Una single lavora per una rivista e cerca un riscatto professionale e sentimentale – Libri in valigia by Sandra # 3

Non vi sembra la descrizione di Ilaria Pedra? Invece è Isabelle Lee, insomma un clone orientale!

Dieci anni fa, di questi tempi, terminate le vacanze in Calabria, stavo trascorrendo inconsapevolmente la mia ultima estata da single, quando decisi di fare il grande salto: avrei scritto un romanzo! Fino ad allora mi ero cimentata solo con i racconti.

Mi sentivo pronta e iniziai la prima stesura di “Frollini” cavalcando l’onda dell’ambientazione nella redazione di un giornale, non troppo originale, ne convengo.

Kitchen Chinese di Ann Mah Edizione 66TH A2ND traduzione Caterina Barboni è un romanzo molto più corposo del mio ed è il primo che ho letto sdraiata al Bikini Beach a Baia Verde. (Il lido incriminato dei 5 km!) Due parole sull’editore che ho conosciuto qualche anno fa al Salone di Torino e fa libri molto belli, con una grafica stupenda, e di gran carattere dando voce a immigrati di seconda generazione che propongono le loro storie, non necessariamente autobiografiche, ma ci raccontano di paesi lontani senza essere mai banali.

In questo caso troviamo la Cina e le avventure di una newyorchese che, dopo essere stata licenziata e mollata dal fidanzato in un sol colpo, decide di trasferirsi a Pechino, dove la sorella maggiore sembra condurre una vita ricca di soddisfazioni. Nulla tuttavia sarà come immagina e nelle 400 pagine, Isabelle si trova a dover affrontare situazioni difficili: è americana, nata in America, ma da genitori cinesi, quindi orientale nell’aspetto, ma occidentale di testa e questo è solo uno dei tanti ostacoli.

Il romanzo, davvero avvincente, ben scritto e ottimamente strutturato, è accompagnato da una carrellata di descrizioni su cucina e cultura cinesi così diverse a seconda della regione dove ci si sposta. Scopriamo così che la famosa anatra laccata alla pechinese veniva servita per lungo tempo solo a Pechino, non in tutto il paese, o che la cucina di Shanghai è poco apprezzata all’estero perchè è davvero tanto unta e pesante, eppure l’antica città è così elegante con le ville inglesi in stile Tudor, ma anche malinconica per una rivoluzione culturale che ha perpetrato atrocità agli abitanti.

E’ come fare una lunga passeggiata in un mondo di cui conosciamo davvero poco, Pechino è in fermento, ma a noi arrivano spesso solo gli echi di un’economia in grande espansione basata su un pesante sfruttamento della manodopera. E’ anche una storia romantica, ben lontana dalle solite detestabili ragazze proposte da una narrativa mordi e fuggi incapace di lasciare una traccia nel lettore.

Insomma questo romanzo mi è entrato nel cuore, un po’ perchè mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo quando stavo costruendo la mia Ilaria, che è stata a lungo il mio alter ego anche quando mi affacciai alla blog sfera, ma soprattutto perchè è semplicemente delizioso.

Mi ha fatto, e concludo, riflettere tanto sulla spazzatura editoriale che sta ammazzando il mercato, perchè questo libro, pubblicato con un editore di vera nicchia, non conquisterà, almeno in Italia, premi e fascette, ma merita davvero tanto. Peccato, peccato che gli editori più noti continuino a perdere colpi e prendere cantonate, se non temete di farvi del male leggete qui:

http://www.satisfiction.me/pippo-russo-il-premio-sbancarella-anna-premoli-stoica-come-fosse-antani/

poi non chiedetevi come facciano a pubblicare certa roba, basto io ad arrovellarmi anche per voi (ah sì Newton è proprio l’editore che sta ancora pensando su se pubblicare “Ragione e pentimento”) ma correte a comprare questo Kitchen Chinese, certo non lo troverete al supermercato, forse vi toccherà addirittura ordinarlo, ma sono certa che mi ringrazierete!

ps. mi scuso per eventuali refusi o strani a capo, ma faccio ancora fatica con questa nuova impaginazione di WordPress e ho impiegato un sacco a scrivere il post!

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9 thoughts on “Una single lavora per una rivista e cerca un riscatto professionale e sentimentale – Libri in valigia by Sandra # 3

    • Il secondo libro è quello che torna al mittente, vero? Può essere un’idea e te ne ringrazio, potrei anche comprarne un’altra copia eh. Vediamo, ho molta voglia di buone storie e di farmi sentire, nel mio piccolo, perchè sta editoria ha davvero rotto!

  1. I tuoi post sui libri hanno uno strano potere rasserenante su di me. Bacio (e la wish list si allunga di 1 km e mezzo… o erano 5? 😉

  2. Ommamma “Stoica come fosse antani” mi ha decisamente rallegrato la giornata! Meravigliosa analisi di una (delle tante) banalità superpubblicizzata….su alcuni punti ho sghignazzato da sola in ufficio….tanto chi mi sente? anche i muri hanno orecchie! (da mettere nella lista di pippo! subito!!!!!)
    Per Kitchen Chinese sto già meditando dove andare a cercarlo….e guarda caso oggi pomeriggio colpirò! mi ispira proprio, e il titolo da solo mi fa venire fame anche se ho appena finito di pranzare! ora la domanda finale (e unica, visto che non ne ho fatte altre, ahahah!): andrà bene per il viaggio in Danimarca? o rischio di mescolare pasta al ragù/anatra laccata/aringhe marinate e ritrovarmi un mappazzone da digerire?
    ti leggo pimpante, benissimo!

    • Bellissima tu che vai in Danimarca, meta insieme a Stoccolma, del mio viaggio di nozze, ti piacerà un sacco, purtroppo invece lì la cucina fu difficile da digerire, ma difficile tanto. Buona vacanza allora, grazie per la tua presenza!

      • Sandrina ti penserò molto! ma abbiamo ancora tempo di leggerci, partiremo il 7 agosto…..anche se la testa è già almeno a metà strada!
        😀

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