C’erano libri…

“… pioveva sempre, la nebbia copriva i campi e lui stava leggendo Tolstoj. C’erano libri che sovrastavano il rumore della vita e ti catturavano parlando soltando delle cose più vere.”

Jeffrey Eugenides – La trama del matrimonio – Traduzione Kathia Bagnon Ediz. Oscar Mondadori tascabile

Finalmente a un anno di distanza dal tempo in cui lo cercai, sto leggendo questo romanzo immenso come solo gli americani sanno essere ai giorni nostri. E’ così e lo dico con rammarico, non da esterofila.

Eugenides, vincitore del Pulitzer nel 2003 è nato a Detroit da una famiglia greca.

Dovreste sentire come pronuncia bene il suo nome mio marito! Tutta una roba che ti pare di esser lì sotto l’acropoli, tra souvlaki e sirtaki.

Leggetelo! Punto! Farsi catturare da un libro, come afferma Mitchell Grammaticus, uno dei protagonisti, anch’egli di origine greca, è una delle grandi consolazioni dell’esistenza, accessibile a tutti, e, cosa non da poco, inesauribile.

Il fulcro è imparare a scegliere cosa leggere, evitando sprechi di tempo, denaro ed energia. (Im)modestamente sto diventando molto brava in tal senso.

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7 thoughts on “C’erano libri…

  1. La vita è troppo breve per sprecarla a leggere libri brutti. Peccato che sia troppo corta per i libri belli. Almeno io cercherò di farcene stare il più possibile!

      • La biblioteca del paese è sempre felice di accettare le donazioni di libri che a me non sono piaciuti (che poi, se è ben scritto, brutto è soggettivo, magari lì il libro incontra il suo lettore ideale)

  2. l’ho a casa e devo ancora cominciarlo ma solo perché la mole me lo rende poco agevole per il trasporto quotidiano in treno. però ho letto middlesex… bellissimo!

  3. Io l’ho interrotto a metà l’estate scorsa ma in quest’ultimo anno sono “cresciuta” tanto e mi sento migliore, decisamente più positiva, e credo che riuscirò a capirlo e non solo, mi sa che mi piacerá anche come libro (parlo per me a volte i libri sono brutti perché non si é predisposti e basta…se vale la pena una seconda possibilitá la si da sempre)…e poi scusami se mi permetto tanta confidenza, ma mentre leggevo il tuo racconto sulla pronuncia di Emanuele ti ho immaginata per un attimo tipo Gomez Addams quando Morticia parlava francese…Cherrida (non so se si scriva cosí!) Un bacione! Daniela

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