Piccoli obiettivi

Piccoli obiettivi

Gli ultimi giorni non sono stati facili, nel senso che emotivamente ho dovuto fare i conti con cose nuove e vecchi fantasmi e sono rimasta intrappolata dentro dinamiche mentali pericolose. Sono stata indecisa se farci un post (già composto in parte nella mia mente) o lasciar perdere. Pubblicandolo avrei sfruttato il potere terapeutico della scrittura e della condivisione, mentre se non l’avessi fatto non mi sarei esposta all’opinione pubblica, con argomentazioni molto intime. Ho scelto quest’ultima soluzione, anche perchè, pian pianino ho cercato di scendere a patti e fare pace con l’ondata che mi ha travolto e credo di esserne fuori.

Ho pensato di mostrarvi ugualmente la foto che avrei abbinato al post mai pubblicato: io e Emanuele a Positano nel luglio 2012, dopo una gran scorpacciata di paranza, io mezza ubriaca, reggo niente, tornata in camera, passai un po’ di tempo sdraiata a cantare, sulla melodia di Battiato: “e gira tutto intorno alla stanza con la paranzaaaa!” Eravamo felici. Il giorno seguente, poco prima di buttarmi in quel mare verde, lo squillo del cellulare avrebbe stravolto tutto: mia madre mi avvisò che avevano trattenuto mio padre in ospedale per il primo ciclo di chemio. Stavamo cercando di tornare alla luce, dopo il tunnel del decreto di non idoneità alla genitorialità adottiva che era arrivato 4 mesi prima, nella stessa settimana in cui avevamo avuto la terribile notizia circa un grosso peggioramento della già compromessa salute di mio padre, nella stessa settimana in cui un ritardo di 8 giorni mi aveva illusa circa una gravidanza. Dopo quella telefonata la vacanza prese una piega diversa, perdemmo la spensieratezza e considero da sempre questa foto lo spartiacque tra il prima e il dopo, non solo del soggiorno sulla splendida costiera, ma di molto altro.

Risolvendo i nuovi cataclismi interiori, considerato che mio padre è vicino e accudito alla perfezione, ora ho dei piccoli obiettivi che forse potrei anche tentare di raggiungere, fermo restando che papà è la mia priorità assoluta. Vorrei essere meno stanca, quindi andrò a dormire prima e mi vieterò di stirare dopo le 22. Vorrei riprendermi un pezzetto di vita, anche se non mi allontano mai da Milano, per poter essere reperibile e arrivare in tempi brevi in caso di necessità. Cosa che, purtroppo è già successa più volte. Ho rinunciato a molte occasioni di uscita, declinato inviti e non sto certo recriminando, rimane ancora impossibile fare grandi progetti, e quando si contattano gli amici per proposte last minute, le uniche ipotizzabili attualmente, di solito non sono disponibili, perchè, soprattutto in città, si programma con largo anticipo.

In ogni caso in virtù di quanto sopra questa mattina invece di cazzeggiare sui blog, come facevo un tempo la domenica, ho stirato tutto (e non era poco!) alle 14 eravamo fuori casa, abbiamo scelto una sala cinematografica a sole 3 fermate di metrò dall’hospice, in modo che, dopo lo spettacolo, saremmo potuti passare da papà, come abbiamo fatto.
Questo il film:
http://www.youtube.com/watch?v=4Iyc54Bkeqk

deciso senza conoscere la trama, perchè io e Emanuele amiamo molto Ozpetek, e ancora una volta lo stupore di fronte a una storia che ha parlato (piccolo spoiler) di qualcosa che sto conoscendo molto bene, certi corridoi mi parevano quelli che ormai fanno parte del mio quotidiano. Eppure non ne sono rimasta affatto turbata, è un film che merita molto e mi ha dato nuove chiavi per vivere.

Prima del film shopping improvvisato: scarpe con tacco in saldo! E un caffettino con, ma sì dai, un piccolo cannoncino alla crema.

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13 thoughts on “Piccoli obiettivi

  1. Brava Sandra! Riuscire a riposare e a staccare un po’ fa un gran bene e ti dà la forza di reggere. Io non ho potuto staccare per due mesi interi, che mi sono parsi secoli, ma, nonostante la stanchezza accumulata, sono contenta di non aver staccato. Nel mio caso è stato giusto così. Un abbraccio forte da noi.

  2. Lavorando con Ecomuseo, un’associazione culturale in cronica mancanza di fondi, ho imparato una sorta di formula magica che non si applica solo al lavoro: “obbiettivi prendibili”.
    Non importa se la mela più bella è quella in cima all’albero, senza una scala non la si raggiungerà mai. Quella sul ramo basso ha preso meno sole, ma allungando la mano la si può prendere. Ed è meglio un frutto un po’ acerbo che nessun frutto. Se non si pensa a quella più in alto, si scopre che è anche buona.
    Obbiettivi prendibili è quindi diventata la mia filosofia di vita.
    Un abbraccio forte forte a te e a tutta la tua famiglia!

  3. Ringrazio te (anche) per questo post e Tenar per il suo commento, davvero, di cuore! Ti abbraccio fortissimo e ti auguro buon lunedì! Daniela

  4. Ciao Sandra, scrivo e le leggo poco, stare al pc è diventato una vera tortura, non so davvero più come mettermi, ma sappi che ci sono lo stesso. Piccoli passi, piccoli obiettivi. Ti abbraccio forte. Buona settimana

  5. io credo che quella Sandra lì, quel suo lui, prima o poi ritorneranno come quelli della foto, come quella sera lì, felici, in quel modo, con quella leggerezza lì, nonostante tutte le difficoltà affrontate insieme. Ve lo auguro tanto. la tua filosofia mi sembra vada nella direzione giusta. E le scarpe con il tacco ne sono un’ottimo esempio 😉

  6. Me la ricordo bene questa foto e la paranza. Quanto tempo e’ passato, eppure certe emozioni (e certe indignazioni su certi decreti) sembra siano successe ieri…Ma tu sei una donna piu’ forte di ieri, e hai fatto tanta strada, cara Sandra. Soprattutto ora che non stiri piu’ dopo le 22 ;-DD
    Ti abbraccio forte

  7. A quell’epoca io ancora non ti conoscevo. Oggi sì e continuo a rimanere basita per un decreto che non capisco, né capirò mai. Sono mamma adottiva, ma non conosco nel dettaglio l’iter italiano e sinceramente, ne sono sempre più felice. E’ una vergogna e uno schifo.
    Tu sei indubbiamente una donna coraggiosa e insieme a tuo marito, formate una coppia solida e forte. Quella foto è stupenda.
    Lo shopping improvvisato è un’ottima cura, i tacchi idem.
    Ti abbraccio con affetto

  8. Ci sono momenti nei quali sembra davvero che piova tutto addosso assieme e non è una constatazione solo mia, ma di molte persone. Penso che la ricetta migliore sia fermarsi un attimo, fare un bel respiro e ripartire dalle piccole cose anche se pure quelle sembrano insormontabili! Per me non si tratta di accontentarsi, ma di accettare gli eventi per quello che ci possono dare. Ottimo il binomio caffè, cannoncino e shopping, fa bene all’anima.

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