Qui, ora.

Sono le 22.52 Emanuele sta accompagnando a casa Karyna dopo che i nostri amici l’avevano portata qui verso le 16. Karyna è una bimba di una dolcezza infinita che, al mio rientro dall’ufficio, ha continuato ad abbracciarmi dicendomi “Sandra bella!” 

Ho fatto una doccia con i fantastici cosmetici di http://www.kiehls.it  che ho trovato sotto l’albero, da parte dell’Orso marito. Ecco, non c’è stato modo di raccontarvi dei regali, che sono stati tanti e meravigliosi! Un po’ grazie alla magia di queste fragranze, profumava tutto il bagno, mi sono ripigliata, ma a dire il vero è durato pochino.

Già, come previsto era stata una giornata stancante con la ripresa del lavoro (qualche piccola novità, ma ho fatto bene ad andarci: ho smaltito l’arretrato e il 7 sarà meno traumatico), il pranzo fuori con Natallia e Emanuele che sono venuti un salto in azienda. Grandi attacchi di puffoloneria acuta, momenti di splendida tenerezza, gesti bellissimi come richiamarmi indietro per un nuovo saluto, baci abbracci, mi hanno ripagata della rognosità di ieri. Questo fino a quando, poco prima di cena, Natallia si è stortata di nuovo per un giusto rimprovero. Per il caffè è arrivata la coppia che aveva ospitato Karyna a giugno, con i genitori di lui, che, a loro volta, hanno ospitato in passato per 7 anni. Lei era visibilmente commossa, del resto alla partenza era, con me, quella più disperata, avvolta in una nuvola di lacrime. Abbiamo ricordato quei momenti e mi ha chiesto: “sei pronta a piangere ancora, lunedì?”

Non sto pensando a quel volo, una parte della mia testa è costantemente presa da altro, mentre si fa strada in me la voglia di dedicarmi alla scrittura come atto consolatorio e terapeutico, ancora una volta. Non so neppure se a giugno ospiteremo un altro bambino con l’associazione, decideremo più avanti, quando saremo messi alle strette dalla tempistica prevista dalla burocrazia.

E’ stato così strano, surreale, avere Natallia qui per le feste. Istintivamente ne parlo già al passato, Giorni densi, volati eppure lenti, vestiti di bimbetta di nuovo appesi sullo stendino, confusione, io che non so più cosa cucinare, io che la soffocherei di baci e poi mi scappa un “porca troia BASTA!” non potendole dare uno scappellotto sul sedere quando davvero supera la misura, io che ho lasciato che la vita mi guidasse lungo la strada più difficile, passando attraverso una questura ostile, per averla, per essere ancora una volta una mamma in prestito. 

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5 thoughts on “Qui, ora.

  1. Pro e contro.
    Difficile fare un bilancio, ma questa esperienza ti ha reso più ricca, umanamente parlando. Saerbbe però riduttivo e sciocco pensare che sia solo pura felicità, perchè il risvolto della medaglia c’è ed è duro e pesante, non ne dubito.

  2. La scrittura e i libri aiutano sempre a fare ordine nelle emozioni.
    La cosa bella è, e resta, vivere e provare tutto questo.
    Lieta di averti trovata,
    A presto!
    Anna
    🙂

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