Perchè dopo 27 anni occorre ancora aiutare i bambini bielorussi?

Nonostante la centrale nucleare di Cernonbyl si trovi in Ucraina, tre quarti degli scarichi radiottivi sono finiti in Bielorussia. Nel 1986 molti giornali russi ed europei scrissero “per fortuna il vento non soffia verso Kiev” in questo modo si è scongiurata la distruzione della capitale ucraina, culla del cristianesimo russo, una città maestosa. Tuttavia il vento da qualche parte doveva pur soffiare, e ha spinto le radiazioni verso la Bielorussia il cui confine dalla centrale si trova a soli 8 chilometri.  Pare che alcuni reparti addestrati dell’Armata Rossa ricevettero l’ordine di sparare alla nube per impedirle di dirigersi su Mosca. I paesi occidentali si sono tanto preoccupati per l’Ucraina, che con disperazione ha giocato la carta Cernobyl per anni, facendo leva sulla minaccia costituita dalla vecchia centrale, in parte ancora attiva. Mentre il cesio impiega 250 anni per disperdersi del tutto, in Bielorussia non ci sono abbastanza soldi per curarsi, perchè  al confronto il paese ha ottenuto ben pochi aiuti e, con la rottura diplomatica dopo l’elezione di Lukashenko, la UE ha sospeso quasi tutti i programmi di aiuto.

E i bambini bielorussi continuano a morire.

L’Unicef ha sintetizzato: tra 1990 e io 1994 l’aumento delle patologie tra i bambini bielorussi è stato dal 28% al 62% a secondo delle diverse malattie. L’incidenza di cancro alla tiroide è cresciuto di 100 volte tra il 1991 e il 1994, nello stesso periodo nelle zone contaminate di Ucraina e Russia l’aumento è stato solo di 10 e 7 volte.

E’ stimato che un soggiorno di un mese in Italia, anche una sola volta nelle vita, abbatta del 40% il rischio di contrarre malattie da parte dei bambini che continuano a nutrirsi dei prodotti agricoli della terra bielorussa, ancora contaminata.

Abbiamo deciso di accogliere un bambino bielorusso molto prima di sapere tutto questo, solo per poter egoisticamente appagare un nostro desiderio che fino a oggi non ha trovato sbocchi, per una serie di motivi. Comunque andrà Natallia avrà un margine di rischio di ammalarsi molto minore, dopo il soggiorno in Italia. E questo è magnifico.

Oggi, tra le altre cose, ho esplorato in bicicletta i tanti parchi giochi vicino a casa. Per sapere cosa proporre a Natallia, senza fare troppa strada. Sono davvero belli, ricchi di scivoli, altalene, strani cosi per arrampicarsi, piste ciclabili, campi da basket e bocce e tantissimo verde. E siccome era una delle domeniche a piedi proposte dal Comune di Milano, col blocco della circolazione delle auto dalle 10 alle 18, la città, col sole, ha mostrato il suo lato migliore, alla faccia di chi la associa sempre al grigio, perchè, probabilmente, ha chiuso il cuore e non sa coglierne i tanti aspetti incantevoli.

Milano è una bella donna che si scopre solo per amore.

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17 thoughts on “Perchè dopo 27 anni occorre ancora aiutare i bambini bielorussi?

  1. Qualche settimana fa, la mia collega di mate e scienze spiegava ai ragazzi che dopo Cernobyl certe tipologie di malattie, come i disturbi e i tumori alla tiroide, nella nostra regione sono aumentati esponenzialmente. Poi sono intervenuta io per farli riflettere sul fatto che se noi a distanza abbiamo questi problemi, chissà gli abitanti delle zone limitrofe. Ricordavo un documentario inquietante di Report . Tu confermi.
    Al di là degli eventi futuri, abbiamo pensato anche noi che sarebbe bello ospitare qualche bambino. So di tante famiglie e di single che negli anni scorsi hanno ospitato bimbi e ragazzi di quelle zone e alcuni hanno anche mantenuto i contatti.
    Riguardo a Milano, be’… una domenica dovrò venire a trovarti e mi dovrai far fare un bel tour, perché io la conosco davvero poco ed è un vero peccato.

  2. Concordo e sottoscrivo. E la maggior parte di questi bambini e ragazzini proviene da istituti, non hanno una famiglia alle spalle, e questo è ancor più triste. Complimenti per la vostra scelta, anche la vostra ragazzina potrà apprezzare la Milano dei milanesi e non dei turisti 🙂

  3. Anche io me lo sono chiesta negli anni perchè conosco veramente tantissime persone che li ospitano/hanno ospitati – e ricordavo un incidente diplomatico in cui si minacciava di non “mandarceli più”, e ci sarebbe da commentare ma soprassediamo… – e quindi non mi capacitavo della dimensione del problema a distanza di anni.
    Sarà una gran bella esperienza, e sì Milano sa essere molto affascinante. 🙂

  4. A casa dei miei abbiamo ospitato per due estati una bambina bielorussa. Il bagaglio di ricordi ed emozioni che mi porto dietro da allora è immenso e con orgoglio posso ancora vantarmi di saper leggere l’alfabeto russo (solo leggere!) nonostante siano passati 13 anni circa…

  5. Anche io ricordavo un documentario piuttosto inquietante. I dati sono allarmanti e vorrei sapere quanti dei ragazzini che sono stati qui le prime volte stanno realmente bene.
    Vai Sandrina che la data si avvicina.
    Raffaella

  6. I dati che esponi sono agghiccianti, ma sapere che ci sono persone come te e tuo marito, che concretamente darete un aiuto a Natallia e che grazie al vostro amore (non egoismo!) abbatterete il rischio che lei si ammali…beh, mi fa pensare siete stupendi.
    In bocca al lupo per questa nuova avventura. Un bacio

  7. Molto interessante questo tuo post.
    Seguirò con interesse questa tua esperienza, se la condividerai sul blog. Non escludo di seguire il tuo esempio in futuro, quando le mie figlie saranno un po’ più grandi.
    Grazie.
    Serena

  8. Ottimo post! C’è gente che pensa che in bielorussia si approfittino della tragedia nucleare per far fare delle vacanze gratis ai figli, invece ce n’è davvero bisogno

  9. Ti mando un abbraccio forte, darlin. Dai che manca poco pochissimo! E poi dopo Natallia ancora le vacanze tutte vostre. E poi i libri, e poi il sole e poi tante cose belle ❤

  10. Ho in bozze un post lungo così sulla “mia” Milano con il cuore in mano, sulla scia di questo tuo scritto, ma non so se lo pubblicherò…magari te lo scrivo in privè! Pur sapendo che non tornerò mai a viverci mi in…albero molto quando qualcuno parla male di Milano senza nemmeno fare lo sforzo di conoscerla (o la colpisce con gesti di pura follia come quello di sabato mattina all’alba!)! Per Natallia, non sai quanto io sia felice per lei…sarà accolta da due Persone che sono consapevoli dell’importanza, non dell’incombenza (!!!), di ciò che si accingono a fare e renderanno il suo soggiorno qui un’epifania! Capisco ogni singola parola di quel che hai scritto su Chernobyl, sui tumori, sui Bimbi che, almeno loro, non dovrebbero essere le vittime (perchè?)…mia Mamma al 99% è morta per colpa di Chernobyl, così disse all’epoca il primario di Oncologia…troppi casi di tumori alla tiroide nello stesso periodo, nei nostri Bimbi anche (ed era uno strazio soprattutto vedere loro, in quei lettini), e in un bacino d’utenza che, guarda caso, corrispondeva con buona approssimazione al passaggio della famosa “nube radiattiva”…Per me i Bimbi come Natallia rappresentano quindi sempre una seconda possibilità, che persone come mia Mamma non hanno invece avuto! Quindi…bravi bravi e ancora bravi! DanielaC.

  11. Che bello immaginarti in bici, in cerca di parchi e giochi per lei. Che dolce immagine tesoro mio. Non vedo l’ora di leggere i tuoi racconti di quando sarete insieme e ormai manca davvero poco ❤
    Egoista è chi pensa a se stesso e non vede più in là del proprio orticello, da quando ospitare e dare amore è divenuto un atto egoistico? No, io a te e Ema non vi ho mai visti sotto questa luce, perché voi risplendete :**

  12. caspita!! un soggiorno di un mese abbatte il rischio del 40%.. è davvero molto quello che farete per Natallia!!! bravi!!!!

  13. Ciao, ti faccio un grosso in bocca al lupo per questa esperienza! Io e la mia famiglia abbiamo ospitato per natale una bambina con tutte le buone intenzioni del mondo, sperando di poterla aiutare…peccato che fosse una bambina viziatissima, pretendeva qualsiasi cosa vedesse, e faceva parte di una famiglia benestante! Non ti dico la delusione della nostra famiglia!

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