Donne tempestose

La programmazione di questo blog sta subendo forti deragliamenti dovuti agli eventi: se si solleva un polverone come quello di ieri poi occorre gestirlo e un post non basterà.

Alle elementari non ho studiato molto, zero analisi logica e grammaticale, le altre classi scoprivano il Pò, noi il Rio delle Amazzoni. Ho trascurato cose che non ho più recuperato, ma ho imparato tanto, soprattutto a coltivare il grande dono della fantasia. Ogni giorno mia mamma mi chiedeva se avessi compiti per casa, non ne davano mai, ma io rispondevo sempre “no, ma devo finire una cosa che non ho fatto in tempo a terminare in classe.” Perchè a scuola vagavo tra i banchi a rompere le palle agli altri. Ben presto un compagno scocciato disse al suo vicino: “la uccidiamo?” Così. Come ora, quando martello il marito e alla fine gli domando: “vero che sono simpatica?” E lui, forse pensando al divorzio, risponde sempre in greco. “Karga!” (= molto).

Alla fine tra ieri e oggi io e Sergio ci siamo scannati per bene via mail. Io non ero affatto arrabbiata nè preoccupata: è già successo, è la seconda volta che siamo sull’orlo della rottura e ci aggrappiamo a un filo d’erba per non precipitare, ma quel filo cari miei è davvero tenace. Gli ho detto che gli editori sono come i fidanzati – che era il titolo di un mio vecchio post – e noi avremo sempre questo rapporto tempestoso e lui ha capito. Ha capito che io ho tirato fuori la tipica spaccapallaggine femminile, quel modus che logora i discorsi, chiede e sembra pretendere, ma in realtà sta solo comportandosi alla sua maniera. Inoltre se per ogni scrittore il proprio libro è come un figlio (paragone assai abusato ma corretto) solo le donne partoriscono e quindi le scrittrici creano un rapporto più profondo con il testo.

Io a Sergio voglio molto bene, perchè mi sta dando una possibilità, perchè mi sto divertendo, perchè mi fa pensare, anche se a volte vorrei staccare il cervello e darlo in pasto al primo che passa tanto per alleggerire il carico delle giornate. Perchè “Cene tempestose” è il nostro libro. Non è un manoscritto inviato random a 1000 editori, no. E’ stato fin da subito scritto per lui, seguendo le sue indicazioni di essere entomologo e Mennea e nessun altro potrà mai pubblicarlo, neppure se facesse un buon lavoro di editing e lo vendesse a 10 euro. “Cene tempestose” è la zattera che ci traghetterà lontano, è il ponticello che ci unisce quando il  mio essere “diva capricciosa” e il suo essere “editore generale” sembrano portarci agli antipodi.

Perchè quando si litiga si dicono cose ingiuste, ma magari un po’ ci si prende.

Perchè quando si litiga comunque vada si perde del gran tempo, come quando a scuola mi ritrovavo con i remasugli di esercizi da fare a casa. Per cui ora la tabella di marcia della stampa è un pelino in ritardo.

Ciò che ci siamo scritti rimarrà tra noi due, però una frase la voglio condividere per il tifo che avete fatto ieri, e spero che Sergio sarà d’accordo, “Cene tempestose” è

 una Rolls Royce con le maniglie al contrario, quindi inutilizzabile, per poco, ma comunque così.

Io questa definizione la trovo stupenda e se non avessimo discusso non sarebbe saltata fuori. Ecco ora Sergio sta raddrizzando le maniglie. Considerate anche che ormai vengono pubblicate solo utilitarie che magari avranno le maniglie montate giuste, ma sempre macchinette rimangono.

Litigare prevede la solita menata del “quanto è bello poi fare pace”. Proprio come tra fidanzati, anche se in effetti vi confesso che Sergio non ne può talmente più delle mie bizze da morosa tempestosa, da avermi scritto che in fondo, se gli editori fossero come i fidanzati, lui sarebbe sostanzialmente gay…

Invece io ci sono, ci resto e concludo dicendo che 20 euro pochi o tanti che siano, saranno molto ben spesi, non li rimpiangerete mai. Un bacio grande. Oggi è venerdì e quì tocca pulire la casa.

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17 thoughts on “Donne tempestose

  1. Leggendo qs post ho pensato: caspita come e’ ben scritto . Il libro se è solo la metà bello ed efficace di questo post li vale tutti i 20 euro anche se una cifra che fa un po’ impressione. Ho apprezzato molto il coraggio delle tue affermazioni di ieri. Immaginando pure quanto sia grande il sogno di vedere cene tempestose racchiuse in un volume, hai rischiato. Brava. E bravo pure il tuo editore . Aspettiamo tutti qs libro. Io spero ci sia pure un edizione ebook per i tuoi fan espatriati .

  2. Mnkia! Il libro non varrà i soldi spesi, forse, ma questo lo giudicheremo dopo averlo letto, tu vali tantisssimo ed è per questo che lo compremo a scatola chiusa. E pure tu Sergio, vali tantisssimo, e credo di non dover aggiungere altro.
    Mo’ state buoni se potete, e se non potete: uno lo mando dietro la lavagna (che sta attaccata al muro) e l’altro lo mando fuori nell’andito a prendere il fresco.
    Vi consiglio di prendere tanto valium, ormai tutto quello che avevate da dirvi lo avete detto. Fra poco è Natale, il libro sarà in stampa e noi saremo felici di leggerlo. Amen

    • Ecco che interviene la prof. Mi pare giusto, meno male che ci sei Speranza, ti aspettavo proprio dopo la faccina triste di ieri.
      @ Per tutti, scusate se non ho più risposto a ogni singolo commento ieri, ho comunque chiaramente apprezzato ogni parola, l’efficace confronto, lo scambio di opinioni diverse e sempre ben argomentate. Grazie a chi lo comprerà, chi non lo comprerà e magari se lo farà prestare, sento il vostro tifo forte e generoso. Questo per me è importante, per questo ho scritto il post di ieri, quasi un autogol, ma doveroso perchè la mia ansia era che qualcuno tra voi arrivasse magari a pensare “madò guarda questa qui 20 euro ma cosa si è messa in testa?”

  3. che giornataccia oggi!
    continuo a dirti che hai fatto bene ieri… e anche quello di oggi è un bel post….
    su amica… rilassati… non pensare ad altro… aspetta la stampa (allora quando? 11? oltre?)… e goditi il momento!

    • eh rilassati Rita, mica facile, pensa che sta mattina si è pure accesa una spia nell’auto (nuova ma già si è visto che è un acquisto sfigato) “difetto motore” ci manca solo che non riusciamo andare da PaSiTa… noooo non ci posso pensare.

      • noooooo non pensarlo neanche!
        quella di vittorio lo fa pure… portata più volte e dicevano che avevano risolto… ed invece no…. ormai ci conviviamo!
        buon sabato… io scappo a lavoro!

    • capisco tutto tranne xenoci, ah no mentre lo scrivo traduco ginocchi, in effetti il veneto dovrei metterlo tra le lingue straniere che conosco : ) grazie mille

  4. Un libro, quando si decide di affidarlo a un editore, non è più del tutto nostro, è della squadra e ogni tanto nelle squadre si litiga, ma l’importante, quando la gara comincia, è poi correre tutti nella stessa direzione. Un grosso in bocca al lupo a te e a Sergio.

  5. Io non ho detto che preferirei essere gay, oppure no, ho detto che se l’editore fosse un fidanzato io dovrei essere gay o come minimo bisex, perchè ho più scrittori che scrittrici.
    Ma Il testo viene prima di tutto, per noi lettori, perchè è nostro, perchè è dentro la nostra testa che quelle 100000 parole proliferano incontrollate, fino a divenire 1000000, 1000000000… Dunque, siamo noi lettori che produciamo il vero testo: e perchè tutti noi possiamo farlo, il pre-testo (il libro) deve essere perfetto.

    Ogni imprecisione è un abbandono, figlio della vanità e contrario all’amore.

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