La partenza

Verso le 17.50 siamo arrivati al centro, dove il pullman cattivo era già parcheggiato e un folto gruppo di persone caricava bagagli. L’operazione saluti è durata circa 20 minuti, forse mezz’ora. I bimbetti si cercavano e le famiglie ospitanti, soprattutto le donne, erano in lacrime.

Mio marito ha scattato molte foto, l’accompagnatrice, che torna ogni anno, ci ha ringraziato calorosamente dicendo che siamo stati molto bravi. Io non capivo un tubo, continuavo a piangere stile funerale, ogni tanto la puffolona si avvicinava a me, mi abbracciava e diceva in italiano:

“Basta Sandra”

Fino a quando non c’è più stato spazio per nulla: occorreva affrettarsi, tutti in carrozza, un ultimo lunghissimo abbraccio a me e mio marito, poi mani che salutano dal finestrino. Vediamo le lacrime negli occhi meravigliosi della nostra figlia a tempo determinato.

E’ stato come pensavo, nè più, nè meno. La casa mi sembra vuota senza Natallia, anche se io e Emanuele siamo una coppia piena di energie e di  noi, e la piccola torna dalla sua famiglia a 2500 km da noi, non è mica morta. Però…

Rincasando ci siamo fermati nel negozio sportivo, che non frequento mai anche se è comodo, dove eravamo stati la prima sera con Natallia per comprarle ciabattine, occhialini e cuffia per la piscina. Abbiamo cominciato a pensare concretamente alle ferie,  alle gite, con gli acquisti a tema. Ma ogni angolo ci parla di lei, i muri sono pieni delle sue risate, anche dei suoi capricci e dei suoi “balit”, e penso che questi primi giorni saranno molto duri.

Poi forse passerà, e diventerà una dolce malinconia, come quando pensi all’infanzia, ricordi molti momenti, e sai che è la vita. Eppure sono felice di aver avuto il coraggio di soffrire, perchè di questo stiamo parlando ora, del coraggio di accettare il progetto di accoglienza, che comprende una parte molto difficile: la separazione. E’ come mangiare una grande torta, sapendo che l’ultima fetta sarà davvero amara, ma tutto il resto ha avuto un dolcissimo sapore.

Vi abbraccio. Vado a fare qualcosa, non so bene cosa, magari mi butto dal balcone.

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25 thoughts on “La partenza

    • cara Sandra, ho la stessa sensazione di vuoto anche se io Enzo e i ragazzi siamo a casa ognuno e’ impegnato nella prorpria attivita del dopocena….sento un silenzio incredibile questa sera a casa…..nessun rumore di sottofondo….ho avuto anche io il magone che ancora non passa….ora chiedo a mio marito se andiamo a mangiare un marojnie…..a domani p.s. posso pubblicare la tua lettere su fb? e’ troppo bella..!!

  1. eh pure io vorrei essere li ad abbracciarti,Sandra darling…
    Siete stati bravissimi a distrarvi con le idee per le vacanze, e anche tu con la tua ironia.
    BaciniBacini

  2. Ti abbrccio forte anche io.
    Sandra è vero avete avuto molto coraggio, e sì, credo – immagino, per quel che si può non vivendo un’esperienza in prima persona – vi rimarranno soprattutto dolci ricordi e anche se farà male a ripensare ad oggi, poi prevarrà la felicità per aver vissuto questa intensa esperienza. E comunque hai detto bene: non è come quando perdi una persona (quando muore), lei è viva e pure lei porterà con se’ dei bei ricordi del tempo passato con voi 🙂

  3. Ho letto le vostre avventure in maniera silenziosa ma davanti a così tanto amore e malinconia non posso far a meno di lasciarti una traccia del mio passaggio. Tu e tuo marito siete veramente delle belle persone, capaci del gesto più bello e più difficile: amare e donarsi incondizionatamente. Non è da tutti, Natallia ha avuto un dono grande e voi con loro. Un abbraccio dal lontano Messico. Giù

  4. mi butto dal balcone anche no.
    Forza Sandra! è stata una bellissima esperienza per voi. Vi abbraccio fortissimo.
    Pensate al bene che avete fatto alla piccola Natallia.. il vostro è stato un gesto importantissimo

  5. Sandra cara sei forte, coraggiosa e ironica. So che a volte è difficile, che una avrebbe voglia di essere debole e piagnucolosa. E prenditi questo momento allora. Lascia sfogare i sentimenti, inutile negare il dolore che la partenza di Natallia porta con sè. Poi andrà meglio, giorno dopo giorno, e pensare a lei e alla sua vitalità ti darà forza.
    Poi se hai bisogno di chiacchierare, io ci sono. Un abbraccio

  6. Ti penso.
    Fai cose, riempi vuoti, scrivi, scrivi. Scrivi tanto e cerca le cose belle nelle piccole grandi cose, come sai fare tu.
    Un caro saluto a te e ad Emanuele.
    Raffaella

  7. sì, ha ragione Raffaella, scrivi, scrivi, scrivi!!!!
    e sul balcone…..metti dei pomodori o dei fiori, il balcone serve a quello!
    siete stati e siete tuttora bravissimi, il vostro coraggio nell’affrontare una scelta così impegnativa e difficile però vi ripagherà con ricordi bellissimi, e poi…..cosa sono 2500 km?? come andare in SIcilia e tornare indietro!
    direi che a questo punto un bell’albumino scrap ci starebbe proprio bene, dai Sandra, tira fuori i materiali, che le foto le hai sicuramente, e giù di colla, forbici, adesivi!
    un abbraccione grossissimo e comincia a preparare un po’ di liste, che ne sentiamo la mancanza!!!
    bacibaci
    C

  8. chissà che dolore! credo che per un po sarà così, poi la stretta intorno al cuore si scioglierà lentamente e allora ti rimarranno solo i bei ricordi. Avete avuto coraggio a fare questa esperienza!

  9. Mi unisco al coro di “non buttarti dal balcone, scrivi!”.
    La malinconia rimarrà, diventerà parte di te e ti ricorderà quale turbinio di emozioni siano state queste giornate!

  10. No, ecco! Spero non ti sia buttata dal balcone, come faresti a leggere il mio commento memorabile, sennò?
    Ora però devo scriverti qualcosa di memorabile e non so se ci riesco. 😉
    Credo che ti sia stata concessa la possibilità di provare tutto il pacchetto di esperienza in formato extraconcentrato… distacco compreso.
    Un po’ una crudeltà, in fondo, come crudele è la vita che non ti concede figli.
    Però non so… “È stato meglio lasciarci che non essersi mai incontrati” cantava De Andrè. Forse in ogni dolore c’è un po’ di felicità. Ti auguro la forza di ricordare soprattutto questa felicità. Abbraz!

  11. Sandra cara, ti penso tanto e anch’io come le altre ora ti stringo più che mai, perchè immagino quanto possa essere triste riprendere la solita vita senza natalia!! Ma tu sei forte e piena di risorse, e insieme a emanuele supererai questo distacco e non ci sarà vuoto ma pienezza di dolci ricordi!! 🙂 vi sono vicina e vi mando tanti baci affettuosi!! ❤

  12. Pingback: Il meglio della settimana #52 | ero Lucy

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