Genziane e amicizia (e ancora libri)

Genziane e amicizia

Dopo i post creativi e quelli delle mamme credo che un argomenTOP sia sempre l’amicizia, della quale anch’io ho già avuto modo di parlare.
C’è come questo senso diffuso di delusione rispetto a un’amica – femminile sì, gli uomini non sfoderano tutte queste sciabole – forse perchè l’investimento è stato eccessivo, non ci si sente ricambiate nel momento della sofferenza e in generale ci sono troppe assenze.
A volte bisognerebbe recidere, sradicare, ma quando il fiore è solo agonizzante, non proprio morto del tutto, ci si illude sempre che il tempo migliore possa tornare, quasi per miracolo, grazie a una potente dose di acqua fresca e nuove cure.
Vale davvero la pena di tenere in vita un’amicizia al capolinea in nome di un glorioso passato?
Io non lo so, e ho scritto queste piccole riflessioni – che in realtà mi sono venute in mente qualche sera fa, perchè stavo comprando fiori a un baracchino situato vicino alla casa di una ex amica, che stranamente non incontro mai nonostante passo di lì con una certa frequenza – senza pensare a nessuna di voi, eh.
Se un’amicizia è stata bella come una genziana (foto by Emanuele sempre del trekking valdostano) forse allora sì, tenterei, ma se era qualcosa di meno sfavillante, considerato che non ci sono certezze di raggiungere l’obiettivo, chiudo la partita, e ricordo il bello che fu. Magari senza avvelenarmi troppo.
Ci saranno altri fiori, altri colpi di vento e tuoni, e tanti raggi di sole.
Una pizzata di saluto si è trasformata in una splendida cena in casa – non la nostra – molto meglio. Sono le coppie, le cui mogli erano al recente aperitivo frozen margarita. Dei mariti sono certa che se avessi un problema con Emanuele, o bisogno di un parere maschile, mi rivolgerei a loro sapendo di trovare un porto sicuro dove riporre i miei dubbi.Mi sento così in sintonia, a mio agio, mai giudicata, ma sempre accolta con la spontaneità dell’amicizia più autentica, condita da molte risate.

E non posso non concludere con un suggerimento di lettura, presente credo in molte biblioteche, un romanzo datato, ma direi imperdibile, e forse siete ancora in tempo per infilarlo nell’ultimo angolino della valigia, o nella tasca esterna.
Si tratta di

“La Classe” di Erich Segal traduzione di Marina Marazza

Io ho un’edizione Superbur del 1987 che ricevetti in regalo da mia mamma.
Erich Segal, morto nel 2010, noto al mondo per Love Story (di cui ricordo perfettamente la prima visione TV con le ragazzine incollate allo schermo e le emozioni del giorno successivo a scuola, quando tutte sospiravamo pensando chissà mai se incontreremo anche noi un amore tanto immenso…) ne “La Classe” ci racconta la grande amicizia di un gruppo di ragazzi studenti ad Harvard, fino alla rimpatriata 25 anni più tardi.
Ho letto e amato tantissimo tutti i romanzi di Segal, sono proprio patrimonio delle mie letture di ragazza. Ho sempre speso davvero molte ore incollata ai libri e non ne rimpiango manco mezza.
In queste pagine c’è persino l’inconsapevoe premonizione di un protagonista greco, Ted Lambros, molto affascinante.
Chi l’avrebbe mai detto che secoli dopo ne avrei sposato uno?
Questo è un romanzo di vita, sconfitte e sogni di un’America solo apparentemente patinata, che scavando rivela una generazione bruciata.

Vi segnalo infine un bell’articolo di Fabio Greco, importante giornalista, sull’antologia Poetesse in estate.

http://www.agi.it/spettacolo/notizie/201307201502-spe-rt10086-libri_poetesse_in_estate_la_poesia_che_nasce_sul_web

E’ tutto per oggi, la pigrizia estrema è con me, ma ieri ho finito l’album scrap di Natallia.

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12 thoughts on “Genziane e amicizia (e ancora libri)

  1. Anch’io ho chiuso diverse partite perché, come hai detto giustamente tu, alcune amicizie non riescono davvero a splendere e usare eccessive energie per tenerle in vita non vale la pena. In altri casi invece ho lasciato decantare la delusione e poi ci ho riprovato … e qualche genziana l’ho ritrovata.
    Buona settimana pre vacanza!

  2. Olla ma che meraviglia le genziane!
    Massi’, taglia con chi non ti da abbastanza, tanto sei una persona bellissima e le amicizie nuove non tardano a far capolino, infatti hai un bel giro di amici, come dimostrano le pizzate e tutto il resto 🙂

  3. Lo sai che in questi giorni si e’ riaffacciata dal passato una persona. Ci stiamo scrivendo per chiarirci, sembra una sua necessita’ raccontare quello che le e’ accaduto e perche’ si e’ comportata in un certo modo, o e’ solo la solita mostra di se’. Non lo so, e non mi interessa, se e’ per questo. Ma non sono una persona che chiude la porta in faccia senza permettere una replica, non fa parte del mio carattere.
    Solo con l’ex marito l’ho fatto.

  4. Non è semplice valutare quanto continuare a investire in un’amicizia in declino. Io ho dato ripetute possibilità di replica a persone che consideravo amiche, ma poi la relazione non ha retto. Amen! Non che sia stato facile… ci sono arrivata con l’eta’ a prendere le giuste distanze. La cosa che proprio non tollero e’ di essere ricontattata per pura necessità dopo anni di silenzio immotivato. L’amicizia, anche se si vive distanti, va coltivata e alimentata proprio come un fiore, non potevi trovare rappresentazione migliore 🙂

  5. come la penso sull’amicizia mi sa che è abbastanza chiaro dopo il post dell’altra notte…. che non era contro nessuna… come ho appena scritto in un altro post per “rassicurare” un bel pò di persone….
    io di solito sono una che chiude… stop… finito… definitivamente (anche con gli ex)… niente minestra riscaldata (come in amore)…. sempre stata così…
    grazie per il tuo commento! 🙂

  6. Lo sai quello che mi è successo con la mia testimone di nozze. Eppure, le sto tenendo la porta aperta, perchè so com’è fatta, so che può capitare che sparisca e che poi ritorni. Solo che stavolta non è sola, c’è quel marito che io non digerisco e mi chiedo se sia giusto che io lasci condizionare la nostra amicizia da una persona “esterna”. Boh e poi c’è la questione di mia figlia: non mi va tanto giù che non mi chieda mai di lei e che soprattutto, non abbia minimamente voglia di vederla. Non so, forse sto tenendo la porta aperta solo per aspettare il momento giusto per chiuderla a chiave, per sempre. Un bacio

  7. Ho chiuso solo un’amicizia malamente, era diventata morbosa e non ho rimpianti.
    I rapporti, hai ragione, sono come fiori. Vanno curati e poi lasciati liberi di crescere in modo naturale. Detto questo, io mi sento sempre dalla parte sbagliata, perchè sono una di quelle persone che gli altri definiscono sfuggente e magari per me non è cambiato nulla nel mio cuore. Ci dovrei riflettere un bel po’ su questa cosa.
    Buona settimana sister.

  8. per quel che riguarda la mia esperienza, devo dire che le delusioni sono avvenute anche da parte maschile. Due amici per me considerati i più vicini al mio cuore, uno dei due è testimone di matrimonio di mio marito tanto per dire, ora sono lontani anni luce. Non sono bastati i nostri aborti, per cui ho capito che non esiste lutto per gli altri ma il lutto è solo il nostro, è arrivato anche il recente lutto della mamma di mio marito. E cosa bisogna fare per avere un pò di vicinanza allora, ammalarsi personalmente? No, non basterebbe.
    La verità Sandra è che per andare bene agli altri ti deve sempre andare bene tutto. Se le cose non ti vanno bene e lo esterni allora le persone non sanno che fare con questa palla in mano, e la lasciano cadere…non continuano la partita.

  9. Libertà, sempre. Di far morire o rifiorire, di lasciare incenerire o azzurrare i sentimenti. La tua spinta è forte, Sandra, sia quella interiore sia quella esteriore. Quoto Cinzia (e non solo lei) e mi annovero anche io fra le “sfuggenti”. Un abbraccio, intanto.

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