L’editoria sta andando a ramengo, ma le scialuppe di salvataggio fanno gola a molti (cit.)

No, non è il solito pippone sull’editoria.

No, non è l’ennesimo post depresso e neppure la reazione tipo “volpe e uva” dettato da una qualche delusione. In realtà è un buon periodo per me e per i miei romanzi. Mi vogliono (come autrice) a una sagra in terra veneta, al tal punto da aver rimbalzato l’Ambasciatore finlandese, e questo senza che io mi sia proposta, nè che conosca qualcuno in loco, e avrò pure un piccolo rimborso spese! (Curiosi? Dovrete attendere fino agli inizi di settimana prossima); “Ragione e pentimento” sta andando molto bene, vende ogni settimana, i resoconti sono limpidi e incoraggianti. Ho voglia di scrivere e sto valutando nuovi corsi di scrittura. Insomma no, non sono stanca del sistema, non più del consueto, sono annoiata a morte da:

– lit blog omologati che non sanno far altro che recensire romanzi, copiancollando la quarta di copertina, senza slancio nè sentimento.

– lit blog non omologati che fanno largo uso di parole inglesi da alienati (brand su tutte) e/o parolacce

– voglia di spennare chiunque

Perchè sì, l’editoria è al capolinea, e c’è chi corre dietro al carrozzone agonizzante in cerca di gloria con mezzi discutibili. E perchè mai l’editoria starebbe morendo? Perchè in Italia non si legge, perchè gli editori non sono coraggiosi, perchè la crisi ha colpito i settori più diversi. Dov’è la novità dunque del mio pensiero? Non voglio più sottostare alle regole di un gioco al massacro, dove i rapporti umani sono relegati ai margini del ring. E ripeto: non sono giù di morale, anzi. Sono molto placida, avrei di che lamentarmi, ma prendo tutto come viene e lo declino al verso giusto: finchè dura c’è da esserne fieri!

Sento la presenza di papà in maniera molto forte, non cadrò nel misticismo, non mi dilungherò con esempi, anche se ne avrei di concreti, non sto vivendo un’impennata religiosa, ma è qualcosa di nuovo e rivoluzionario che non credevo possibile e mi sta confortando tantissimo, per cui sto bene.

In quest’ottica ho riscritto all’editore del “siamo senza’altro interessati” 😀 Ero ben decisa a inviare un’ultima mail, se necessario in caso anche questa fosse rimasta inevasa, dove gli avrei detto “ciao eh il mio albo non te lo do!”

così:

Gent.ma XXX,
non è mia intenzione perseguitarla fino allo sfinimento con una mail a settimana o più. So che gli editori non amano essere sollecitati e che i tempi di risposta sono lunghi: del resto ho pubblicato tre romanzi. Tuttavia passare da un’entusiasta “siamo senz’altro interessati” al silenzio mi pare ingiustificato e poco bello, in virtù di un’ipotetica collaborazione futura.
Resto quindi fiduciosa in attesa di un riscontro.
e mi hanno risposto dopo tipo 15 minuti così:
  Gent.ma Sandra,
il silenzio è stato giustificato da alcuni giorni di mia assenza dal lavoro, gli unici giorni di riposo dopo un’estate lavorata intensamente per la produzione di molte nostre novità editoriali.
La invito perciò a pazientare ancora per la risposta, dato che il giudizio sulla sua proposta coinvolge non solo la mia persona.
Cordialmente

Ora, a parte il mancato uso del risponditore automatico “out of office” che sarebbe auspicabile, o farsi sostituire da un collega, ho apprezzato. Perchè fare l’editore sarà pur difficile, ma deve essere anche molto bello, per cui io che invece svolgo un lavoro difficile e pure brutto, rispondo subito e evito accumuli. Non sono un genio, ma mi organizzo e sono precisa, gradirei che anche gli altri lo fossero con me, altrimenti non si va d’accordo e allora tanto meglio troncare subito il fidanzamento. Infatti ciò che amo di Thesis, la mia agenzia: risponde sempre subito alle mie mail. 

Ecco, non aspetto più: vado a farmi un giro, a mangiarmi un gelato, a leggere un buon libro, a stare sul divano con l’Orso, ma il mio tempo libero non deve diventare tempo occupato da un transatlantico che affonda, trascinandomi con sè.benvenuti-a-bordo
La citazione del titolo è della sempre mitica Gaia Conventi, la foto invece di Nanopress, crociera Disney. 
  
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20 thoughts on “L’editoria sta andando a ramengo, ma le scialuppe di salvataggio fanno gola a molti (cit.)

  1. Non so bene come commentare questo tuo post. Da parte mia sono convinta che l’editoria supererà anche questa bufera, self e case editrici troveranno entrambe le loro nicchie editoriali e se mai saranno gli italiani che non leggono ad estinguersi. Gli italiani che leggono e scrivono bene faranno un po’ più di fatica dei loro colleghi esteri, ma ce la possono fare pure loro. Quindi nessun transatlantico che affonda, o forse sì, non importa, basta tener d’occhio le scialuppe e saper nuotare bene.
    Del resto un bel naufragio non è uno splendido inizio per una storia?

    • Sì, bell’inizio, soprattutto per chi, come me, soffre il mal di mare persino sul pattino! Sarò felice se la bufera verrà superata, davvero. Magari sarò già arenata a godermi lo spettacolo da lettrice, quale sono ben prima di scrittrice.

  2. Sono molto curiosa riguardo l’evento in Veneto, chissà che non riesca a venire ad abbracciarti?
    Non sono né mistica né religiosa ma credo davvero che ci siano questi legami forti con chi non è più fisicamente con noi perché li ho provati personalmente!

    Un abbraccio!

  3. In ordine:
    – poco prima della mia “tragedia” ho fatto due sogni, di cui uno proprio la notte prima, che chiamarli profetici e’ dire poco… Ora ho un po’ paura di sognare. Capisco quello che vuoi dire.
    – i Lit blog, come li chiami tu, che mi piacciono sono davvero pochi, proprio perché pochi hanno quel guizzo in più che io cerco. Il riassunto della trama? Ma anche no!
    – da tempo ho smesso di cercare di capire il mercato editoriale. I libri già pubblicati sono così tanti che, in teoria, sono a posto per più di una vita! :-p

    • E non di soli sogni parlo cara Francesca. Magari più avanti racconterò l’episodio specifico più eclatante, ma è un’insieme di cose. Un super abbraccio a te! 😀

    • Te lo rivelo in anticipo solo per il tuo stato (per chi non la conoscesse è molto prossima al parto). In una ridente località a metà tra le prov. di VI e PD 😀

  4. Ciao cara! Non vedo l’ora, sto spettando ibs, mannaggia che lento! Ho già tutte le ideuzze per rendere l’incontro migliore possibile, sto facendo battage, ma non ho ancora avuto il tempo materiale di comporre la locandina (l’altra locandina me l’hanno mandata in ufficio, se hai urgenza domani ci passo con la scusa di vedere se la mia collega dell’amministrazione ha bisogno di aiuto e te la invio). Non vedo l’ora…

    • Nessuna urgenza, nel weekend sarò sconnessa, torniamo in Valtellina, lunedì c’è un importante post che deve necessariamente uscire quel giorno, poi locandineremo. Abbiamo tutto il tempo per organizzarci e uscirà benissimo. Grazie mille!

  5. “E perchè mai l’editoria starebbe morendo? Perchè in Italia non si legge, perchè gli editori non sono coraggiosi, perchè la crisi ha colpito i settori più diversi.” ILLUSIONI e FALSITA’! L’editoria DEI MADRELINGUISTI ITALIANI sta morendo SEMPLICEMENTE perchè i 4 gruppi editoriali che dominano il mercato italiano (Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli e Mauri-Spagnol) e che controllano in vario modo TUTTE le case editrici più importanti, hanno capito che è più facile FARE I SOLDI CON I BEST SELLER DELLE ALTRE LINGUE anziché con i Madrelinguisti Italiani, e si sono messi d’accordo. E COSI’ STANNO CHIUDENDO LA FABBRICA DELLA LINGUA ITALIANA (che non è loro, ma è una risorsa di popolo!). Vergogna! VERGOGNA! Leggete italiano!

    • Leggo italiano, in questo momento sto leggendo la Bertola che ha molte ammiratrici in questo spazio. “Ragazze mancine” bello-bello. Grande capacità di inserire tanti personaggi senza ingarbugliarsi (cosa che, a mio avviso non è riuscita a fare con quello che ho letto in Valtellina e che mi ha delusa appunto come dissi). Ho comprato qualche giorno fa: Muzzopappa, Osimo, Conventi.
      Per il resto sorvolo sul fatto che le mie opinioni siano definite “falsità.” Tanto so da chi viene il commento. Ciaoooooooooooooo

  6. Mi incuriosisce particolarmente la questione che sollevi riguardo ai lit blog. Ci ho pensato molto anche io. Mi pare che il vizietto delle stroncature sia un male molto italiano: si è “buoni critici”, anche se amatoriali, soltanto se si stronca quasi sempre tutto e i connazionali in particolare. Ci vedo dello snobismo da finti intellettuali. Credo che lo scopo dei lit blog dovrebbe essere far venire voglia di leggere o di discutere un certo libro. La tua esperienza cosa suggerisce in merito? Sto facendo Don Chisciotte o c’è speranza?

    • Questo criticare, come giustamente dici tu, è addirittura un criticarsi, evitando di leggere italiano e stroncando spesso un po’ a priori: stronco=sono intelligente. La mia esperienza mi insegna proprio il contrario, come dici tu, indurre alla lettura e andare al cuore del testo, poi chiaramente capita di bocciare un testo, soprattutto se è il classico bestsellerone alla Quebert di cui avrei fatto a meno.
      Un bacio e benvenuta tra noi.

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