A proposito di meteo (benvenuto agosto!)

Nella prima stesura “Ragione e pentimento” aveva la paginetta che segue, Chiara Beretta Mazzotta me l’ha fatta togliere senza remore. E io sono stata d’accordo. A quattro anni di distanza da quando la scrissi è abbastanza buffo rileggerla. Eccola:

“Ho cominciato a scrivere questo romanzo nell’autunno del 2009. Inizialmente il periodo reale in cui stavo scrivendo, e il tempo in cui la storia si svolgeva andavano avanti di pari passo. Ben presto, la vicenda narrata si è messa a correre più velocemente rispetto al vero trascorrere dei giorni. In pratica stavo scrivendo nel futuro.
Non trattandosi di un libro di fantascienza un minimo di coerenza era auspicabile e rileggendo le pagine che parlavano di ferragosto mi sono resa conto di essere completamente fuori dalle condizioni climatiche. Chi avrebbe mai immaginato che nell’Italia del centro nord la seconda settimana di agosto sarebbe stata caratterizzata da trombe d’aria, maltempo, smottamenti, alluvioni e disastri vari?
Di certo non io!
A questo punto avevo due possibilità: riscrivere quelle pagine o lasciare tutto com’era.
Ho scelto la seconda, non per comodità ma (leggendo il romanzo ve ne renderete conto) per una certa coerenza nella narrazione. Non si trattava solo di abbassare i gradi, ma di mutare un’intera situazione (un uomo che si butta sotto una doccia gelata per riprendersi da un avvenimento penoso è del tutto inverosimile quando si va in giro con le maniche lunghe. Un abitino che sembra un tappetino del bagno da tanto è succinto è ingiustificato se ci sono 15 gradi e via dicendo).
Infine per un senso di onestà col lettore, e a mio avviso e non solo mio, chi scrive un romanzo sottoscrive anche un patto di lealtà con chi lo leggerà, ho aggiunto questa nota.
Magari se Vi capiterà di leggere questo libro tra molti anni, vi sarete dimenticati delle intemperie ferragostane del 2010, ma vi garantisco che ombrello e vestiti pesanti sono stati assolutamente necessari.

Milano, 16 agosto 2010”

E voi, ricordavate quel tempaccio? Io no, tocca fidarsi del mio prologo.
E’ arrivato agosto. Non mi posso certo lamentare del meteo avuto fino ad ora, l’estate me la sono goduta in Salento, dove è stato sempre splendido, ma non torrido, a parte l’ultimo venerdì pomeriggio (nuvole, freddo, un po’ di pioggia). A Milano abbiamo avuto molto caldo solo la seconda settimana di giugno con l’euforia dei vestiti estivi da tirare fuori e poi sempre tempo variabile con picchi verso il basso di 17 gradi, notti decisamente fresche e tanta ma tanta pioggia.
L’afa milanese può essere tremenda, a dirla tutta stando qui preferisco queste temperature da tardo settembre, ma sarei contenta se chi è in vacanza trova sereno ovunque. A proposito di villeggiatura, in serata torna mia mamma da Cattolica, tutto ok, ma anche lì qualche giorno di pioggia non è mancato. Si è trovata molto bene in hotel; oggi ha il treno verso le 16, le hanno “regalato” di tenere la stanza fino alla partenza, idem la postazione spiaggia: grande ola per la Romagna, campionessa imbattibile in ospitalità!

Comunque sia il tempo, un libro ci sta sempre bene. Non perdetevi i due post precedenti a questo!

Felice agosto, cari lettori!

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