ma la maggior parte delle volte invece si fanno desiderare ben bene.

    p.s. Perche’ “per farmi felice”?? 😀

  4. Bersani fa tenerezza anche a me, perciò il sogno mi sembrava carino 🙂
    Se volete, mi ci metto anche io negli expat: nell’animo lo sono e sarò forever. Il fatto di essere rientrata in Italia è solo dovuto ai casi della vita 😉

  5. Immagine potente, accedere ai sogni è già progetto! Ma dove l’avrò buttata io la chiave?!
    Comunque la sto cercando senza sosta e la scoverò.
    Su Bersani hai proprio ragione 🙂

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