Lei è partita per le spiagge e sono sola qua giù in città (cit.)

Questa mattina alle 6.45 Emanuele ha accompagnato Natallia al pulmann che l’avrebbe condotta con gli altri 9 bimbetti a Igea Marina. Ritornano venerdì. E io ho tirato un sospiro di sollievo perchè la giornata di ieri è stata sfiancante.

Mi piace essere onesta, raccontarvi il brutto e il bello, ma vi prego di considerare che sono una persona un po’ teatrale, le cose positive diventano supersoniche, quelle negative, tragedie. E’ così da sempre, a causa di una mia ipersensibilità che mi fa vivere ogni cosa ad alto livello emotivo.

Domenica purtroppo si sono accavallate una serie di piccole sfighe: io non sono stata bene la notte, pioveva, e Natallia, dopo una mattinata comunque difficilina perchè io ero in coma e mio marito ha fatto tutto da sè, o quasi, durante il pranzo ha cominciato a dire di avere mal di pancia. Ho capito il russo e le ho chiesto di mostrarmi dove aveva male, si è accarezzata il pancino ma continuava a mangiare. Non riuscivo a farmi intendere: “smetti di mangiare!!” e ho dovuto chiamare la guida. In pratica era solo intasata da tutto il cibo dei giorni precedenti, due tappe in bagno e si è sentita meglio, pimpante e claustrofobica per il mal tempo. Purtroppo il suo malessere mi ha indotta ad annullare la visita all’acquario programmata con amici. (E mi sentivo in colpa con gli amici anche se hanno capito perfettamente la situazione!) Alla fine tra una goccia e l’altra mio marito l’ha portata giù per il primo giro in bici, e lei si è mostrata troppo spericolata, e questo mi ha agitata molto. Perchè a tuo figlio puoi dire:

“se non vai piano, niente bici!” e in certi casi anche uno scapaccione piano sul sedere secondo me potrebbe funzionare. Ma con Natallia più in là di “niet! (che non ha bisogno di traduzione) apasna (pericoloso!) non si va. E vi dico è stata davvero lunga e faticosa, ho avuto diversi momenti si sconforto difficili da gestire dentro di me. 

Perchè ero stanca proprio fisicamente, perchè se mi avessero telefonato e detto “ci siamo sbagliati, domani torna in Bielorussia!!” avrei fatto un salto di gioia, e temevo che l’immagine meravigliosa di Natallia venisse annullata da questa giornata storta. 

Ora che ho lasciato decantare l’accaduto e mi sono confrontata in maniera costruttiva con Emanuele va meglio. Ieri ci siamo trovati in disaccordo anche su alcuni punti, e questo credo sia normale quando si cresce un bambino, ma noi non ne abbiamo ed è stata una novità frustrante per me.

La giornata di ieri mi ha davvero travolta in pieno, almeno quanto mi aveva sopraffatta la tenerezza di Natallia fino al giorno prima. Sta sera rincasando, dopo essere stata dal parrucchiere cinese (è sempre un toccasana per l’umore avere i capelli a posto dritti-dritti e ora anche molto lunghi!) la casa era esattamente come prima dell’arrivo di Natallia, ad eccezione del letto e alcune sue cose rimaste qui. Poi ho aperto il bagnoschiuma, che non avevo mai comprato prima, ed è uscito il profumo di lei, (il Bionsen viola me la ricorderà per tutta la vita) e di colpo l’immagine di Natallia sotto la doccia col suo corpicino bianco, le braccine e i polpacci rossi per il sole, mi ha urlato tutta la sua assenza.

E quando mio marito mi ha detto che gli manca, ho pensato che in fondo, anche se sta sera sono stata felice di riprendere in mano il mio romanzo, manca anche a me, e ho fatto un po’ pace con le brutte sensazioni di ieri. Ma spero tanto che una giornata così non si ripeta : ) 

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12 thoughts on “Lei è partita per le spiagge e sono sola qua giù in città (cit.)

  1. Oh, Sandra, che tenerezza… le gioie e i dolori di crescere un bimbo…
    Anche io ho i miei momenti in cui mi sembra andare tutto storto e non vedo l’ora che arrivi il momento della nanna, e poi dopo un’oretta… gia’ mi manca! 🙂

    Bene, ricaricati in questa settimana!

  2. E’ proprio cosi’.
    Oltre al fatto che lei e’ grande, ha ricevuto un’altra educazione, in un’altra cultura, e voi vi trovate con lei per una manciata di giorni… Sono io che stimo te, ci vuole coraggio e una grandissima fiducia in se stessi.
    E mi hai commossa anche stavolta. Bacio grande.

  3. E’ tutto normale…. l’importante è niente sensi di colpa… e tragedie 🙂
    non ti racconto quante volte aspetto che vadano a letto (no no non mi mancano dopo un’ora come marica sopra di me :P) o pensare: domani sono libera finalmetne e loro vanno a scuola fino alle 4… tempo per meeeeeee!!!!
    E il disaccordo iniziale ci sta…. parlare è la soluzione….
    ed ora rilassati e goditi la settimana di pausa…. dai è praticamente quasi finita :)))

  4. È normale che tu abbia momenti idilliaci e no…non tutte le giornate sono perfette con i figli o bimbi in affido,che sono un po figli…anche a me succede..Ma è proprio questo l’ evento…tutto cambia e non è come prima..Un figlio sconvolge la vita.Ti dirò una cosa terribile ti stai legando troppo e ne soffrirai tantissimo…forse hai nellanottata metabolizzato il fatto che andava via al mare…è ti ha buttata giù fisicamente..mi somiglia come ero io,non accettavo regole e spericolata..gli basta che l’ abbracci forte forte quando torna..e vedrai fino al fine mese..avrete le vostre piccole incomprensioni…cosa normale..vi state conoscendo.Notte teso.

  5. L’appuntamento saltato con gli amici! 😦
    Ieri un amico mi diceva proprio questo: un bambino è proprio ciò che ti ridimensiona l’ego. La via del guerriero, l’ha chiamata lui. I tuoi ritmi adesivi al suo essere, al suo stare. Nulla di nuovo. Ma è bello ricordarselo ogni tanto. A me fa bene sapere che succede anche agli altri. 😉

  6. Ti posso mandare un abbraccio pieno di tenerezza? Perchè io ho vissuto emozioni simili tante volte, non poterne più e poi sentire un profumo e vedere un giocattolo per terra e pensare che ok, si poteva ricominciare.
    E voi dovete prendere tutte le misure con un bambino già grande e che parla un’altra lingua, insomma siete bravissimi!

  7. Sottoscrivo tutti i commenti che precedono.
    Anch’io quando ho amichetti dei koala in casa sono contenta, ma anche preoccupata che si facciamo male e, secondo me, loro se ne approfittano un pò perchè sanno che non possiamo “sgridarli” come farebbero i loro genitori…e fanno gli spericolati :/ (quindi ti comprendo in pieno!!!)

  8. Ci sono sempre dei momenti, con i bambini, in cui viene l’istinto di strozzarli, ma poi si fermano, sorridono e pensi che non c’è niente di più bello…

  9. Sono quasi certa che sensazioni del genere, la frustrazione o la stanchezza, siano proprie anche dei genitori di sangue. Non è tutto bello insomma, e tutto si fa più difficile se il bimbo non è sangue del tuo sangue. Io dico che sei stata bravissima!!!

  10. mi sono letta un po’ di arretrati e….mica ho finito, ma ti volevo lasciare due righe per dirti che sono felicissima per voi, che questa esperienza sarà (ed è!) meravigliosa, con i suoi alti e bassi, con i problemi, le gioie, le assenze, le presenze, insomma con tutto quello che si porta dietro…..(mi sa che mi sono incartata….), per cui evviva Natallia e bravi voi due!
    smack
    C

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