La manutenzione straordinaria della vita

Io, che rompo l’anima agli altri quando non aggiornano il blog, rischio di fare peggio.

Ci sono le cose trascurate durante gli ultimi mesi di papà: dentista, idraulico e persino, ohibò la vista: è già ora di cambiare le lenti, di non vederci più, di scambiare gli 8 per 6 e i 6 per 5 e i 9 per 8 = 40occhio! Un disastro! C’è la burocrazia post-mortem, che non è l’ultimo giallo di Kay Scarpetta, ma la prima scocciatura dell’assurdo. C’è che si è rotto il pc dell’ufficio, già da giovedì, ma non si vedono aggiustaggi all’orizzonte, per cui viaggio con un portatile privo dei miei strumenti messi insieme in anni di lavoro meticoloso e tanta rabbia. Ci sono le “Cene Tempestose” da curare un po’.

C’è che oggi è un mese senza papà. Un mese che sembra un secolo o un secondo.

C’è che è vero quanto afferma S. Agostino che “la nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima.” (cit.) Oh quanta verità! C’è che il cimitero, nonostante ora le sere siano lunghe e luminose, non effettua un orario estivo, per cui consente l’ingresso fino alle 17.30. Allora approfittando del fatto che Emanuele doveva andare in Banca in pausa pranzo e il cimitero si trova circa lungo la strada, oggi mi sono fatta lasciare lì, e il bus interno mi è scappato sotto il naso, e papà avrà pensato “eccola, è sempre lei, che rincorre gli autobus per venire da me, come quando ero a casa, come quando ero in ospedale, nell’hospice lontanissimo e in quello cittadino!” Sono sempre io, sei sempre tu!

C’è che la manutenzione ordinaria della vita è una fatica per tutti, quella straordinaria un po’ di più, e io ora sto vivendo questa.

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15 thoughts on “La manutenzione straordinaria della vita

  1. Ti penso tanto, penso che io combinerei molto, ma molto meno di quanto riesci a combinare tu. Comunque non devi fare tutto, star dietro a tutto e tenere il passo su tutto: in certi periodi della vita bisogna darsi del tempo, la manutenzione straordinaria è molto impegnativa.

  2. Mi fai venire in mente “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un romanzo che ho amato molto e dove la manutenzione della moto è tutta una metafora esistenziale.
    Purtroppo non posso dire che la vita è la stessa di prima, si finge che sia la stessa, ma questa è solo la mia opinione legata alla mia esperienza.
    Bacio

  3. Verissimo, ricordo con orrere tutti quei documenti su cui riportare la data della morte, come se parlassimo di quando è scaduta la mozzarella di bufala 😦
    Ti abbraccio, proprio perchè “sei sempre tu”!

  4. Ti penso anch’io, e spero che in tutto questo lavoro i parenti siano solidali e determinati a rendere il “post” il meno traumatico possibile (posso solo immaginare quanta burocrazia e casini ci siano da sbrigare)…

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