Fragilità

Fragilità

La mia breve assenza, comunque inconsueta, è dovuta a questo post, in testa da venerdì, ma che andava elaborato lasciando decantare l’accaduto, ed ora il post sarà chiaramente molto diverso da quello che avrei scritto 4 giorni fa.

Giovedì sera c’è stato un intoppo nella faccenda “Dalla (Bielo)russia con amore”, che mi ha messa di fronte alla mercificazione del progetto, che esiste, e che, avevo volutamente sottovalutato. Mercificare significa che se io ho dato dei vestiti fantastici a Natallia non è detto che la sua famiglia non li abbia rivenduti. C’è inoltre questa generale tendenza a voler sembrare più poveri per impietosire, cosa che, a voler guardare, non dovrebbe centrare nulla con il viaggio terapeutico, il rischio di ammalarsi non fa distinzione tra povero e ricco, del resto in un paese come quello è anche difficile curarsi in maniera adeguata. Mi sono agitata molto, e anche ora che tutto sembra risolto rimane un senso di disagio. Sono state anche espresse delle opinioni a riguardo che non mi hanno fatto impazzire (non nel blog), ognuno ha le proprie idee, confrontarsi è sempre giusto, però è stato piuttosto pesante e in particolare un’affermazione fatta da mia madre mi ha messa di fronte alle mie fragilità, che non nascondo e al fatto che in fondo mi senta ancora tanto precaria in questa felicità conquistata a suon di piani C (vero Sfolli?) per cui vorrei magari maggior indulgenza e comprensione.
Poi la vita prende il sopravvento come al solito.
Sabato sera abbiamo visto la coppia che ospiterà Karyna, assieme agli altri amici comuni. Ci siamo conosciuti 3 anni fa in una sala della ASL senza sapere che nessuno tra noi avrebbe raggiunto lo scopo per cui eravamo lì. E’ stata festa per tutti per l’arrivo delle due bimbette, progetti, idee, brindisi. Lì ho saputo di aver fatto la cosa giusta.
Ieri abbiamo avuto i nipotini con noi tutto il giorno a causa di impegni dei genitori. Quando ci chiedono prestazioni di babysitteraggio ne sono sempre felice e spero di non avere altri impegni inderogabili per quella data. E’ stato bello, divertente, pieno di affetto, di giochi, di chiacchiere, di macchinine Disney, parco e gelati. Con Emanuele che li porta in spagoletta, e “zio ma adesso allora non sei più un mago?”
(Solo perchè ha regalato i suoi giochi di prestigio a Natallia).
Alle 18 ci siamo incontrati di nuovo in metropolitana con mia sorella e i bambini sono tornati suoi. Perchè sono suoi.
Se il mio destino, mio e di mio marito, è quello di avere solo figli in prestito, ci siamo chiaramente adeguati al disegno divino o vattelapesca quello che è, ce la siamo fatta andare bene. Però questo – e vorrei che gli altri capissero una volta per tutte – non è quello che volevamo. E non si tratta di volere un maglione di Armani e ripiegare sul mercato, né di desiderare un viaggio alla Maldive e andare a Rimini. A me pare un concetto piuttosto lucido e condivisibile, senza piagnistei o menate ulteriori.
Se i figli li hai solo in prestito tutto l’universo bambini ha un contorno sfumato e lontano, come un pianeta un po’ sconosciuto, o meglio presente solo nei ricordi (bambini lo siamo stati tutti) e puoi rivivere la sua spensieratezza solo in certe occasioni. E allora anche il tuo modus vivendi relativo all’infanzia assume una mood che forse ti rende “strano” agli occhi degli altri.
Nella foto: Natallia ormai sul pullman il giorno della partenza.

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26 thoughts on “Fragilità

  1. Purtroppo per chi ci è vicino è difficile immedesimarsi profondamente nelle nostre fragilità. E le parole, a volte superficiali (non è un giudizio di merito, parlo in generale) dei genitori colpiscono le nostre debolezze e ci fanno particolarmente male.
    Te l’ho già detto, ammiro la tua lucidità, ma non è detto che non si possano avere cedimenti.
    Un abbraccio forte!

      • Pure io pensavo che fossi tu! Che dire, ti abbraccio forte forte, Sandra
        (i genitori non smettono mai di fare sta cosa, per cui cercando di proteggerti ti rovinano quella cosa preziosa che stai vivendo, che magari loro lo sanno gia’ puo’ essere pericolosa o deludente o farci male, ma noi la dobbiamo vivere lo stesso, perche’ non si puo’ mica stare sotto ad una campana di vetro sempre, no?)

  2. Ogni tanto occorre buttarla fuori la nostra fragilità, perché per difenderci tendiamo a farci forti e forse chi ci guarda si dimentica che certa forza non viene per scelta, che avremmo preferito essere serenamente più deboli.
    Ti abbraccio.

  3. Cara Sandra, il post è tutt’altro che fumoso. Ti sono vicina più di quanto tu possa immaginare. Disegni divini… ci credo anche io, ma inizio a pensare sia tutta una illusione alla maniera orientale: vita = maya (=illusione). Quindi anche le nostre proiezioni mentali sono pura illusione. Questo commento sì che è fumoso…

  4. Mia madre è un genio nel toccare e far emergere la mia fragilità…forse proprio perchè è mia madre.
    L’empatia non è un dono molto diffuso, questo post è lucido e crudele, sincero e vero e non modifica di una virgola mia stima e il mio affetto, anzi, proprio il contrario per ciò che vale. Ti sono sempre vicina Sandra

  5. oh, Sandra….
    penso che le persone come te, come emanuele, come i vostri amici, che ospitano questi bambini nati in una zona geograficamente sfortunata, andrebbero solo ammirate per il gesto altruista che state facendo…

  6. Diro’ solo, e spero verra’ pubblicato, che si’, certe condizioni dei paesi piu’ sfortunati le si mettono in conto. E’ un gioco delle parti, va cosi’ tra denaro e compassione, sono certa che voi lo sapeste, ma non per questo certe osservazioni fanno meno male. Bacio grande

  7. Anche io ti voglio bene e ti abbraccio. Sono una che non condivide questo portare qui i bimbi sfortunati, per poi rimandarli là, sono convinta che non faccia bene alla loro anima, Ma tutto questo è al di fuori e al di là di quello che provate voi che fate questa cosa. So che siete pieni di amore e per questo soltanto meritate di avere un briciolo di gioia, in questo mondo non sempre bello. Ti voglio bene e ti abbraccio.

  8. Domenica pomeriggio ho visto “Venuto al mondo”, non ti dico i pianti che mi sono fatta… Il concetto di genitorialità sta acquistando per me contorni sempre più sfumati, dalle infinite forme. Forse è sempre più vero, almeno per me, che noi tutti siamo padre e madre di tutti i bambini del mondo… Ma non so se riesco a spiegarmi, tu invece sei stata chiarissima ad esprimere i tuoi sentimenti e ti abbraccio forte forte.

  9. È un dolore che faccio fatica a comprendere, il vostro. Nel senso che non ho la pretesa di dirti che lo capisco. Mi sembra che sia una specie di lutto, una morte prima di una nascita ma che lascia le stesse cicatrici. E non è che mettersi a disposizione di altri bambini sia un palliativo. Forse è una sofferenza aggiunta. E vi fa onore. Guai a chi giudica.

  10. El_gae ha espresso con parole bellissime esattamente ciò che penso io. Aggiungo solo, a costo di sembrare retorica, che questa dolorosissima nascita/rinascita vi ha reso ancora più uniti, sensibili, generosi di prima, mentre avrebbe potuto dividervi, inaridirvi, farvi chiudere a riccio. Ciò dimostra le belle persone che siete. Un abbraccio forte forte

  11. facciamo tutti, chi piú chi meno, qualcosa che ci aiuti a sopravvivere. Ritagliarsi un po’di felicità è un diritto, anzi un dovere a se stessi.
    Difficile credere che tua madre non sia mai scesa a compromessi, no? 😉

  12. Cara Sandra, probabilmente il mio cuore non avrebbe retto ad una scelta come quella fatta da te ed Emanuele. Non avrei retto davanti ai bimbi in prestito. A volte i giudizi possono sembrare tali e forse invece è solo il modo di voler proteggere, la paura che voi possiate ogni volta soffrire. Magari le cose si potrebbero dire meglio, ma magari non si hanno gli strumenti. Tu sai cosa vi fa bene e cosa no e se Natalia vi fa bene e voi fate del bene a lei, il resto non conta.Ti abbarccio.
    Raffaella

  13. Cara Sandra, arrivo tardi, ma non posso leggere e non desiderare di abbracciarti.
    Immagino sia difficile perché è come non portare a compimento e so quanto volontariamente o involontariamente chi ci sta accanto possa far del male tranciando giudizi.
    Ma trovo che la tua lucidità sia anche la tua salvezza.
    E per quanto può servire ti dico che le zie sono preziose. Ed importanti. Soprattutto se hanno tanto amore da dispensare come te.

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