Amiche e scrittura

Sorseggio il terzo caffè della giornata. Sono le 15.33 e siamo appena rientrati da un pranzo con amici, organizzato da settimane.

Loro, loro femminile C. e G., sono due amiche con le quali ho condiviso il banco al primo corso di scrittura creativa, esattamente 15 anni fa. Hanno 18/20 anni più di me, quindi avevano circa la mia età attuale quando ci siamo conosciute. Ero single e fu simpatia immediata, da lì un’infinità di pizzate, cene casalinghe, aperitivi, cinema. Soprattutto parole. Ho conosciuto i loro mariti e quando Emanuele è entrato nella mia vita siamo diventati un gruppetto molto affiatato. C’erano al mio matrimonio e la figlia di una coppia ha preso il bouquet!
Ci siamo un po’ persi di vista quando noi ci siamo impantanati nel disastro dell’infertilità, in quel periodo ho trascurato molte cose, persone, ma l’amicizia con loro è di quelle vere per cui basta un attimo per riannodare il filo.  Ero al telefono con C. quando sono crollate le torri gemelle. Le lezioni di scrittura le ricordiamo spesso come un trampolino verso un’amicizia importante che è fatta anche di indulgenza e accettazione, perchè nessuno è immune da difetti e colpi di testa.

Poi il marito di C. uomo bellissimo, di cinque anni più giovane di lei, una coppia di quelle che indichi come esempio di amore assoluto, affinità elettiva e completezza spirituale, si è ammalato improvvisamente e nel giro di pochi mesi l’abbiamo salutato in una bara. Un anno fa. Una cosa tremenda, di quelle che non ti spieghi, di quelle che un attimo prima eravamo lì a organizzare una cena al ristorante greco e non c’è stato il tempo. Un uomo che non può aver trascurato la propria salute, perchè laureato in farmacia qualcosa ne sapeva.

E mi vengono in mente mille momenti insieme. Un pomeriggio di caldo tremendo, passeggiavamo verso Porta Volta, dovevamo scrivere un pezzo sul colpo di scena per il corso, che nel frattempo aveva raggiunto il livello di “avanzato” con nuovi compagni di classe odiosi che ogni volta la buttavano in “competizione”, trasformando le esercitazioni in una guerra. E io immaginai…

“Vorrei tagliarmi i capelli come quella ragazza là in fondo.” disse Sandra “Dici che starei bene?”

L’amica rispose che le sembrava un taglio un po’ difficile da tenere, lavandoli in casa. Si voltarono ad osservare meglio la giovane bionda, con i capelli tagliati asimmetricamente, sparati in su.

Sandra fece una smorfia verso lo specchio. Forse era meglio pensare a qualcosa di più pratico. L’accompagnatore della bionda di spostò verso il ricco espositore di caramelle. Era un ragazzo carino con gli occhi verdi. Claudia pensò che erano proprio una bella coppia.

“E’ una rapina, non muovetevi o ammazzo questa qui!” Il ragazzo con gli occhi verdi afferrò Sandra per un braccio, poi le strinse la gola, puntandole contemporaneamente una pistola alla tempia. Un velo di paura e silenzio avvolse il bar.

“Fermi tuttiiiii!!!!”

Sembrava uno squilibrato isterico, ma non un drogato.

Un colpo partì, forse accidentalmente, o forse no.

Il cervello di Sandra esplose in una massa rossa e vischiosa. Il bicchiere cadde a terra e si frantumò, le schegge volarono ovunque, la cedrata cosparse il pavimento.

Non avevano neppure cominciato lo shopping.

Un componimento, poi un racconto, poi un romanzo intero che partecipò senza fortuna a un concorso indetto da un celebre editore ora mezzo fallito. Tante revisioni, invii agli editori, numerose proposte di pubblicazione dietro contributo e nient’altro.

Molti personaggi ancora nelle mie cartelle e vita nuova per uno di loro, perfetto per “Cene tempestose”.

La prima stesura risale al 2003, mai gettare la spugna, quando si sente che un lavoro ha valore.

Credo che ciò che faccia davvero la differenza tra scrivere con impegno serio e scrivere per dare sfogo al proprio “Io” super-ego-dotato sia saper giudicare i propri lavori dal profondo. Un vero scrittore legge tanto (gli pseudo scrittori dicono di non aver tempo per leggere perchè troppo occupati a scrivere il capolavoro del secolo), scrive tanto, ma butta tantissime pagine.

Annunci

8 thoughts on “Amiche e scrittura

  1. A proposti di amicizia, questa notte ti ho sognata. Ti venivo a trovare, di sorpresa, citofonavo e dicevo: Sono Francesca! Tu mi facevi salire e prendevamo un te, in compagnia di alcuni tuoi amici. Che bel sogno, Sandra!

  2. La cosa più bella che regala la scrittura sono le nuove amicizie o il poter approfondire quelle esistenti. Gli invii finiti nel nulla, le pagine riscritte mille volte, poi, fanno parte del gioco. Le storie possono anche passare. Le amicizie restano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...