La lentezza della strada tra i girasoli

La lentezza della strada tra i girasoli

Grazie infinite per gli auguri per il nostro anniversario. Mammamia avete commentato in tantissimi, manco fossero le nozze d’oro.
Collegatissimo il post di oggi: la chiesa infatti era addobbata a girasoli, e io ne avevo un fascio in braccio, altro che bouquet, il che per una delle mie dimensioni rappresenta un notevole ingombro.
Ma che gran scena facevo!!

A volte le cose non sono proprio come te le aspetti, per dire io teoricamente odio dover raggiungere le spiagge in auto, eppure quest’anno non mi è pesato affatto anzi, tutt’altro, al punto che non si andava neppure nella più vicina, servita da un servizio navetta continuo da/per il nostro bed and breakfast, bensì a Marcelli che si trova a circa 10 km. La strada era punteggiata da campi di girasoli meravigliosi, un fiore che io adoro: alto, maestoso eppure gentile nel suo rivolgersi al sole con grazia estrema. Nel corso dei giorni li abbiamo visti modificarsi: rigogliosi al nostro arrivo, poi piano piano appassire e, alla fine, dopo un temporalone, abbacchiarsi. Il giorno prima ci eravamo fermati a fotografare lui, un ramo che svettava sopra gli altri, con tanti fiori a grappolo, uno splendore mai visto!

E in macchina la musica, le chiacchiere e quel pregustarsi la giornata lunga e pigra fatta di sole, nuotate, pranzi al bar del lido, lettura, chiacchiere, piccole passeggiate sulla battigia, noi e ancora noi. Al ritorno invece c’era sempre un po’ di sabbia sul tappetino, i capelli scarmigliati, il rosso del viso scrutato nello specchietto della macchina, e i progetti per la sera, come la scelta del ristorante – quando non avevamo già prenotato – la voglia di farsi una lunga doccia, col corpo che aspetta assetato tanto doposole azzurrino.

Intorno sempre loro, i girasoli della campagna marchigiana. Mi piaceva tanto questo rito auto-girasoli-spiaggia-auto-girasoli, talvolta intervallato dalla tappa supermercato.

In questi giorni è scoppiata un’estate settembrina dalle temperature assai gradevoli, proprio ideali direi. Chissà come stanno i girasoli ora… è bello quando porti nel cuore luoghi non troppo lontani, perchè sai che in fondo, in caso di attacchi di nostalgia devastanti, puoi sempre raggiungerli in poco tempo.
Il Conero coi suoi girasoli si è conquistato un posto di rilievo e ci torneremo di sicuro.

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8 thoughts on “La lentezza della strada tra i girasoli

  1. Ti confesso che se il tuo libro si chiamasse come il titolo di questo post…lo comprerei a occhi chiusi, incuriosisce da matti!!! tuttavia non conoscendo la trama è sicuramente più indicato quello che avete scelto! Io ho un bel ricordo della strada salentina tra i gigli di mare e qualche cardo ed è vero, tutto un altro camminare rispetto alla città… non migliore, diverso… 😉 Buon inizio settimana! D.

    • Daniela, con tutta la fantasia possibile (e ne ho in abbondanza) credo che la parola girasole su 93 mila che compongono il romanzo non ci sia neppure una volta. Niet girasoli, comunque grazie, lo prendo come un complimento!

  2. Che bello il rituale che descrivi, mi sembra di tornare un pochino in vacanza…Scrivi benissimo, te l’ha mati detto nessuno?? 😉
    Sì è vero, quest’estate settembrina è proprio gradevole e più che mai benvenuta: a me la stagione fredda piace, ma è così tremendamente lunga che anche se partisse un po’ in ritardo, non sarebbe un dramma.

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