L’arrivo di Natallia

La mattina è volata in un soffio, avevo la spesa da fare, la farmacia, delirio di gente ovunque. E tre belle buste di regali natalizi arrivati giusto giusto prima che lasciassimo casa (grazie di cuore Barbara, Sabrina e Anna e scusate per questo ringraziamento via blog ma non c’è stato modo di fare altro). In auto mettono “The boxer” e a 200 metri da casa sto già piangendo. E poi di nuovo in prossimità dell’aeroporto quando ascolto “One” degli U2. Sì, hanno proprio ragione: love is temple love is a higher law!

Spesso i miei lettori mi dicono di apprezzare molto la mia sincerità nel blog, sì lo sono sempre e anche oggi vi dirò che l’incontro non è stato tutto cuoricini e stelline. Abbiamo atteso un’ora agli arrivi, con la nostra amica e, nel frattempo è arrivato anche – lo ricorderete – Harry Potter il benefattore, l’uomo dei tablet che sta ospitando altre due ragazzine del gruppo di giugno, ma seguendo una procedura che mi pare piuttosto da sprovveduti (per non dire incoscienti!) E quando Natallia finalmente ha varcato la porta era bellissima in versione invernale con un berretto dal grande pon pon con i fiocchi di neve e il piumino bianco, l’ho abbracciata di slancio, ma lei sembrava più interessata a Harry Potter e al suo regalo, ancora una volta tecnologico, una macchina fotografica! 

La giornata poi è stata una corsa agli ostacoli: commissariato (altro macello per la dichiarazione che il minore extracomunitario soggiornerà a casa nostra, vogliono persino la copia del rogito!), finalmente a casa dove le bimbe si sono scatenate mentre noi grandi mangiavamo qualcosa (le bimbe han detto di non avere fame) e poi abbiamo accompagnato Francesca e Karyna, ci siamo fermati un po’ da loro e rincasando siamo passati dal centro commerciale perchè le mancano alcuni capi invernali.

Eccoci di nuovo a casa, l’ho infilata nella vasca e l’ho riempita oltre che di acqua di stelline di sapone che l’hanno incantata ed è tornata ad essere la Puffolona. Abbiamo cenato presto perchè Natallia aveva fame, ora sta un po’ giocando, mentre la seconda lavatrice va a pieno ritmo ed io che, figuriamoci ho pure l’immancabile ciclo, sono un po’ distrutta e anche preoccupata che il soggiorno si riveli troppo faticoso, anche se ci sono momenti in cui mi perdo nei suoi tratti che ho notato cambiati.  E’ cresciuta e la sua pelle è ancora più trasparente di come la ricordassi. Mi immergo nell’amore che è un tempio e a volte si fa fatica a contenerlo ma anche a gestirlo. Eccola è sul letto, mi ha chiesto dei colori e della carta, la comunicazione è efficace, e mi sono ricordata della mia grande scatola di matite che ha le è piaciuta molto, le ho chiesto di disegnarmi “ramaska” cioè dei fiori ed è lì con la testa bionda china sul foglio, quei capelli meravigliosi che aspettano in viParrucchiere ( e lui aspetta lei!) e finalmente si è tranquillizzata. 

Non so come andrà… 

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13 thoughts on “L’arrivo di Natallia

  1. Keep calm, dear, and have fun with the Puffolona 😉
    Respiro di sollievo per busta a destinazione (che già temevo stesse vagando per l’indefinito nord-ovest italico). Baci

  2. Ciao Sandra, conosco abbastanza bene realtà simili a quelle da cui arriva Natallia, e purtroppo se già é facile comprare un ragazzino con la tecnologia, con loro lo é molto, molto di più. Harry Potter dimostra di non aver capito un tubo, mi spiace dirlo ma la penso così. Tu però non rimanerci male; stai costruendo con lei un rapporto forse più difficile ma che avrà basi molto più solide (mi vengono in mente le case dei tre porcellini). Come tutti i rapporti più preziosi anche questo darà i suoi frutti sul lungo periodo, e tu sarai ripagata di ogni momento difficile. Sei una gran donna, ti abbraccio forte anche se non mi conosci perché questo é solo il secondo commento che lascio. In bocca al lupo!!

    • Concordo con miele… vedo che già i nipoti di mr Owl sono “comprati” dalla tecnologia e dal lusso: il loro zio preferito è proprio quello che li incanta con l’ultimo iphone o con l’auto più grossa. Quindi figurati che potenza devono avere queste attrazioni per un bimbo che proviene da una realtà in cui questi beni sono ancora più scarsi e più segno di distinzione sociale…

  3. Andrà bene vedrai.
    Che non vuol dire tutto liscio, quello è un “bene” artificiale.
    Sarà ricco pieno intenso ed a tratti difficile e pesante.
    Che poi è la vita, no?

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