Libri, amici e amanti

I libri che mettono di buon umore sono preziosi e lo diventano ancora di più quando rappresentano l’unico piacere o quasi della settimana.

La settimana è quella in dirittura d’arrivo, il libro ve lo dico tra qualche riga. A voler essere onesti non è successo nulla di grave affinché io infili questa settimana nella casellina “brutta”, ma una lunga serie di fastidi verso i quali forse ho avuto una reazione sproporzionata, un principio di grugnito in testa che non mi ha lasciata in pace. Ho cercato con forza momenti spaziotemporali per cacciarmi nel romanzo a più non posso, incurante della corsa del bus (leggere quando si soffre il mal d’auto con un autista scellerato garantisce il vomito), dell’orario (mannaggia le 13.45!!) mentre pranzo al bar e altro.

Un po’ ne ha risentito anche il blog: ogni minuto libero era per il libro e poi mi sembrava di non aver nulla di interessante da dire. I blog di vita quotidiana trovo siano i più difficili da portare avanti perchè il rischio di parlare di “niente” è sempre in agguato. 

Avevo letto una recensione di “Bar Atlantic” di Bruno Osimo Ed. Marcos y Marcos quando uscì, oltre un anno fa. Era lì latente nella wish list mentale e mi è capitato tra le mani all’ultima scampagnata in libreria e l’ho preso. Occorre dire che i libri di questo editore si potrebbero comprare anche solo per le copertine, in assoluto, a parer mio, le migliori sulla piazza: dalla forte identità, starei ore a rimirarle e non starebbero affatto male nella libreria dei sogni (il mio famoso mobile che ho giusto giusto finito di spolverare di fino) creando effetti cromatici in sequenza graduale di colore, o a caso seguendo un non-ordine arcobaleno a seconda dell’estro. 

Adam, il protagonista, è un docente precario in diverse Università, parte da Milano ogni mattina e in tutte le sedi, oltre a tenere lezione di letteratura ebraica, ha un’amante. Le descrizioni dettagliate dei rapporti sessuali, che di solito aborro!!, sono divertenti perchè molto tecniche, proprio come quelle dei bar delle stazioni, dei bagni universitari, delle cene che mette in tavola per la moglie, commercialista ignara e fino ad ora (ne ho letto circa un terzo) innamorata. Il loro in realtà non è un matrimonio che vacilla, lui è molto premuroso, e immagino che qualche effetto sorpresa mi attenda più in là. In realtà una sorpresona l’ho già incontrata: il romanzo si svolge in luoghi a me noti, non è Milano intesa come Duomo-Castello-Galleria, ma una periferia che frequento di continuo, il supermercato Esselunga dove Adam fa la spesa (anche a ciò che viene messo  nel carrello l’autore dà un risalto particolare molto simpatico) mi è noto e si trova nella Via dove avevo il dentista prima che si trasferisse, fa angolo con la Via della libreria dove ho comprato il libro stesso (e dove lo scorso anno si teneva il corso di scrittura), nonchè con la Via dove si svolge il mercato del sabato, dove mi reco spesso con mia mamma. Ad un certo punto parla della cassiera e dice “vive in fondo a Via Gallarate, perciò ogni mattina per venire al lavoro prende la sessantanove e scavalca tutta la periferia sfigata per venire quì” AHAHAH allora la periferia sfigata sarebbe il mio quartiere, l’autobus 69 lo prendo spessissimo anch’io (es. per andare dal parrucchiere cinese) e in Via Gallarate – un’arteria piuttosto lunga – c’è il ristorante dove abbiamo fatto il pranzo di nozze, anzi la cena! In ultima scoperta Adam e Ada hanno una casa delle vacanze a Levanto, dove ce l’ha pure mia sorella, che in effetti è un rifugio per molti milanesi. 

Il tema “amante” mi interessa assai. Sono spesso incuriosita dal fenomeno che, fino una ventina d’anni fa, era mal visto mentre ora non fa più alcuno scandalo, non suscita sgomento, nè gomitate e toni bassi, al punto che se si viene a sapere che qualcuno ha una relazione extra coniugale quasi quasi occorre stare attenti a non parlarne male, perchè “non bisogna giudicare”. Io esprimo tutto il  mio dissenso, me ne frego delle ragioni delle amanti, che poi son sempre le solite farloccherie del tipo “la moglie non lo capisce!”, e non mi importa nulla neppure di quelle del marito che alla fine non si sottrae alla comoda opzione di avere due donne al prezzo di una e quindi perchè mai dovrebbe rinunciare? 

Si parlava di supermercati, appunto. Finchè le donne saranno al pari di un pacco di pasta, di un detersivo o di un deodorante non cambierà mai nulla e le prime a danneggiarsi sono proprio le amanti illuse con zero dignità. Ne parlo diffusamente nel romanzo inedito e più marginalmente, ma con affermazioni decise, anche in Cene Tempestose. Vorrei capire quando la società ha cominciato a scivolare verso l’accettazione e il gradimento dell’adulterio e anche se un’inversione di tendenza sia del tutto utopistica, oppure ci sono speranze…

Non so se questo bel romanzo mi aiuterà a far luce, ma mi sta regalando molta energia: è bello vedere un autore italiano che osa un linguaggio davvero innovativo e viene premiato con un’edizione di gran classe. Bar Atlantic contiene 136 note a pie’ pagina; la 137^ dice “centotrentasei note in un romanzo mi sembrano un po’ troppine (nota dell’editrice)” mentre le altre sono scritte dai personaggi più strampalati, dal ferroviere, al dietologo.

Questo libro ve lo consiglio proprio senza remora alcuna e adesso vado a leggerne un altro po’. 

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18 thoughts on “Libri, amici e amanti

  1. ok…. questo me lo segno per la prossima gita in libreria!
    per le amanti sono d’accordissimo con te… zero dignità e tante bugie che si raccontano… e gli uomini… beh… così comodo averne 2!!!

    e sempre a proposito di libri… sono arrivati!!!! (ancora martedì o mercoledì… ma non stavano nella buchetta e li ha messi sullo steccato ed è arrivata la mia vicina prima di me ed ha pensato di prendere il pacchetto, ma non ha pensato di venire a portarlo fino a stasera!)
    grazie amica mia… di tutto!!!!

      • mi sa che era lei anche l’altra volta!
        ceh poi… sono rientrata anch’io appena dopo di lei.. in quei giorni… poteva passare subito no???? e un’altra cosa… quando serve per un corriere per esempio… invece non c’è mai!!!!! un classico!
        notte… che la sveglia suona presto per andare in fiera! baci

        ps. prossima edizione che fai vieni? magari con giulia??? 🙂

  2. Beh caspita mi hai proprio incuriosita con questo romanzo!!! Mi sa che presto arriverà anche a casa mia.

    Per la faccenda delle relazioni extraconiugali, io la penso come te. Quello a cui assisto è questo: la gente si nasconde dietro al diritto di “seguire il proprio cuore”. Uomini o donne che siano, hanno completamente perso il senso di RESPONSABILITA’ reciproca che dovrebbe legare due persone che hanno deciso di condividere l’esistenza. Prima viene l’IO, i propri desideri, la propria passione (mutevole). L’altra persona, la coppia, sono un di cui.
    La vita è una, è troppo breve per soffrire, non bisogna reprimere i sentimenti, bla bla bla…e via discorrendo. Tutte splendide scuse che ultimamente si trovano per giustificare un comportamento spesso immaturo ed irresponsabile.
    Scusa il pippone da maestrina, ma mi si è un po’ scaldato l’animo.

    Buon weekend Sandra, la settimana è finita!!!
    Tanti baci

  3. Brava brava la mia scrittrice.
    In sostanza condivido. Ma sai che faccio l’iperrealista di mestiere e il cambiamentista di vocazione. Non è la formula del bastian contrario, ma in Italia ci somiglia anzichenò.

    E QUINDI, TREMA!
    GIUDIZIARIAMENTE:

    NEL MERITO:
    1. i libri sono belli perchè sono scritti bene, ed è giusto dirlo;
    2. belli perchè dicono cose interessanti per uno o per l’altro e quindi per chi legge, che ha il diritto di dirlo e anche di scriverlo, qualificando opportunamente (bene i tuoi commenti, che qualificano, orientano e precisano i perchè della tua passioncella per il testo);
    3. in particolare, se parlano di una forma naturale principale del sistema sociale della specie umana come la congiunzione tra uomo e donna e le sue conseguenze tipiche e di gran lunga principali come la famiglia, dioica e riproduttiva, e prende posizione con trasporto per fenomenucci provinciali nel tempo e nello spazio come il consumismo edonistico di tale congiunzione nella società opulenta e porca del capitalismo dopoguerra, tocca un tasto di prima rilevanza ed è giusto discuterne (brava bis, dito su piaga e dunque fatto bene a scriverne).

    Ergo, nel merito avresti vinto la causa.

    NEL METODO… Cara Sandra, ecco il MAIUSCOLO. Vediamo se riesco a spiegare la mia incazzatura. Mi alzo la mattina (?), ovvero insorgo contro i sognatori, con:
    1. la chiarezza che la buona scrittura è beffeggiata;
    2. la consapevolezza che la gente italiana non legge e non leggerà contenuti che riguardano la sua esistenza ma continu-a/erà a sprofondare in un immaginario di plastica fatto di doppiaggi sgarbati che parlano di mondi senza spessore sia perchè non suoi, sia perchè velati da lingue sporche e semi paralizzate dall’assenza di referente (le traduzioni, speculative).
    3. l’insofferenza contro chi si “dimentica” (termine benevolo) di porre sul piatto tutte le componenti della questione, non dunque il luilei, ochebelloilsentimento, moglieamanteuomocacciatore, edonismotrappolapergalline (diciamolo, anche perchè i polli, o meglio i galli, ci son sempre caduti nell’edonismo, ma ne escono subito dopo, da grandi “superficiali che sono nel sessamore” – programma genetico voluto da Dio-Natura) luiviolentoleitroia, ma una visone consapevolmente storico-sociale-evolutiva della questione, anzichè blaterare in modo superficiale, inconcludente e fuorviante di un argomento, gravato come questo da aspetti tragici come il femminicidio.

    IL METODO AFFOSSA IL MERITO.
    Hai perso la causa.
    Segue dispositivo.

    Ergo, sulla causa complessiva, e dunque sui punti (avrai notato, coordinati) di metodo/merito:
    1. ritengo che non puoi che partire da un REQUIEM, sempre e comunque, anche se è venerdì: E QUI NON C’E’. Dispongo la tua CONDANNA all’abolizione di un weekend, per abbassare il tasso di endorfine e diventare più incazzata. E non dire che lavori anche il finesettimana, che posso capire che è vero, ma non interessa. La settimana di cui parlo io, carceraria, è fatta proprio senza un sabato e una domenica, si passa dal venerdì al lunedì, punto;
    2. ritengo che non puoi che partire da un REQUIEM, sempre e comunque, anche se è venerdì: E QUI NON C’E’. Dispongo la tua CONDANNA all’abolizione per 1,5 mesi dei cibi che ti piacciono di più (sei pregata di presentare una lista VERITIERA, e certificata da madre, padre, marito e amante o, se non hai l’amante, prete confessore liberato per l’occasione dal segreto canonico. In assenza di amante e prete confessore, tale lista sarà integrata d’ufficio), sermpre per abbassare le endorfine e diventare più incazzata;
    3. introdurre gli argomenti nuovi (che purtroppo ci sono) per uscire dai confabulatori (o aperta: luoghi in cui si confabula) parrucchiere-toilette-thé (femmine) bar-nessunposto (maschi) sull’amorsesso, viziati in modo romantico-piagnone-ebete, sul rischio filogenetico che riguarda l’elemento dioico dell’umanità, e da lì ricostruire una critica meno ovvia e fuorviante. CONDANNA alla lettura di “Gynandromakia”, IBUC Edizioni.

    Le tre condanne da espletare prima della pubblicazione dell’atteso romanzo “Cene tempestose”.

    Puoi ricorrere in appello. La cassazione è esclusa.
    Ovviamente il giudice d’appello sono sempre io come dice la Costituzione agli articoli il-lo-la.
    Oppue puoi disciplinatamente accettare il giudizio, riconoscere le tue colpe e affidarti all’istituto del patteggiamento, con idonea memoria (sintetica) di proposta di adozione e modulazione della condanna che il giudice (sempre io) valuterà con la proverbiale equanimità (opzione consigliata).

    DIXI et SCRIPSI, addì 19 ottobre 2013.

    Sergius IUDEX Insindacabilis IBUC Edict.
    IVE EVI VEI
    “Iustitia Virtus Edictionis” (La Giustizia è il bene delle Edizioni)
    “Edictiones Virtus Iustitia” (Le scelte editoriali sono la guida della Giustizia)
    “Virtus Edictionis Iustitia” (La qualità editoriale è la Giustizia)

  4. Quindi fin d’ora mattina del sabato liberissimo con marito in gita fotografica, devo rinunciare a uno dei miei cibi preferiti cioè il caffè, cioè la colazione???!! Noooo, non farmi questo Sergio. Come puoi farmi abolire il week end? Che condanna ingiusta, mi sento un po’ Berlusconi ora. Io che sogno in piccolo e vorrei poter lavorare 3 giorni a settimana per poter scrivere gli altri due? Sergio virgola io sto in un ufficio dove sento di continuo cose come? “A proposito con quante P? Approposito?” E magari lo faccio di lavorare solo 3 giorni ecco, tra qualche tempo. I due restanti oltre che per scrivere mi faranno assai comodo in caso dovessi cercarmi un amante!! ***

  5. Ecco! Lo sapevo!
    Qualche giorno fa mi ero ripromessa di NON comprare, per NESSUNA ragione, libri nuovi fino a quando non avrei esaurito quelli in stand by sullo scaffale… e sono tanti!
    Ma poi ti leggo e mi viene l’impulso irrefrenabile. 🙂
    O non ti leggo più o li compro. Soluzioni alternative non ne trovo 😉
    Bacio e buon weekend

    • Barbara, non posso permettermi di perdere una lettrice-amica come te!!! Vorrei promettere che non parlerò di libri appassionanti per molti mesi, ma temo che finirei nel girone dei bugiardi. Bacione

  6. Ma solo un editore cattivissimo potrebbe vietare la colazione a una sua scrittrice!
    A parte questo, libro segnato nella lista mentale, anche se Milano non mi affascina molto e non mi invoglia a leggerla

  7. ah però.
    Ho visto che di giovedì passa a Treviso….
    Certo che se avessi un terzo delle energie che ha Adam riuscirei a fare tre volte quello che faccio ora (forse forse anche quattro!).
    Bene. Me lo segno anche io.
    (mi piacciono i libri che descrivono i luoghi “veri”. Che poi è quello che fa anche la Bertola. Che vuoi, se non la infilo almeno in un commento ogni tot poi non riesco a dormire bene)

    • Sì è molto luoghi veri, cose vere, cibi. Anche a me piacciono questi dettagli reali e li metto nei miei romanzi: lavatrici, spesa cose così- Oh ma non è figo poter dire “nei miei romanzi”???? Tu infila pure la tua amata Bertola dove vuoi, ma dimmi che dopo di lei ci sono io nella tua classifica delle scrittrici : )

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