Pensieri di un venerdì sera

Sì, la burocrazia post-mortem è un macello e se hai la sfiga di lasciare questa vita in periodo di dichiarazione dei redditi e pure peggio. Mio padre ordinatissimo, mia madre da sempre si affidava a lui, oggi a un certo punto dice: “ci vorrebbe papà!” Certo, ma se ci fosse, non saremmo in sto delirio. Però ho appena risolto una grana, grazie a un’amica, una che non si è tirata indietro mai. Invece quante assenze, quanta gente che, onestamente se sparisse dalla mie frequentazioni, ciao-ciao ne sarei contenta.

Vero è che esistono vari livelli di amicizia, e il termine “conoscente” è in disuso e allora “eh bella zio, siam tutti amici”. Invece no, ma è colpa mia, che sopravvaluto i rapporti.  

Forse ci sono: i conoscenti, i buoni conoscenti, gli amici e gli amici intimi. Le mancanze degli amici intimi però fanno malino.

Gli altri tutto sommato sarebbe stato bello, sarebbe stato giusto un “oh Sandra, mi spiace, oh Sandra come stai?” Ma in fondo, ora vivo in una dimensione totalmente nuova, e non m’importa davvero. Gli svaghi li preferisco proposti e organizzati dagli altri, non c’ho la testa.  Esco controvoglia ma poi non significa che non sappia distrarmi, apprezzo chi mi dice “grazie di essere venuta”, non è in effetti così scontato, me ne starei volentieri sola con pochi e coi miei amati libri.

Grandi consensi a “Cene tempestose”, posso riportare ben poco dei messaggi che mi arrivano. A parte il generico “bellissimo”, che fa sempre comunque un gran piacere, alcuni rivelerebbero parte del contenuto (oggi dicasi spoiler), altri sono troppo intimi del lettore stesso che ha trovato quel qualcosa che ha parlato solo a lui. Allora chiedo: “voto da zero a dieci?” E qualcuno mi ha risposto 1000, e mi ha abbracciata perchè ho saputo parlare di argomenti scomodi, senza scadere nel banale. Un commento però ve lo posso trascrivere: 

“adesso, dopo la Via Gluck, entrerà nel mito la Via Sapri! Bravissima!”

Domani il consueto appuntamento col post “Tutti in forma” non ci sarà, ma mi peserò!! Andiamo in gita al vecchio campo volo della gioventù del marito, eh sì Emanuele ha il brevetto di pilota per gli ultra-leggeri. Hobby ormai abbandonato, tra l’altro assai costoso, il campo volo però ha riaperto dopo una chiusura di non so bene quanto tempo, domani ci sarà una grigliata d’inaugurazione e siamo stati invitati. E’ uno di quei luoghi leggendari, di cui sento sempre parlare con nostalgia, ma in questa fase della vita di Emanuele io non c’ero. 

Sono stanca, il trillo della sveglia arriva sempre troppo presto, recupero un po’ nel fine settimana, ma di solito al martedì sono di nuovo lessa. Al lavoro faccio una gran fatica, il pc è ancora rotto e nessuno se ne cura.

Poi continuo a dire a me stessa che qualcosa di bello, di super fantastico forse sta per accadere perchè mio padre si sta adoperando in tal senso, perchè chi ha fede me l’ha assicurato, perchè il dolore per la perdita e il ricordo della malattia tremenda si sono stratificati su quello per la mancata genitorialità formando uno spessore granitico tra me e il mondo e mi sento lontana da tutto e non può durare per sempre.
 
Vorrei correre fuori, in questa stagione tanto luminosa, in un’estate che già sembra bussare alle porte, esplodendoci dentro, col sole e il rito del via le calze, e i temporali e andare da papà senza  grandi discorsi, come facevamo noi, ma mi accoglierebbe con quel suo sorriso immenso che mi ha sempre fatto quando mi vedeva, fino all’ultimo giorno e poi qualcuno mi direbbe “oh Sandrina ci siamo sbagliati.”
 
Un anno fa fervevano i preparativi per l’arrivo di Natallia, pazzesco già un anno e proprio come allora, il 2 giugno un nuovo gruppo sbarcherà in Italia, per l’ultima volta, perchè poi l’associazione terminerà il progetto di ospitalità: la presidente è dimissionaria e non si è trovato nessuno in grado di sostituirla. Sono sempre informata di tutto, e penso a quanto la vita mi ha tolto in quest’anno, a quanto bene io ho dato senza fermarmi mai, mettendo al primo posto Natallia e mio padre, scapicollandomi per incastrare il resto, come al solito. Sempre presente. (E pure nel blog!)
 
E intanto si è fatto tardissimo, ma sono contenta di aver risolto la grana, di un’amica che mi ha telefonato (ogni tanto passa di qui, quindi la saluto con affetto e gioia “ciao Melina”) e vado a pulire, ma sta sera baro un po’. 
 
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14 thoughts on “Pensieri di un venerdì sera

    • Grazie Melina per i passaggi (che sono di 2 tipi perchè oltre a quelli qui nel blog, ci sono stati quelli veri nella sua auto quando si andava al corso di scrittura e papà stava iniziando a peggiorare bruscamente e io gliene parlavo, Melina è una che sa ascoltare!) Un abbraccione XXL

  1. Credo ci voglia tempo per superare un lutto. O forse non si supera mai, si impara a conviverci.
    Mi dispiace di sentire di amici assenti; è proprio così allora, quelli veri si vedono nel momento del bisogno.
    Buona grigliata e buon weekend. Baci, Francesca

    • Guarda cara io affermo che si vedono anche nel momento dell’allegria, nel senso della condivisione senza invidie. Ma credo anche, e non l’ho detto nel post, che la gente non si renda conto, non abbia gli strumenti dentro si sè, non tutti ecco ma quelli che sono spariti così sì. Questo non li assolve in realtà ai miei occhi.

  2. sandra cara…. faccio mea culpa… mi riprometto di chiamarti… a proposito… adesso ho il numero vodafone… te lo scrivo in mail… ieri giornata di epnsieri… oggi di risposte e nuove preoccupazioni… ma non voglio tediarti….
    vabbè… bacio

    • Mica era riferito a te… : ) e mi spiace per le preoccupazioni, davvero. Vedi io so bene, come ho scritto in una mail-sfogo a un’amica, che non si è certo fermato il mondo per la morte di mio padre, e non vorrei cadere nel patetico, ma ti giuro certe assenze sono state davvero da insensibili al cubo. Ecco. Un abbraccione a te.

      • lo so…. ma sono davvero dispiaciuta per non esserci di più… prima una serie di impegni ed oggi queste preoccupazioni (problemi di salute)
        prometto che ti scrivo con calma… stasera non ce la posso fare… è stata una giornata davvero pesante!

  3. Ci sono coloro che vorrebbero esserci ma non sanno cosa dire, c’è chi dice scemenze e sarebbe meglio non ci fosse, chi dice cose sensate, chi dice: chiamami e poi non ha voglia di ascoltare e chi invece ascolta, e c’è chi sparisce. C’è di tutto Sandra cara. Ogni persona sente e reagisce in modo diverso. L’esperienza mi ha insegnato ad accettare anche questo. Bacio e buon we.

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