E’ stata la giornata più bella dell’universo!

Così ha detto bimba Cecilietta salutandoci dopo essere stata da noi da mezzogiorno a sera. Questo mi ripaga di tante cose, cose che non c’entrano nulla coi nipotini, perchè loro sono il mio sale, il  mio sole, temporaneo, ma comunque efficace. Sto un po’ meglio e ringrazio tutti quelli che hanno avuto voglia di affacciarsi qui, nei commenti, o con diverse mail.

Vorrei raccontarvi cos’è successo con l’editore. Allora, esiste un sito di riferimento per gli aspiranti autori che visito di tanto in tanto, è molto articolato – diciamo incasinato – ma presenta le universalmente note liste editori free e EAP. Cliccando il nome della casa editrice si visualizza una discussione sempre aperta tra chi ha qualcosa da dire su quell’editore. Così se fino a un mese fa circa IBUC era in lista free e i commenti intorno al mio editore erano tutti entusiasti, a fine settembre diversi utenti han postato esperienze negative circa la richiesta/obbligo di acquisto copie, che ha fatto spostare IBUC da free a “a pagamento”. E io curiosando nel sito l’ho scoperto. Lo ribadisco io non ho pagato nè pagherò un cent! Ora Sergio nel commento al mio precedente post (che vi invito a leggere) spiega molto bene il suo punto di vista. Dal canto mio ho immaginato questo scenario: qualcuno ha in mano “Cene tempestose” gli piace e decide di indagare sull’editore: vede che è nell’elenco EAP e conclude, ah la Sandra ha pagato per pubblicare. Uhm. Inoltre so per certo che un noto blog di libri che mi avrebbe probabilmente recensita, ora di sicuro non lo farà più. Alla luce però del commento di Sergio posso anche dirmi lusingata per il fatto che mi abbia scelto come autore da portare avanti senza contributo. Per concludere il sito di liste in realtà ne ha tre: free, a pagamento e doppio binario, quindi mi pare corretto che IBUC finisca in quest’ultima, e in tal senso magari mi farò sentire dagli amministratori del blog. Risulta buffo poi che un sito che ha fatto della caccia agli editori a pagamento la propria bandiera abbia indetto un concorso per racconti… a pagamento!

Ogni settimana un autore che ce l’ha fatta a esordire con un big racconta in un blog la propria esperienza. Ora sto leggendo proprio il romanzo di uno di loro, l’unico a onor del vero che ha avuto voglia di rispondere ai lettori, gli altri, nonostante i commenti fossero meno di 10, non lo hanno fatto. (E io non comprerò i loro romanzi). Ecco, se “arrivare” significa anche diventare spocchiosi preferisco di gran lunga stare dove sono, con i miei sghiribizzi. Comunque tutti hanno raggiunto un editore famoso grazie a un agente o un contatto, non dico che non abbiano talento, ma di buio inviando manoscritti è impossibile, diciamolo per favore una volta per tutte. 

Direi che chiudo, a proposito di free, uno dei tre giorni free ce lo siam giocati ma sono stata con la mia famiglia, genitori acciaccati compresi, abbiamo anche in maniera del tutto improvvisata festeggiato l’imminente compleanno di Nanni e io ringrazio Dio.   

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13 thoughts on “E’ stata la giornata più bella dell’universo!

  1. Sandra io posto qui la mia esperienza: non sono nessuno e, siccome non ho soldi né voglia, mi sono sempre tenuta lontana da quelle case editrici smaccatamente a pagamento. Una casa editrice che non si definiva tale ed è una fra le maggiori in Italia, ha accettato di pubblicare il mio romanzo “Il segreto di Isabel”, ma mi ha mandato un contratto di una lunghezza spropositata, piena di clausole e postille che non capivo. Quando ho chiesto spiegazioni c’è stato silenzio assoluto, allora ho rinunciato a firmarlo e gliel’ho detto. Loro mi hanno risposto che era una decisione mia e che loro invece avevano intenzione di pubblicarmi, ma hanno ancora una volta eluso le mie domande. Era chiaro che ci fosse qualcosa sotto. Allora non mi sono data per vinta e ho pensato che l’unico modo per far leggere il mio romanzo fosse partecipare a un concorso che prevedesse la pubblicazione e la vincita di un premio. L’ho fatto e… ho vinto! Come promesso, un anno dopo è stato pubblicato e alcune scuole in tutta Italia lo stanno ancora adottando come libro di narrativa da leggere. Il premio mi è stato dato e ogni anno mi arriva il rendiconto delle vendite. Che posso dire? Le case editrici serie esistono. Ora, però, per il secondo romanzo è più difficile, mi sto buttando su diversi progetti e non demordo. Voglio scrivere un romanzo di qualità che vada verso un’altra direzione. Troverò un editore? Non lo so. Ma non voglio pagare nessuno per arrivarci. Ciao cara!

    • Grazie infinite per la tua testimonianza, le case editrici serie esistono eccome. Ti auguro il meglio per il tuo secondo romanzo, anche perchè sei sempre una persona delicata che merita. Bacione

    • Quello che segue è l’elenco delle case editrici che fanno oltre il 90% del mercato editoriale italiano (forse non perfettamente aggiornato, ma al 95% è ancora così). In realtà sono solo 4: Mondadori, Feltrinelli, Mauri-Spagnol e Rizzoli. Le altre, che vedete sotto ciascuno di questi nomi, sono CONTROLLATE, alcune con modi “speciali”. La strategia è unica per ciascun gruppo e concordata tra i gruppi. In sintesi, 4 persone decidono cosa fare leggere agli italiani, e SARANNO DELLE TRADUZIONI. I nomi delle case editrici sotto, servono quasi soltanto come esche commerciali. La strategia comune ai 4 gruppi è di saturare il mercato italiano con le traduzioni di opere di successo dai mercati stranieri (costano meno in fondo, e sono commercialmente più sicure). Se prendono un italiano NON E’ PER FARLO CORRERE, MA PER SOTTRARLO A CHI POTREBBE FARLO CORRERE E OSTACOLARE COSI’ LA LORO STRATEGIA PERVERSA.
      Questa è la realtà: SMETTETELA DI CREDERE ALLE FAVOLE.
      Siete scrittori e lettori, non burattini della vanità e degli interessi altrui.

      A. MONDADORI
      Einaudi
      Frassinelli
      Le Monnier
      Random H. Mondadori
      Electa
      Sperling & Kupfer
      Piemme
      Harleq. Mondadori
      Mondolibri

      Mondadori distribuzione
      Rete vendita di negozi diretti

      RIZZOLI
      Bompiani
      Fabbri
      BUR
      Sansoni
      La Nuova Italia
      Marsilio
      Sonzogno
      Archinto
      Etas
      ½ Adelphi
      ½ Skirà
      ½ Rizzoli-Longanesi

      FELTRINELLI
      Apogeo
      Kowalski
      Eskimosa
      Gribaudo
      COLLEGATE A FELTRINELLI:
      Fanucci
      E/O
      Fermento
      Minimum Fax

      PDE (distrib. nazionale)
      Rete vendita di negozi

      MAURI SPAGNOL
      IBS
      Vallardi
      Salani
      Corbaccio
      Guanda
      Garzanti
      TEA,
      Nord
      Chiarelettere
      Bollati Boringhieri
      La Coccinella
      ½ Rizzoli-Longanesi
      Ponte alle Grazie
      JV Saggiatiore
      JV UTET

      Messaggerie (distrib. Naz.)
      JV Giunti (franchising punti vendita)
      Soc. Gest. Cat. Gen. dei libri in commercio

      E’ ancora per me incredibile vedere quanta inconsapevolezza regni nel mondo degli scrittori italiani, ove su internet prosperano siti che semplicemente cercano di rassicurarli e di non far loro capire com’è davvero il mercato dell’italiano. Per non parlare delle trasmissioni radio e tv di libri,che sembrano sempre presentare lavori strepitosi e casi letterari, mentre si tratta sempre delle solite 100-300 copie vendute prevalentemente ai parenti e ai conoscenti e amici dell’autore…

  2. una bella giornata fa ricaricare le pile!
    ottimo!!!

    per tutto il resto… giuro che ho capito… ma posso far finta di non aver capito???
    (tutto sto giro… indagini… deduzioni… ma davvero???? mah!)

  3. Le case editrici serie non sono quelle che pubblicano gratis o che non chiedono all’autore responsabilizzazione riguardo al mercato o alle vendite dell’opera. Sono quelle che sanno trattare il testo, conoscono il mercato e agiscono di conseguenza. Essere pubblicati da una casa conosciuta non vuole dire praticamente nulla: le vendite dei madrelinguisti sono sempre, e per Mondadori e per IBUC, sempre di 100-300 copie in media (e moda). Il resto è VANITA’, quanto mai controproducente e pericolosa per i valori letterari e per le prospettive professionali di chi scrive, in particolare in un contesto editoriale come quello italiano.

    • Caro Sergio, domani o dopo farò un post sulla qualità del romanzo madrelinguista oggi. Il mio modestissimo parere come sempre. Serietà = qualità, anche, ma non solo. Serietà è tante cose, di sicuro anche la conoscenza del mercato.

      • Serietà per un’impresa (editoriale) è fare vivere il prodotto attraverso il mercato (che c’è), riuscendo a spesare, nei modi del caso…, i fattori della produzione e lo sviluppo. Il resto è romanticismo e non serietà di un’editore.

  4. Ciao Sandra. Ho letto troppo rapidamente la parte e i commenti sull’editoria, ma una cosa l’ho capita: è lo specchio dell’Italia di oggi, fatta di biechi interessi. La cultura, quella vera, è morta da tempo o forse sopravvive a stento. Ogni tanto guardo le classifiche dei libri più venduti sui quotidiani e mi viene da ridere. Sempre i soliti nomi da anni. Possibile che gli italiani leggano sempre e solo gli stessi super pubblicizzati autori? Mah… Perciò non compro mai libri pubblicizzati. Diciamo che la loro qualità risulta inversamente proporzionale alla quantità di pubblicità relativa. Questo è solo il mio parere, sia chiaro. Non voglio offendere nessuno.
    Bacio.

    • I lettori italiani topi in gabbia.
      “I lettori italiani amano quei soliti scrittori italiani che sono in classifica…” Questa frase mi fa sorridere, come quando un ragazzo che sta crescendo ti dimostra ancora un candore e la presenza in lui di un campo di realtà sorretto dall’illusione che “sia come dovrebbe essere”, ma che tu sai che non è…
      Sembrerebbe incontestabile, infatti continuano a comprarli…
      Invece non è così. E per capirlo, basta che tu vada da un vero libraio (ce ne sono pochi, sono notoriamente in estinzione, quindi fai presto!) e gli chieda come esce un libro dalla porta del negozio e non da quella, da cui è entrato, del magazzino. Ti risponderà: “Se è stato in televisione”. E tu allora puoi chiedergli: “Ma se è brutto?” lui ti risponderà: “Non sono brutti, sono!” E se tu insistessi e gli chiedessi: “Ma quelli belli che non vanno in televisione?” Lui: “Escono praticamente tutti di là” (indica il magazzino, cioè sono resi).
      Pura e sacrosanta verità.
      Il problema personale lo si può però risolvere con un poco di lavoro in più, in libreria (ma non basta! I migliori non ci arrivano più!) e soprattutto sul web, presso le case editrici più qualificate, che già scremano una gamma di buone proposte. Ovviamente, prima di tutto e oggi a maggior ragione, si devono leggere i madrelinguisti, perchè le traduzioni fanno schifo e anche se le opere d’origine sono geniali, sono villaneggiate da orrori translinguistici.

  5. Io arrivo sempre in ritardo, sono contentissima per questo traguardo quasi raggiunto 🙂 il sole splende, e dopo la pioggia o il brutto tempo, risplende molto di più 🙂
    Non conoscevo tutti questi inciuci editoriali, ma non sono sorpresa. Non è facile trovare i libri in madrelingua però, se non in rete.

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