L’entomologa, James Joyce e pure Pietro Mennea

E’ da ieri sera che tra me e l’editore delle 100 mila parole c’è un fitto scambio di mail interessante e fantasioso.

Le sue metafore e le sue faccine si stratificano sui miei casini di vario genere, sul Ludmilla che dice “ora voi sapete parlare un po’ di russo” (oh come no! Miiii che ottimismo!), su un freddo che se prima era freddo adesso è gelo, e sul mio chiedermi se uno nella vita si deve sempre fare il mazzo e poi magari qualcosa gli arriva o deve solo sperare nell’aldilà. E pure sull’olio dell’insalata di pasta che mi si è rovesciato nella borsa pranzo, perchè la chiusura del contenitore ermetico non era poi tanto ermetica ed ero lì in metropolitana a pulire tutto coi fresh and clean, e si è macchiato il romanzo meraviglioso che sto leggendo.

In definitiva la storia gli piace ma vuole un’ulteriore revisione, secondo le modalità che mi ha indicato correggendo le prime pagine. Una roba stra maticolosa. Gli ho chiesto entro quando, gli ho raccontato di Natallia e che Dio bono non posso mica andare alla neuro.

E lì mi ha citato Mennea: devo essere veloce e da record, vuole la perfezione.

Sì, ma veloce quanto? Editore, dimmi una data perchè io fino al 3 luglio farò la mamma in prestito e te non ti calcolo proprio. Se ti va bene lo revisiono dal 4 al 26 luglio, poi parto per le vacanze e ciao.

E lì mi ha citato l’entomologia. Va bene il 25 luglio ma dovrò usare la lente d’ingrandimento per trovare i peluzzi della cicala.

Ahhh, in 20 giorni. 250 pagine. Senza garanzia.

Mi ha pure citato Joyce. “Ho capito che vuoi usare la punteggiatura in modo vagamente joyciano, ma etc. etc.” Seee, più che altro in maniera claudicante e ripassata per aggiungere virgole.

Ma la sua ultima mail la trovate in fondo, in blu. E io vorrei solo che il mondo la piantasse di girare su più fronti, tutti importanti e mi concedesse di fare le cose una volta nella vita senza affanni, con maggiori sicurezze. Che i miei stessero sempre bene, o almeno fino a settembre così potrei dirottare qualche neurone su un piano più felice invece di essere sempre in bilico tra preoccupazioni e stelle filanti.

Che cosa vuoi che ti dica…

Riesci a farmi sorridere e sento la tua grande energia letteraria…

Hai conquistato un occhio di riguardo.

Ma attenzione, mi ispiri il capolavoro… La revisione testuale sarà implacabile (faccina sorridente che non mi si copiaincolla) e penso che te la meriti davvero. 

Buone cavallette. Ma non dimenticare l’ecosfera!

Fatti viva in itinere.

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13 thoughts on “L’entomologa, James Joyce e pure Pietro Mennea

  1. That’s life, come si dice. Le cose stanno ferme per mesi e poi in poche settimane si rivoluziona tutto. In fondo ne so qualcosa. Non saremo capaci di fare tutto alla perfezione ma non ci interessa. L’importante e’ fare sempre del nostro meglio, al meglio delle nostre possibilita’, e non avere rimpianti. Ti abbraccio.

  2. è la vita… e meno male… sennò sarebbe una noia!!!
    non entrare in panico…. non c’è motivo!
    vedrai che anche nei giorni più pieni, nel periodo di maggio concentrazione di eventi, avrai tempo per tutto… no per una cosa sola… chi a questo mondo ha una sola cosa a cui pensare? nessuna… e va bene così!
    facciamo tutto… e bene… tranquilla!!!!

  3. …quanti esami, Sandra!!! Le cavallette poi mi fan venire sempre e solo in mente “The Blues Brothers”, non so come interpretarle (però Lucy le sa prendere a mani nude, se serve, eh?)! Ieri mi sono letta su Wiki la biografia di Emilio Salgari…cercavo una cosa che non c’entrava un fico con me o con te o con chiunque, neanche ricordo, ma forse dovevo solo leggerla per scriverti stasera, boh non so (c’è sempre un motivo…), ma devo dire che in confronto ai suoi editori, di Salgari intendo, il tuo aspirante editor è un signore vero! Cerca la fama, non ti prende per fame…almeno per questo, chapeau! Notte stellata! Daniela

  4. Diciamo che arriverai alle vacanze stravolta ma con una dose di adrenalina ed esperienze che ti serviranno per i prossimi 10 libri :)!
    Io le vedo come buone notizie, la perfezione richiede tempo!

  5. Credo che tu sia molto fortunata ad aver trovato un editore col quale hai un rapporto così stretto. Quanto ai tempi dell’editoria, sono folli. Il mio romanzo è stato fermo in lettura più di un anno e poi in due mesi è arrivato in libreria: revisioni in tre giorni. A un mio amico è andata pure peggio, per uscire al Salone del Libro gli hanno fatto fare una revisione un giorno per l’altro, poi l’editore ha litigato con l’organizzazione del Salone e non hanno messo lo stand (il libro, però, nel frattempo è uscito)

    • La fortuna è minima: buffo il modo come sono venuta a conoscenza di questo editore, diciamo la fortuna di certe casualità e la mia abilità nell’averla saputa cogliere. Per il resto mi sto facendo un mazzo esagerato e non ho idea di come potrei cercare le cavallette, ormai non vedo più nulla, sono solo stanca. Però certo il rapporto con questo editore è (per ora!!!!) molto bello.

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