Cose fatte: tra temporali, malinconia, saldi e scrittura

Allora niente mare. Venerdì in ufficio però mi sono data della cretina 1000 volte per non aver detto semplicemente “lunedì sono in ferie”, come fanno gli altri, senza chiedere. Loro informano, e a volte manco quello. Tuttavia ieri pomeriggio mia mamma mi ha telefonato per farmi sentire il nubifragio che si stava abbattendo su Pesaro… io ero in giro per saldi, molto contenuti in verità, dopo essere stata dal viParrucchiere per i colpi di sole (spettacolari, lui è troppo bravo e onesto nei prezzi!) dove c’è stato un “remember Natallia” da brividi. Manca a tutti, ma chiaramente soprattutto a noi, a me, che esterno la cosa, a Emanuele che non dice nulla, ma lo leggo nei suoi silenzi.
Si diceva i saldi: ho trovato i pantaloni blu che avevo provato a prezzo pieno, scontati del 30%, ho optato però per il modello Capri, mi stanno benone, misura perfetta. Una 40 se volete saperlo, ma le taglie attuali, si sa, sono tutte sballate. Cercavo poi una T-shirt bianca che non facesse “maglietta della salute” ma che avesse un qualcosa, e quel qualcosa non doveva essere colorato, nè fantasioso. Ce l’ho fatta in un negozio spocchioso dove non entro mai. Liscia con maniche e bande laterali trasparenti. Mi hanno detto di indossare un reggiseno color nudo. A me la biancheria color carne – come la chiamo io – fa pietà. O bianca o con l’orso Yogi.
Sono rientrata piuttosto accaldata, ma verso mezzanotte è arrivato anche quì un temporale bello tosto. Io stavo scrivendo, ho cominciato il libro su Natallia, valutando cosa posso utilizzare dei miei post. Sono molto contenta non solo di questa prima parte, ma soprattutto di ritrovare la puffolona nei tasti di questa tastiera e rivivere tutto, perchè uno dei poteri della scrittura è quello evocativo.
Mentre il viParrucchiere mi chiedeva dei miei romanzi, io valutavo – come sto facendo da giorni – il fenomeno del self publishing, che ho sempre visto come un ripiego e dove trovano posto molti libri senza alcun lavoro di editing professionale. E’ un po’ la spiaggia di chi non ha voglia di confrontarsi col sistema editoriale tradizionale, certo, ma nella quantità c’è chi ha scelto questa via per gestire senza intermediari il proprio lavoro e ha comunque un buon prodotto. E’ sotto gli occhi di tutti cosa sta succedendo a Simona. Non so se mi interessa, mi sento lontana da corse verso il successo, mi sento che la cosa bella dello scrivere sia scrivere e lasciare che la propria anima ricordi o inventi storie.
Ho letto in rete anche una proposta per far diventare “il libro dell’estate” un romanzo di un blogger, che, secondo molti, non ha avuto il successo che merita. Ora io l’ho letto, mi è piaciuto, anche se non è riuscito a entrarmi nel cuore, ma non è questo di cui voglio parlare ora.
Il problema è che viene utilizzata la parola “complotto” per il mancato interesse verso il romanzo. Questo per me significa perdere un po’ la bussola. In Italia, lo dico sempre, vengono pubblicati 150 libri al giorno comprese le ristampe. Ci sono molti più libri di quanto sia umanamente possibile leggere. E’ un’enorme bancarella del mercato dove il capo migliore deve emergere sommerso da tanta fuffa. Il talento non basta. Aggiungete il fatto che pubblicare con un piccolo editore significa non dare al romanzo la possibilità di avere ampi spazi di visibilità, le vetrine oggi si pagano, i posti migliori in libreria sono contingentati dai soliti noti e solo le piccole librerie indipendenti curano l’esposizione dei libri seguendo il proprio gusto. Pochissimi (ricordate il fenomeno “Jack Frusciante”?) riescono a farsi notare dopo aver esordito con un piccolo editore, ad affrancarsi e, in pratica, a diventare celebri. E ogni giorno va sempre peggio, per la crisi, per mille motivi che forse noi non capiamo neppure a fondo.
C’è sempre il fattore Cool. Da quello non si scappa nella vita. Mi sembra di essere in continua evoluzione, pur rimanendo sempre io, con la mia tazza di caffè doppio, la domenica mattina che vira verso l’ora di pranzo. E’ già metà luglio, Natallia è lontana, ma comunque quì per sempre:
sulla lavagnetta in cucina c’è ancora il suo ultimo disegno: una caricatura del suo viso, un pollice che fa “ok”, un aereo e un cuore con la scritta love.
Forse capiterà di cancellarlo, ma credo di no.
Rimarrà lì, simbolo della sua tenera allegria, segno tangibile del suo passaggio in questa casa, e nelle nostre vite.
Infinitamente più importante dell’opportunità di diventare una scrittrice famosa.
Buona domenica!

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11 thoughts on “Cose fatte: tra temporali, malinconia, saldi e scrittura

  1. Buona domenica anche a voi! Mi sto mettendo al pari con le storie, sto dedicando poco tempo al web perché per quest’anno non faccio la mamma lagnosa 😉 ma mi godo il tempo e anche un po’ il nulla con l’alieno.
    Quando leggo del mondo dell’editoria mi rendo conto quanto sia difficile far venire a galla la qualità, c’è un mare enorme e troppi fattori per creare un caso editoriale, non certo solo il talento. Ma quando c’è quello, come nel tuo caso, è giusto provarci e riprovarci.

  2. La paranoia del genio incompreso e’ in circolazione da tempo, vero, ma purtroppo per loro riguarda uno su diecimila. Ci sono romanzi venduti a prezzo pieno che valgono niente e perle rare lasciate a marcire sul fondale. E’ cosi’ da sempre, l’arte non sempre conosce la giusta gloria, e infatti si dice che non ci si campa.
    Detto questo, ricrediti sulla biancheria color carne: sotto una maglia bianca ti salva magicamente!

  3. Oooh ma che dolce Natallia con quei disegnini, e’ proprio una bambina intelligente e sveglia ma anche sensibile e premurosa ❤
    Si si mi ricordo bene di Jack Frusciante hehehe bei tempi quelli…ma quindi il libro di Simona sta andando alla grande e merita?
    Pure io aborro l'intimo carne…
    Ti sento in piena, sono contenta che tu abbia ricominciato a scrivere, sono sicura che stai andando alla grande!

  4. Non credo sia impossibile farsi notare con l’autopubblicazione, se si ha un buon testo, ma richiede, tra promozione e tutto, un impegno a tempo pieno.
    Fossi in te darei ancora qualche carta all’editoria, magari provando un concorso serio per romanzi, almeno hai una certezza sui tempi di risposta. Se invece non hai fretta, una casa editrice di medie dimensione solida che tratti il tuo genere.
    I casi come quelli di Simona esistono, ma sono molto più rari di quelli di chi comunque riesce a pubblicare con un editore che non darà denaro e gloria a palate, ma almeno una certa visibilità

  5. L’intimo carne dipende: anche a me non piaceva, poi ai saldi dello scorso anno ne ho preso uno per caso – della mia taglia c’era solo quel colore! – che è di un carne abbronzato chiaro (quasi un ossimoro 😉 insomma non quello da “nonna” ma un elegante marroncino chiaro e freddo, perfetto per l’estate), di raso, sembra un corpetto non segna da nessuna parte, diventa invisibile sotto il bianco, è fantastico! Per giunta si può allacciare anche incrociato: mai più senza!
    Sull’autopubblicazione non mi sono ancora fatta un’idea definitiva, però è un’opzione.
    Non ho letto il libro di Simona ma conosco altre blogger che hanno scritto e autopubblicato libri che mi hanno convinta e molti hanno scaricato (altri molto meno), forse il paragone da fare è quello col cinema indipendente low cost, potrebbe diventare un fenomeno del genere, dove la qualità comunque è in grado di emergere. E davvero la qua ntità di nuovi libri è stravolgente!
    Io faccio le foto dei disegni più bellli sulla lavagna, così qualsiasi cosa accada me li conservo per sempre 🙂

  6. Intimo color carne sì, ma solo se strettamente necessario…perchè di per sè lo trovo orrendo!
    Credo che cominciare a scrivere un libro sia il modo migliore che tu potessi trovare per dare lei ali al tuo amore per Natallia, a tutto l’affetto ed ai sentimenti che la sua presenza ha creato. Quindi, bravissima!

  7. Se con l’editoria tradizionale viene pubblicata una media di 150 testi al giorno, con l’autopubblicazione si raggiungeranno quantità assurde, purché ciò non vada a scapito della qualità.
    Personalmente già mi perdo ora quando devo scegliere un testo (e non parlo solo di romanzi), pur non seguendo le mode, ma i miei interessi e l’intuito…
    A proposito, qualche giorno fa, ho letto che Amaz è stata multata per aver lucrato in
    modo poco lecito, mediante accordi con le case editrici principali, per non diminuire troppo i prezzi degli e-book, con conseguente condanna delle case editrici che si sono impegnate a tenere bassi i prezzi per i prossimi due anni. Non è che questa trovata dell’autopubblicazione in qualche modo sia un escamotage per non abbassare i prezzi degli autori più noti e più remunerativi?
    Per il resto, e sperando di non dover pagare più del necessario, sono aperta ad ogni novità.

    L’intimo color carne è sempre stato un obbrobrio, avete ragione, ma, come hanno già scritto, finalmente producono anche un intimo che non ha nulla a che vedere con il vecchio “color carne” 🙂

    Waiting for Natallia’s story :))

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