Che estate è stata?

Che estate è stata?
Per me l’estate comincia il primo giugno, qualsiasi siano le condizioni meteo e termina con l’ultimo rientro da qualche località, ecco credo proprio fosse il weekend appena trascorso, che è stato caldo e generoso in tutto. E’ capitato spesso che settembre regalasse ancora vacanza, talvolta complice l’anniversario di matrimonio per organizzare 4 giorni via, ma le sere sono comunque scure, l’aria rinfresca sempre e per quest’anno altri progetti ci tengono lontani da lidi ammalianti. Per cui è lecito chiedersi ora “che estate è stata?” Corta, cortissima, perchè la prima quindicina di giugno era fredda – all’arrivo di Natallia indossavo sciarpa e giubbino in eco-plastica. Anche se vi dirò, col senno di poi , la non calura prolungata (grazie al fatto che i giorni più torridi ce li siamo fatti al Conero!) mi ha fatto solo piacere, perché il caldo soffocante quando non si è in vacanza, non è estate, ma sofferenza; tuttavia la partenza ritardata è parzialmente colpevole della sua brevità. Questo per parlar del clima, che poi verso metà giugno ci hanno dato dentro le temperature, ricordo certe sere a stirare con Natalia che diceva “sciarka”, la stessa parola che pronunciava quando un piatto scottava soffiandogli sopra. Per dire. Però, sono un po’ contorta me ne rendo conto,

Parlando d’altro è stata indiscutibilmente l’estate di Natallia, ma mentre vivevo la puffolona ero incurante della stagione, lei è un vasto capitolo a parte, che ha però condizionato le conseguenti ferie prese più in là del consueto. L’estate della stanchezza cosmica di luglio, che ormai manco ricordo più. L’estate del gran relax, della (ri)scoperta del Conero, dove eravamo già stati nel 2006 ma non ce l’eravamo gustato così tanto. L’estate di Calderara di reno, delle 3 settimane di fila, del non avere orari, assilli, l’estate in definitiva della libertà assaporata davvero, della pace con la me stessa finalmente ritrovata che, nonostante le mangiate colossali (anche questo fine settimana ci abbiamo dato dentro di brutto, complici i vizi degli amici e relative prelibatezze come fiori di zucca in pastella!) non ha mai avuto un mal di stomaco. L’estate dello scoprire quanto sia fantastico non programmare ma oziare senza sensi di colpa un po’ ovunque, anche in Valtellina. L’estate degli aperitivi, delle ciabatte e del lasciar correre.

Una bella estate, che rimpiango già e tanto. Forse l’estate col rientro più strepitoso di sempre.

La marcia in più di fine estate: l’uscita del nuovo romanzo del mio scrittore vivente preferito Jonathan Coe. Ma prima di leggerlo voglio avere gli occhiali – ogni lettura è infatti sospesa fino all’acquisto, perchè non me la godrei a fondo (e sforzerei gli occhi!)

Nella foto: la spiaggia di Marcelli di Numana, la nostra, dove ci siamo ricaricati e abbronzati con gran piacere!

PS. Grazie infinite a Robby e Francesca (le parole verranno) che si sono ricordate di me dalle vacanze, invidandomi una cartolina. Abitudine che va perdendosi, che io invece trovo ancora molto simpatica. Entrambe dai monti!

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8 thoughts on “Che estate è stata?

  1. Io ho un bruttissimo difertto, quello di leggere i libri a perdifiato e poi dimenticarmene nel 90% dei casi, cioè ricordo a volte i titoli ma quasi mai la trama. Quando ho letto “Jonathan Coe” mi è suonato un campanello familiare nella testa e andando su wikipedia mi sono ricordata di aver letto 3 suoi libri, piaciuti moltissimo. Grazie per avermeli fatti riaffiorare nella memoria!

  2. uh! la spiaggia di Marcelli!!!!!
    ci ho passato un’estate verso il 1984……………..non mi sembrava che fosse passato così tanto tempo………………..bellissimi posti!
    buone letture! io sto dedicando il mio tempo ad uno svedese, Hakan Nesser, e al suo “Era tutta un’altra storia”, che mi sta intrigando moltissimo
    smack
    C

  3. Che dire Sandra, la tua estate è stata di sicuro fuori dal comune, eccezionale nel senso vero del termine e si sente, dalle tue parole, perchè trasudano entusiasmo, gioia, serenità e soddisfazione.
    Anch’io sono contenta della mia estate. Ho sofferto il freddo di giugno, ma da persona che odia e mal sopporta il caldo ora sono contenta, anche perchè i weekend di luglio sono trascorsi tutti al mare con la piccola, che meraviglia.
    La montagna poi, non so se si era capito, è il mio posto, il mio elemento, la mia vita: mi sono rigenerata e ho imparato a volermi più bene.
    E degli ultimi giorni a Parigi sai già tutto dal mio post.
    Ora si ricomincia, il clima ci sta regalando un bel rientro, fresco e soleggiato. Mi sento bene e pronta a fare il cambio nell’armadio, quando sarà ora!
    Bacione 🙂

  4. Sandra cara, ho letto i tuoi post arretrati e pieni di belle novità e come sempre sono felice di ritrovarti così piena di cose da raccontare e da vivere! E che gioia leggere del del tuo libro e dell’idea di far tornare Natallia a Natale! Bisogna sempre cercare stimoli nuovi e circondarci di cose e persone belle fa bene al cuore! Ci sentiamo prestissimo!
    Un abbraccio a te e a Emanuele con affetto!! ❤

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