Nell’estate che vorrei

L’estate che vorrei è un giorno qualsiasi tra gli anni 70, 80 e pure inizio 90, tutto è immutato, ma io ho l’età attuale. Nell’estate che vorrei siamo a Rimini prima, e in Valtellina poi. Mia mamma balla come una farfalla, gli amici sono sempre quelli, i tedeschi in lacrime per la sconfitta dell’82. I nonni vivono i loro giorni migliori. Al pic nic – uno dei tanti – ci sono i panini con la cotoletta, le fettine di carne stanno nell’uovo una notte intera e mia nonna si alza al mattino presto per impanarle, friggerle e infilarle nel cesto. Un panino così io non l’ho più mangiato. Ci sono piedi troppo vicini e inevitabilmente bagnati alla riva del torrente.
Nell’estate che vorrei c’è uno stravolgimento spazio temporale: mio marito è con me e pure Natallia.

Mi imbambolo davanti al PC in ufficio a fantasticare di quanto sopra, perdo tempo nei blog altrui, leggo cose che non mi ispirano: è partito il tormentone delle mamme lamentose con figli al seguito in vacanza, mentre nell’estate che vorrei le mamme non vedono l’ora di stare coi figli nella sabbia e nei prati montani.

La malinconia mi avvolge: vorrei raggiungere mia madre al mare, ma non me la sento di chiedere lunedì di ferie (luglio è un brutto mese per il mio lavoro) non avendolo programmato per tempo e in 2 giorni Milano-Pesaro anche col freccia rossa è pesante, soprattutto se ieri sera sei stramazzata per un calo di pressione o forse era potassio o forse era cervicale, niente di grave ma per tre ore mi ha fatto compagnia lo stravoltone, e non sono andata neppure alla riunione del comitato Cernobyl, preferendo il divano.

In subordine, molte posizioni sotto, nell’estate che vorrei, un qualche editore si farebbe vivo con notizie positive per uno dei miei due romanzi in attesa.

Eppure, ci sono aperitivi deliziosi sui navigli con amiche sincere e scoperte in una nuova versione “uscita solo donne” (di solito ci si frequenta come coppia, essendoci conosciute così), amiche che ringrazio il cielo, e persino la sfighescion di avere. Amiche che mi pare siano quelle cercate per anni.

Per me un frozen margarita alla fragola. In questo momento me ne farei una vasca intera, ci nuoterei dentro proprio, e all’uscita, invertendo i ruoli, forse troverei Natallia, che mi cosparge, come facevo io con lei, di creme e borotalco.

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19 thoughts on “Nell’estate che vorrei

      • Direi che e’ un margarita ghiacciato alla fragola! 😀 ispira molto anche me.
        Pure io non sopporto la lamentazione delle vacanze COI NANI AL SEGUITO. D’altronde ho pure detto che non ci si puo’ non lamentare e allora eccole la’.

  1. un conto è il lamento per una giornata storta, pesante, la stanchezza e dio mio ci sta tutto. Un’altra storia questo sottobosco fastidioso come una zanzara nell’orecchio di chi si fa magari pure una lunga vacanza e si lamenta tutto il tempo, come finiscono le scuole trac parte la sirena-lamentosa invocando estati senza nani. Aspettate che crescano, saranno adolescemi e li rimpiangerete di brutto, quando al massimo portavano in hotel un po’ di sabbia.

    • Anch’io sono d’accordo sul fatto che non se ne può più di chi si lamenta delle ferie coi figli. Di solito sono le privilegiate di cui si parlava, no?
      E capisco la tua voglia di un viaggio nel tempo, capita anche a me, a volte.

  2. Oh my God! Mi hai toccato nel profondo e all’ultima frase ho pianto e riso contemporaneamente. Sei unica, Sandra!
    Io vado di Margarita liscio (tequila, succo di limone o lime e sale sul bordo). Fa bene, anzi benissimo, quasi quanto un sano frullato di frutta 😉
    Bacio

  3. Tequila? ohhh c’era la tequila? Ah ecco la causa di quel senso di leggerezza e simil stordimento, il mondo è un posto assai migliore, figo, il mio nuovo aperitivo preferito. Questo però non era un post da lacrime Barbara, che mi combini??

  4. Resta da sperare nell’editore!
    Il panino con la cotoletta è un must dei pic-nic anche per me! Non ho mai provato a lascaire le bistecche in ammollo nell’uovo tutta la notte: mi hai dato una gran bella dritta… anche se credo che il sapore di quei panini non fosse data dalla furbata della preparazione quanto dall’amore di chi li preparava!
    Anch’io oggi ho avuto un po’ di svarione dato dai bruschi cambiamenti di temperatura da un locale all’altro, sicuramente al cervicale che si faceva sentire.
    L’ultima volta che ci siamo viste parlavamo di P.D. James… ho preso per il kobo 3 sui libri. Il primo l’ho divorato e giusto questa mattina mi sono buttata sul secondo. Un’estate tutta in giallo!

  5. Il frozen Margarita alla fragola è il mio preferito da sempre, memorie di una fidanzata, quando io me ne sparavo uno e poi ci aggiungevo pure un bel po’ di Mojito, il preferito di mio Marito (che rima eh?)…e lo reggevo benissimo (lo annacquavano?)!!! Recentemente invece sono quasi andata via di testa per un paio di bicchieri di vinello rosato, e non mi riconosco davvero più! Il giorno che capiterà, se d’estate, ora so cosa ci possiamo bere alla nostra, altro che caffè ;)! Grazie per essere passata a trovarmi…un abbraccio! Daniela

  6. No, il post non era da lacrime, Sandra, ma, sommando il tutto, la lacrima mi scende facilmente di recente… Anche se cambi gli addendi 😉
    Ehi! Però domani sera lo chiedo anch’io alla Fragola! Voglio testare 🙂
    Il Mojito non è male, ma a me e alle mie amiche non fa l’effetto del Margarita, che Sandra descrive decisamente bene: senso di leggerezza e similstordimento….che ti fa rivalutare tutto con la giusta relatività 🙂 Lo giuro! Stasera non ho bevuto! 😉

    • Tutto. Ma conoscendoti direi Morte in seminario, visto che hai un E-reader Barbara, scarica quelli che sono in offerta/costano meno. Se segui la cronologia da “Una certa giustizia” cambia un po’ registro e fa un salto di qualità notevole, partendo comunque da un ottimo livello.

      • Grazie, Sandra! Sul tablet, però, faccio troppa fatica a leggere. Preferisco di gran lunga il cartaceo, anche se, oltre un certo limite, è più ingombrante. Vedo cosa trovo 🙂

  7. Purtroppo sono astemio e non potrei farti compagnia con il frozen. Ah, già, non sono neppure una femmina. Mi farei Milano Pesaro con il freccia rossa solo per avere del tempo per leggere anche se, a dire il vero, vorrebbe dire viaggiare senza bimbi. Ed è un po’ che gli abbiamo promesso di viaggiare col freccia rossa.

  8. Per me un mojito, grazie! Io vorrei potermi permettere un giorno di permesso, venire a Milano e prendere sul serio un aperitivo chiacchieroso con te, perchè nella tua distopia estiva ho ritrovato me stessa, quello che penso continuamente, le estati coi miei nonni, i miei genitori giovani, ma anche Darcy e la Ballerina….Che incanto sarebbe!
    Un bacio
    PS: Io sono la mamma che aspetta solo di stare con sua figlia sui freschi prati montani, rotolandoci sui plaid e mangiando panini.

  9. Nell’estate che vorrei mi mangerei un mottarello. Te li ricordi?
    A chi si lamenta direi “prova ad andare a lavorare, a fare i salti mortali per far trascorrere due mesi estivi ai figli aspettando le solite due settimane per poter stare un po’ con calma con loro”.
    Smack!

  10. Bella la tua estate che vorresti.
    A me tutto sommato va bene questa, si sta bene qua vicino al lago, con i pulcini che crescono e il gatto inerte in mezzo al prato. Alla sera il massimo della trasgressione è un po’ di coca e rum casalingo con gli amici (ma la menta sta crescendo e magari ci scappa anche un mojito), con tante risate e tanto gelato.

  11. Evviva la mitica cotoletta (un must da sempre anche per i miei pic nic), gli aperitivi “chiacchierosi” ma soprattutto le amiche sincere.

  12. nell’estate che vorrei c’è sicuramente un fiume, le rive coi sassi, il costume con il reggiseno a fascia SENZA imbottitura, (che sennò quando esci dall’acqua pesi 20 kg in più), i capelli che allora stavano mossi da soli ed erano belli, il registratore con le cassette dei Depeche Mode, dei Simple Minds e tutto quel genere lì (quindi anni 80 forever!), la sportina con i panini, l’acqua e la frutta………e vabbè… poi al rientro, per il mojito ci sono anch’io 😀
    (Sandra, tu hai il potere dell’evocazione, anche solo con qualche parola! quando hai parlato del frozen e del piacevole stordimento, mi hai fatto venire in mente uno dei primi anni che eravamo sposati, ci siamo regalati un librettino sui cocktails e piano piano ne abbiamo sperimentati un bel po’…….beh io un sacco di sere crollavo come una pera cotta sul divano!!!! che ricordi!!!!)
    smack
    C

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