Cose fatte, da fare (a breve) e da non fare (mai!)

Ieri Emanuele ha fatto una gita-fotografica in Val di Mello, la valle è adiacente alla Val Masino, entrambe “partono” da S. Martino dove ho fatto Nmila pic-nic coi miei nonni, in quel tempo che non ritorna, la stagione più felice della mia vita, l’eterno rimpianto. Mi è sembrato bello che mio marito potesse (ri)vivere i miei luoghi del cuore; ha trascorso un’ottima giornata con gli amici del circolo, mentre io ho avuto un giorno tutto-mio nel quale mi sono riappacificata col tempo che a Milano, si sa, stritola senza posa e toglie il fiato.

Tra le varie cose sono andata dal ViParrucchiere che io non smetto di amare incondizionatamente, anche se gli metto le corna di continuo. Ecco ho deciso che lo tradirò un po’ meno, perchè da lui sto bene-benone e, come va di moda dire adesso, al di là del lavoro sopraffino sui miei capelli, il tempo che trascorro da lui è proprio tempo di qualità, mentre quello che passo dalla cinese abbastanza meno. Anche se la due pieghe in teoria si equivalgono, temo che, a lungo andare, la procedura di asciugatura cinese sia la causa del fatto che appena ho la chioma lunga-lunga il ViParrucchere decide che è pure assai rovinata e taglia senza sosta. Morale a giugno avevo i capelli più lunghi di oggi e anche un anno fa. Quindi ieri taglio, colpi di sole spettacolari e piega 71 euro, considerata la zona super vippesca non è molto. Ho fatto anche la ceretta, complici i pantaloni e le calze più pesanti ho completamente dimenticato la faccenda fino a quando guardandomi ho visto un peluche. 

Sono stata molto soddisfatta di come ho gestito la giornata, senza fare la cazzona che sta a letto fino a ore indicibili e indecenti a dormire e/o pensare a come salvare il mondo dell’editoria, senza finire in galera. 

Oggi ho inaugurato la mia nuova fustella stonda angoli, un oggettino banalissimo ma di grande efficacia. In fondo sono ancora un po’ scrap, anche se mille altre cose sembrano farmelo dimenticare. Ho pensato di fare delle tag, semplici ma curate da distribuire alla presentazione di Cime tempestose, mi piace l’idea che si possa avere il bigliettino in omaggio, comprando il romanzo. Mentre ero lì concentrata in mezzo ad alberi di natale, carte, colla e forbici sagomate è squillato il cellulare: n° sconosciuto. Rispondo: “Ciao simpaticona, sono Sergio!” Allora, non volevo dire “Sergio chiiiiiiiiiiiiii?” ma per un attimo ho annaspato tra i Sergi della mia vita, pochi. Siete di sicuro più svegli di me e avrete capito che si trattava dell’editore, col quale la relazione assai articolata si era basata solo su fitti scambi di mail. Appena l’ho capito pure io, ho detto: “Oh Sergio, minchia, oh ciao.” Cretina completa. A mia difesa occorre dire che per chi scrive con una certa serietà e dedizione dal paleozoioco, come me, l’EDITORE SERIO è l’entità miraggio (le mie ultimissime vicissitudini direi che lo confermano appieno) per cui agitarsi in sua presenza – seppur telefonica – è il  minimo. In ogni caso è stato proprio bello parlargli, anche se ritengo che ora straccerà il contratto, pagherà la penale, e via perchè non vorrà mai più avere a che fare con me. Anzi no, tra 10 giorni arrivano le bozze con le sue modifiche, che io devo valutare. Tutto dipenderà dai tagli, un po’ come per la legge di stabilità. Se mi tocca Luca, Sergione e Roberta mordo, sugli altri sono più malleabile. 

Milano è grigia ma molto molto milanese in questi giorni, noi sta sera si va qui:

http://www.writersfestival.it/it/writers-1/ 

è manifestazione ricca di eventi, di cui ho sentito parlare tanto, ma tra pigrizia e altri giri non sono mai andata. Oggi l’occasione speciale, visto che si esibisce un’amica con un suo spettacolo su Alda Merini, che, di sicuro, non mancherà di piacermi ed emozionarmi. 

Le cose da fare sono tante eh. La settimana entrante non dormirà per nulla. Il corso di scrittura itinerante si terrà a casa mia (almeno non devo uscire!), rivedrò due blog amiche e poi chissà. Le cose da non fare invece sono poche: non bisogna preoccuparsi per il futuro, ma viverlo solo con sana progettualità. Il futuro non esiste, e quando vogliamo contestualizzarlo con espressioni tipo: “quando sarò in vacanza, quando il capo andrà in pensione, quando i bambini dormiranno di notte” pensando che quando quel quando si concretizzerà avremo risolto tutto, in realtà avremo solo spuntato una voce, mentre altre centinaia si paleseranno. E allora viviamolo sto benedetto presente! 

PS. La marcia in più del presente “ho un editore proprio figo!”

PS. La marcia in più dell’immediato futuro: tra circa 3 settimane riapre Garabombo!!!!!! 

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14 thoughts on “Cose fatte, da fare (a breve) e da non fare (mai!)

  1. Ecco, mi serviva proprio qualcuno che mi ricordasse due cose: andare dal parrucchiere (che ho una ricrescita terribile) e non preoccuparmi che serve solo vivere bene il presente!
    Grazie e buona settimana 🙂

  2. ben fatto… e ben detto…
    sottoscrivo su tutta la linea la parte del presente… e futuro… e bla bla bla (non sono i tuoi i bla bla bla ma di chi dice certe cose e si auto convince e vorrebbe convincere anche gli altri… bugie che si raccontano da soli! :P)
    fare tutto… depennare dalla lista… e a fine giornata essere soddisfatti di se stessi!

    rita_ regina del fare tutto, delle liste (anche se qualcun’altra pensa di essere lei o che siano altre… ahahah come si sbaglia!!!) e della soddisfazione a fine giornata

    ps. amica… mi assento un paio di giorni da martedì (causa piccolo intervento al naso) ti volevo solo avvisare. notte che lavoro alle 8!!!!(ho finito a mezzanotte!)

  3. Come? Taglio, colpi di luce e piega per soli 71€? Tieniti cara il tuo parrucchiere vip economico Sandra! Senza andare a Milano, anche qui non te la caveresti con meno di 100 € 😦

    • Mi spiace per questa diffidenza, ma non è mia abitudine raccontare frottole soprattutto nel mio blog e per motivi incomprensibili. I colpi di sole tra l’altro di solito vanno “a quantità” per cui non sia mai che qualcuno ne fa più di quanti ne ho fatti io, paga di più e poi viene a lamentarsi con me.

  4. Ciao!
    Era una battuta…
    Mi sembra incredibile un parrucchiere bravo, in una bella zona, a prezzi ragionevoli! Tienilo stretto.
    Sui miei esperimenti con i parrucchieri, potrei scrivere un romanzo a puntate, l’ultimo quello di Groupon…
    Sembravo la moglie di Frankenstein, hai presente quella con la ciocca bianca sulla fronte? Uguale.
    Comunque, complimenti per il tuo blog, davvero.

    • Grazie a te, perdona l’aggressività della mia prima risposta, ma a volte mi tocca essere sul “chi vive” per problemi passati! Ti dico che quando mi sono sposata ho raccolto i capelli, di lunghezza media, in un fiocco montato da mia mamma su un pettinino, vedi l’acconciatura nella fotina, ho speso 17 euro! Mi disse che non avendo voluto nulla di elaborato era giusto farmi pagare solo la piega. Ma di solito basta nominare il matrimonio e trac tutto aumenta. Comunque di tragedie passate coi parrucchieri ne ho vissute parecchie anch’io, dal Vip vado da 7 anni e mezzo e spero che vada in pensione il più tardi possibile- Grazie ancora e scusami. (A volte sono un panzer!)

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