La verità è che mi sento morire dentro (cit.)

La verità è che mi sento morire dentro (cit.)

La verità è che avere un familiare gravemente malato senza prospettive è emotivamente una prova troppo dura. E quando ti sembra di non reggere più anche a livello di stanchezza e fatica fisica devi gestire il senso di colpa perchè invidi chi progetta le vacanze, mentre tu non puoi permetterti di farlo e allora pensi di essere davvero una gran stronza a desiderare una tregua.
La verità è che da novembre vari ospedali e hospice sono al centro di tutto e spesso non appena si è trovata una soluzione, un nuovo tracollo ha scompaginato l’intera organizzazione e ora pagherei per riavere momenti che, mentre li vivevo (come quando mi sono trasferita dai miei per alleviare la notte a mia mamma) avevo giudicato pesantissimi.
La verità è che qualche boccata d’aria, come uno svago extra, non cambia la situazione di un grammo, ma magari aiuta l’umore e se non posso uscire perchè sono in malattia e rinuncio a qualcosa, mi pesa il triplo.
La verità è che un sacco di persone mi sono vicine e io non finirò mai di ringraziarle, ma mi fanno tanta rabbia gli assenti ingiustificati, soprattutto se si tratta di gente che da me ha avuto abbastanza, in alcuni casi anche parecchio.
La verità è che provo un senso di disagio pensando ai continui rimandi dell’uscita di “Cene tempestose”, ma baratterei volentieri tutto ciò che ho scritto, se questo potesse far guarire mio padre.
La verità è che se credo di essere nella fase di accettazione in realtà tutto questo non lo si può accettare mai e al massimo sono nella fase di “protezione”: ogni tanto evito di pensarci, mi distraggo in qualche modo per proteggermi dalla disperazione.
La verità è che poi vai avanti, ma solo perchè in fondo non ci sono alternative.
La verità è che per papà saremo sempre le sue bambine, le più belle del mondo!

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33 thoughts on “La verità è che mi sento morire dentro (cit.)

  1. Mamma mia come siete belle!
    In giornate come queste non c’e’ che vegetare al sole e cercare di ricaricare le batterie…non c’e’ modo di andare fuori a prendere una boccata d’aria?
    Ti abbraccio forte, cara.

  2. cosa si può dire in qs momento? nulla. Mi spiace davvero tanto. Io vivo sempre con la paura, vista la mai lontananza, di come dovrò affrontare certe situazioni. Mi piace la terapia della protezione. E voi siete due bimbe bellissime…un abbraccio

  3. @ Grazie Girls, avevo bisogno di scrivere un post che spiegasse un po’ la situazione senza tanto girarci intorno, nè scadere nel melodramma. Sì eravamo bellissime, ci siamo parecchio guastate col crescere.

  4. Quando vivi nel mondo parallelo della malattia è normale aver voglia di pensare a progetti piacevoli, a come sarebbe se con un colpo di spugna tutto il male si dissolvesse. Occorre proteggersi, non saremmo di aiuto diversamente.
    La malattia mette un luce anche priorità e amicizie, con i miei genitori è stato così e chi abbiamo perso per strada non lo abbiamo mai rimpianto.
    Ti abbraccio, ma proprio forte, come fossi di nuovo quella bellissima bambina.

    • Non si può vivere immersi in una simile atmosfera 24h. Tu ci sei, per il tuo papà, anima e corpo. Sei lì, e soffri con lui e per lui. Non sentirti in colpa se cerchi requie, in fondo se vuoi essere utile devi essere riposata e serena, quindi si a qualche piccola fuga, appena possibile, per poi tornare al tuo posto accanto ai tuoi cari con più forza Un abbraccio da una lettrice silenziosa.
      Chiara

      • Bridigala, mi ricordo perfettamente di te, una volta ci eravamo scambiati delle mail, tipo un secolo fa : ) e vieni dal blog di Libby, correggimi se sbaglio o ti confondo (spero di no: farei una figuraccia!!!!) Un abbraccione

      • Si, vengo dal blog di LIbby, ed ho un blog su libero. Non credo però che ci siamo mai scambiate delle mail, in ogni caso ti leggo con piacere, ed ora ti sono vicina, almeno col pensiero, visto che fisicamente non ci arrivo.

  5. Di nuovo un abbraccio forte forte, al di là delle parole, che in questi momenti è difficile trovare, spero che ti arrivi il mio pensiero e il mio affetto

  6. “CENE TEMPESTOSE”, una splendida commedia brillante che parla della vita di tutti noi, uscirà presto per i tipi e per i MODI di IBUC.

    I MODI di IBUC non sono quelli degli scrittori, ma quelli di una Casa Editrice (IBUC) che fa IN MODO GRATUITO il miglior mestiere possibile di una Agenzia Letteraria, cioè GARANTISCE IL LETTORE sulla qualità DRAMMATURGICA E LINGUISTICA di ciò che si legge, e sempre GRATUITAMENTE il lavoro di chi PUBBLICA, trovando la carta, la stampa, la grafica e la distribuzione GIUSTA E POSSIBILE di opere TRASFORMATE CON CURA E PROFESSIONALITA’ PER ARRIVARE A DIGNITA’ DRAMMATURGICA E LINGUISTICA.
    Tutto ciò FINORA, e finché riuscirà.

    Ciò AVVIENE per il BENE del LETTORE (questo deve garantire la funzione editoriale).

    NON AVVIENE per l’utile dell’editore IBUC (che spende a opera circa 10000 euro con la possibilità remota di rientrare forse di 2000. Spiegazione: né IBUC nè Mondadori vendono in media più di 100-300 copie di un’opera letteraria di un madrelinguista italiano, il resto sono BALLE o microscopiche eccezioni. Da 100 a 300 copie di vendite: questa è la verità).

    NON AVVIENE per la vanità dello scrittore (che rappresenta un fondamentale SERVIZIO al lettore – ovviamente se non INQUINA con errori di grammatica, sintassi, lessico e con povertà drammaturgica: in tal caso, non avrebbe ragione di esistere nel panorama dell’offerta di lettura, e dovrebbe rimanere nel privato del suo cassetto o memoria di PC).

    I TEMPI di IBUC sono dovuti al necessario lavoro di pulizia delle opere, che arrivano a IBUC spesso in condizioni tragiche.
    IBUC, per il bene del LETTORE, come sanno e hanno sempre saputo gli scrittori e scrittrici di IBUC Faé inclusa, dopo un training di scrittura come quello su un’opera (che costa a IBUC una per l’altra almeno 10000 – 2000 = 8000 euro a scrittore per la prima opera) chiede solo CORRETTEZZA, cioè che lo scrittore non si APPROPRI del lavoro fatto dalla Casa Editrice (che per IBUC include il lavoro d’Agenzia Letteraria) e SALUTI, ma segua QUANTO MENO la PAROLA data. Che, oltre a quella contrattuale, in sostanza è: io IBUC ti faccio 8000 €. di formazione gratis di scrittura, caro scrittore e scrittrice (e solo tu e io sappiamo quanto ne hai bisogno!), che PAGO IO, e tu almeno rispetti quello che hai detto, cioè per esempio fai con me un’altra tratta di strada insieme (il prossimo romanzo, ad esempio) sempre GRATUITAMENTE da parte mia… E non vai SUBITO a farti bello/a altrove di ciò che hai imparato qui.
    Ecco allora che se qualcuno dice “Il prossimo romanzo eccolo qui…”, e SA TUTTE QUESTE COSE, poi aspetta che tu gli completi la FORMAZIONE e, appena riceve il lavoro finito, ti scrive magari in pubblico (nemmeno ti parla prima in privato…) che ha trovato l’agente letterario della sua vita, e che non è IBUC, ciò non è corretto.

    Detto questo, “Cene tempestose”, che è una SPLENDIDA COMMEDIA BRILLANTE dopo la prima, seconda e terza stesura, il lavoro di revisione drammaturgica e linguistica svolta da IBUC, pesantissimo come avete saputo da Sandra, uscirà il

    14 APRILE 2014

    e sarà disponibile:
    1. presso la scrittrice, che gode di uno sconto sulle copie CHE VUOLE ACQUISTARE (nessuno la obbliga) del 30%,
    2. presso IBUC (sconto 20% con ordine diretto ibuc@ibuc.it poi bonifico, o Paypal da http://www.ibuc.it) – in circa 48 ore dal pagamento o
    3. presso i principali negozi online (IBS, e altri) che fanno politiche di prezzo autonome ma che prevedono anch’essi sconti.

    Purtroppo, e non dipende da IBUC ma dal monopolio Mondadori-Feltrinelli-Rizzoli-Mauri Spagnol (la banda dei 4) che domina peggio del Principe Giovanni il mercato editoriale italiano, IBUC ROBIN HOOD NON E’ IN LIBRERIA (meno che non acquistino come sopra): le principali catene non ci vogliono (sono proprietà tutte della banda dei 4, e noi facciamo paura perchè siamo bravi, onesti e chiari) e le piccole librerie sono in gran parte scorrette dal punto di visto commerciale (praticamente cercano di non pagare, ma il libro lo prendono e lo vendono, e a IBUC invece costa farlo, stamparlo e inviarlo).

    Non perdetevi “CIME TEMPESTOSE”, è la prova di come una buona lettura dipenda dal lavoro dello PRIMO SCRITTORE (Faé, nel caso specifico), del PRIMO LETTORE (l’Agente letterario, IBUC nel caso specifico), dell’ULTIMO SCRITTORE (colui che effettua fisicamente le decine di migliaia di variazioni necessarie su un testo letterario, nel caso specifico i professionisti di IBUC che hanno operato su quel testo, documentati con nome e cognome all’interno dell’opera stessa) ma soprattutto

    DEL VERO “SCRITTORE”, che siete VOI LETTORI!

    PERCHE’, CARE LETTRICI E CARI LETTORI, è NELLA VOSTRA TESTA che le 90000 parole di Faè, IBUC e dei professionisti della Casa Editrice esplodono in MILIONI E MILIONI. Il testo lo scrivete davvero VOI, lettrici e lettori. Ed è della vostra fantasia, carissimi amici, che vi divertite, grazie al BUON SUPPORTO CHE L’INIZIATIVA EDITORIALE VI FORNISCE.

    Un abbraccio a tutti, sani e malati, prolifici e non prolifici: tutti abbiamo malati in famiglia e per combattere la peste del secolo, il tumore soprattutto, dobbiamo trovare la forza dentro di NOI DELL’ONESTA’ E DELLA CORRETTEZZA, prima condizione di vera SALUTE.

    Sergio Bevilacqua, IBUC EDIZIONI.

  7. Ti abbraccio e ti penso tanto. Purtroppo so per esperienza cosa stai passando e tutti i meccanismi che ci sono dietro ai giorni che stai vivendo. Non c’è soluzione, si vive ogni giorno attimo per attimo come in un tunnel, e anche la primavera sembra un’assurdità.

  8. Siete bellissime e non sapendo trovare le parole giuste, per paura di essere banale ti mando un grandissimo abbraccio!!!!
    Ti sono vicina davvero tanto, ciao Sandra!
    Gio’

  9. Manco da un po’ e non sapevo che stessi attraversando un così brutto periodo. Non posso fare altro che mandarti un abbraccio. Mi spiace.

  10. Ciao Sandra!
    Nessuno meglio di me può capire cosa provi, davvero! Quando ti senti il mondo crollare addosso e il pavimento franare sotto i piedi, contemporaneamente, e non hai appigli a cui aggrapparti. ❤ ti sono vicina, davvero con tutto il cuore.

    So che non è un buon momento ma seguo sempre il tuo blog con piacere e ti ho assegnato un piccolo premio. http://leparolesegretedeilibri.wordpress.com/2014/03/30/liebster-award-2-0/

    Un abbraccio grande ❤

  11. Non ho parole cara Sandra. O forse le avrei, dentro di me, ma ci sono cose che non sono ancora riuscita ad elaborare.
    Ti abbraccio forte.

  12. Mi dispiace tanto Sandra. L’unica cosa che mi viene in mente, è che tuo padre c’è. Nonostante la grande stanchezza e il sacrificio, cerca di godere ogni momento in sua compagnia.
    E’ un uomo fortunato, ha due figlie bellissime e quella che conosco, posso dire che lo è anche dentro!! Ti stringo con affetto

  13. Davvero, tuo padre è fortunato ad avere te.
    Foto dolcissima e le tue parole mi hanno davvero colpita.
    E mi dispiace perchè davvero non so cosa fare per poterti aiutare in qualche modo.
    Un bacio grande!

    ( sono Sabrina – Carta e Cuci. Ora ho un account su WP)

    • @ Sabrina mi stai diventando moooolto social, non ti sto dietro!
      @ Tutte: Grazie di cuore a tutte voi, scusate se non rispondo a ogni singolo commento, oggi è stata davvero dura, ma con voi accanto a me è un po’ meno estenuante.

  14. La tregua che desideri si chiama “bisogno di normalità”. Sai cosa ero arrivata a dire? “Mi basterebbe una giornata in casa a fare le cose di sempre, persino pulire e accudire la marmaglia felina” e Marco ironizzando mi rispondeva: “uhhh, allora sei proprio messa male”. Eh, sì, Sandra, ero proprio messa male e sapessi il nervoso che mi davano i turisti estivi s-ciabattanti in massa verso il mare. Mi sembrava che la futilità aleggiasse ovunque. Pensavo che fosse ingiusto. Ma mi sono goduta (se di “godere” si può parlare) ogni singolo minuto con lei”, anche solo guardandola e accarezzandola mentre dormiva. Come ha scritto chi mi ha preceduta: godi di ogni attimo della sua compagnia. La normalità ritornerà, questi attimi purtroppo no.
    PS Ma chi è la dolcezza a sinistra? 😉

  15. Che bambine splendide! Tuo papà ne sarà stato veramente orgoglioso. E sono sicura che lo sia anche adesso. Un abbraccio

  16. Sandra sento tutto quello che dici sulla mia pelle. Tutto. Lo vivo da dentro e non sai cosa darei per non leggerle le tue parole e sapere che sei felice e che questa cazzo di primavera che non arriva mai, invece è già arrivata per te.
    un abbraccio

  17. 😦
    cara sandra, non ho parole…. non aiuta certo dire che e’ qualcosa con cui prima o poi faremo tutti i conti… e quando ci penso non posso fare a meno di chiedermi se saro’ ancora qui e precipito in un tunnel triste…
    come dice Eva, goditi tutti gli attimi con il tuo papa’….

    ti mando un abbraccio grandissimo

    e grazie per la foto meravigliosa

  18. Sai, probabilmente la cosa che a tuo padre farebbe più male sarebbe avere la certezza che il suo dolore sia anche il tuo. Che il suo dolore diventi ogni giorno più grande proprio perché va ad opprimere chi gli è più vicino. Ed è così, probabilmente. Ma una cosa puoi farla: per quello che puoi, ed è veramente tanto, regalagli ogni tuo sorriso, ogni momento di quotidianità apparentemente banale, la tua presenza. Fagli capire che in fondo non è mai cambiato nulla, e che lui per te ci sarà sempre, qualsiasi cosa succeda.

    (http://angolodiscrittura.wordpress.com/)

  19. Purtroppo è così e non c’è molto da dire, nè da fare. Bisogna solo cercare di sopravvivere. I miei nonni hanno vissuto con noi, molto malati, per quasi dieci anni quindi ho visto con i miei occhi su mia mamma gli effetti del trasformarsi in un’infermiera a tempo pieno 😦

    P.S. Eravate proprio carine! E praticamente identiche! O.O

  20. cara Sandra,
    in passato ti ho commentato solo per le avventure con la Puffolona, ma oggi meriti un abbraccio speciale, anche se sono una sconosciuta ti mando tanti in bocca al lupo!

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