Qualità o visibilità?

Sabato sera l’avventura dei top 100 stava per terminare: ero scivolata al 97^ posto ma, con grande sorpresa, al 98^ quindi le due copertine erano una accanto all’altra, c’era l’ultimo romanzo di Lizzie Doron!

Le ho scritto subito, e lei mi ha risposto, con un bel WOW e mi ha detto di essere appena sbarcata nella mia città. Giusto! Avevo dimenticato il Jewish festival che si sarebbe tenuto proprio in questi giorni, con un sacco di eventi culturalmente importanti.

Alcune blog amiche mi hanno fatto notare che dovrei curare di più la mia immagine, propormi anche negli altri social, perchè se come ho detto io è la visibilità che rende vendibile un romanzo, io non sono molto visibile. Ho meditato molto su questa cosa, soprattutto in considerazione del novantottesimo posto di Lizzie, che meriterebbe di rimanere nelle primissime posizioni a vita. Quanti la conoscono? Non è un’autrice stra-famosa, quanti invece conoscono le celebri sfumature? Credo che il concetto sia chiaro.

Visibilità non sempre fa rima con qualità. Purtroppo viviamo nella società dell’apparire: è banale ma verissimo, ma se questo è il meccanismo a me non interessa. Cos’è cambiato, a parte l’euforia di un giorno che certo ora non vado rinnegando, Dio bono è stato bellissimo, ma dico cos’è cambiato nell’economia della mia vita essere 4^ o 126^ posto come nel momento in cui sto scrivendo questo post? Nulla. Le vendite certo portano guadagni, graditi, ma non ho mai pensato di poter vivere di scrittura. Perchè per me la scrittura è fondamentalmente il piacere di scrivere, di raccontare storie, e di farlo bene, non soddisfazione dell’ego. Del resto in tempi recenti vi ho parlato del transatlatico editoriale che sta affondando e del fatto che non mi farò trascinare nel naufragio.

Dalla morte di mio padre sono cambiata molto. Il tempo che dovrei sacrificare in rapporti umani, familiari, per costruirmi un sito adeguato, per lavorare sulla mia immagine, sottraendo ore, forse giorni, al mio quotidiano mi pare davvero uno spreco. Sono convinta di aver raggiunto il massimo aspirabile in base alle mie capacità e al mio impegno. Spero di uscire con l’albo illustrato entro l’anno prossimo e magari nel 2016 pubblicare il romanzo che sto scrivendo, sempre con goWare, del quale sono pienamente soddisfatta. Come vedete non ho nessuna fretta e ho abbandonato del tutto le ansie da prestazione.

Sono appagata e non appoggio questo mondo dove si vive attaccati a Facebook e similari, spesso vetrina di puro esibizionismo, a colpi di “mi piace”! Si pubblica in fretta per mostrare agli altri, persone che spesso non si incontrano mai, la spiaggia fighissima dove ci si trova, il piatto buonissimo che si è mangiato. I post nel blog richiedono più tempo e maggior cura rispetto ai pochi caratteri di un tweet. Non ci vedo il senso e trovo sia una via molto discutibile per arrivare alla fama.

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29 thoughts on “Qualità o visibilità?

  1. Prima di tutto: mplimenti per il risulato!
    Secondo.
    Anche se per altri aspetti condivido molto di quello che hai scritto.
    Quando nel post della scora settimana ho riportato “credo di avere preso la decisione giusta” era proprio legata a visibilità ed essere social.

    Però è giusta per me.
    E considera che twitter non ho ancora capitocome funziona, quindi non faccio molto testo.

    Lo so che non ci hai capito una cippa da questo commento ma sto per svenire dalla fame e ora mi fiondo sulla mia ciotola di rucola e feta!
    Ti devo ancora scrivere una mail per bene e lo farò in settimana… e ti racconterò un po’ meglio della mia scelta.

    • Ma no dai si capiva. La feta ha la mia massima stima, eh. Ho capito il tuo commento sai, ed è giusto che sia giusto per me, non per il mondo intero, ma siccome il “mettiti su fb, twitter etc.” sta diventando un po’ frequente, ecco ho chiarito la mia posizione, dopo aver meditato a lungo. Prenditi il tuo tempo, intanto io ho già prelevato una tua ricetta, quindi grazie ancora 😀

  2. Io ho ceduto a fb per motivi puramente pratici… ho dovuto per una serie di gruppi scrap che per comodità (ed io non la vedo sta comodità) preferivano quello al gruppo con scambio mail… poi sono subentrati motivi utili… i miei preferiti… ho trovato dei gruppi di vendita e scambi e allora sto vendendo materiale scrap e scambiando libri ;P ultimo…le liste di yahoo sono morte… alcune amiche latitano sui blog… allora che si fa? almeno così ci si “vede” o “sente”… da qui ad essere quella che posta ogni nano secondo… ce ne passaaaaaa…
    io sarei per dire al “signor fb” di inventare il “non mi piace”… troppo comodo avere solo il mi piace… non puoi mai sapere se uno ha visto e non ha cliccato perchè non gli piace o se non l’ha visto… io metterei un bel pò di non mi piace… tutto sto buonismo (finto) non mi piace… appunto!!! 🙂
    beh torniamo a noi…. non so… io le cose le faccio e le posto (sul blog) perchè mi piace e mi diverte… so che le visualizzano anche se i commenti scarseggiano (sai… non si ha tempo… tzè!)… se c’è qualcosa in particolare da pubblicizzare lo faccio… se qualcuno ne trae beneficio bene sennò morta li…. alla fine sai cosa penso? “io il mio l’ho fatto… peggio per te”… sono entrata in modalità me ne frego di tutti perchè no ne vale la pena!!!
    (c’è un’ipocrisia… dappertutto!!!! mi faceva schifo quella dei blog… ma su fb è lo stesso… bleahhhhh)
    lo so… strano sentirlo da me… che sono sempre disponibile etc… ma non sono fessa… adesso basta approfittarsene!!! (ho già dato e pure preso… le mazzate!!! 😦 ahahah)
    tu vai per la tua… fai quello che credi… come vuoi… tutto il resto del mondo… che vada a farsi un giro! 😉

    • Anch’io me ne frego, ma fino a un certo punto, ascolto e do seguito a chi argomenta le opinioni diverse dalle mie, ma non sempre riesce a farmele cambiare, questa volta no. Bacio

  3. Ciao, seguo il tuo blog da tantissimo tempo, ma non ho mai scritto
    Oggi lo faccio perchè , per prima cosa volevo farti i complimenti per il tuo lavoro e dirti che
    c’ero anch’io i giorni scorsi su Amazon e seguivo in diretta la tua ‘ scalata’.
    Pensa , pochi giorni fa è stato pubblicato il mio Scrittrici in giardino ed io mi gustavo il piacere di questo, questo mi bastava
    Se non fossi andata alla pagina facebook del mio editore non avrei mai saputo che
    ‘Il libro di Adele Cavalli “Scrittrici in Giardino”, da pochi giorni disponibile in eBook, sta già scalando le classifiche di Amazon! ‘
    Cosa vuol dire? mi sono chiesta, io che non sapevo niente di tutto questo , io che non seguo queste cose …
    La copertina tanto amata del mio libro era lì, e poi vedevo anche la tua che passava nelle varie pagine.
    E’ stato un piccolo momento pieno di stupore e di contentezza.
    Oggi si è già ridimensionato tutto per me.
    Volevo raccontartelo, condividerlo con te …
    Anch’io , come te sono appagata e questo mi basta !!!
    A presto
    Adele

    • Allora finalmente esci allo scoperto e grazie per averlo fatto e per il sostegno affettuoso. Goditi i tuoi momenti sani col tuo libro che tanto per partire bene, ha un titolo stupendo!

  4. Sai una cosa? Credo che l’interazione di un autore nei social non faccia poi tanta differenza in fatto di vendite. Il libro è uno strano prodotto che passa ancora attraverso il passa parola. Certo, magari il passa parola virtuale, ma che non è alimentato necessariamente dall’autore. Quanti libri ho comprato perché l’autore era visibile in prima persona sui social? Praticamente nessuno. Qualcuno l’ho comprato perché mi ha convinto la presentazione di un autore e quindi un’interazione non virtuale, la stragrande maggioranza perché me ne hanno parlato bene persone di fiducia a voce o sul web. Quindi è vero, la visibilità conta, ma la visibilità che si costruisce con l’essere presenti nelle librerie, in offerta su amazon, non lo sgomitare dell’autore che dice “io!Io!Io!” sui social. Quindi stai serena che va benissimo così. Se quelli che hanno comprato il tuo libro in offerta lo leggeranno con piacere, partirà questo passaparola positivo e tu potrai limitarti a osservare e sorridere.

    • Commento perfetto da dentro il sistema editoria, blogging, no allo sgomitare, no allo stalking, ma soprattutto purtroppo ribadisco il concetto “non sempre i libri + venduti sono i migliori qualitativamente.” Io figurati manco so se i miei autori preferiti sono sui social tipo Genovesi. Bacio grazie per il lungo commento

  5. Sono d’accordo su tutto quello che dici. E sottolineo che volendo parlare di promozione non è tanto importante essere presenti ovunque, ma esserlo nei modi giusti. Lo spam indiscriminato non paga, come avete ripetuto qui sopra. Se tu sei felice così, perché cambiare?

  6. Ciò che dite è del tutto condivisibile.
    In quanto ai social network: che ognuno faccia quel che crede e quel che sente.
    L’ipocrisia, NON FRAINTENDEMI (una delle ragioni per cui commento poco è che una volta fui fraintesa data la brevità di quanto si può scrivere nei commenti e la cosa mi seccò non poco perché passai per essere la persona che in realtà non sono), c’è anche nella vita reale, quindi perché non dovrebbe comparire in quella virtuale?

    Non compro di certo i libri che girano su FB solo perché ci girano, ma se posso faccio il passaparola dei libri che ho apprezzato, sia a voce, sia su FB. Da certe pagine FB sulla lettura mi sono auto-eliminata perché tutti leggevano le 150 sfumature (50+50+50, non sia mai che potesse scappargliene una!) e vespa e cose del genere e per me (ripeto:solo per me) questi non sono libri da leggere. Ma chi si sente, si senta libero di farlo.
    Comunque già che sono qui a commentare mi dilungo e ribadisco che il romanzo di Sandra merita assai.
    Bacio a Sandra e buona lettura al Cosmo 🙂

    • Bacio a te e grazie, so che sei presa ma hai trovato tempo per il lungo commento. Basta poco per fraintendere e a volte c’è gente che pare lo faccia di proposito per scatenare il putiferio.

  7. Eh no, aspetta. Non ho detto questo. E’ una questione di personalita’, non tutti amano fb o i social, e’ normale. Ma negare che un libro anche mediocre (parlo di editoria regolare, grandi nomi) venda di piu’ perche’ molto lanciato e’ un dato di fatto. Illustri sconosciuti sbancano premi ufficiali spesso solo perche’ ben sostenuti.
    Di solito non sono gli autori a stare sui social ma gli uffici stampa, anche se Donato Carrisi, che mi piace molto, ha un profilo fb e interagisce spesso con i lettori. Non credo che il singolo post gli porti piu’ vendite, ma sicuramente l’immagine di copertina del suo nuovo libro gira veloce e si stampa in testa. E i lettori possono postare recensioni sulla pagina che altri lettori e non, leggono. Lo stesso vale per la tua pagina fb: quanti avrebbero saputo in tempo reale che eri in promozione, senza quella?
    E nemmeno sono d’accordo con quello che dici in chiusura. Non e’ corretto quello che dici, perche’ non ci sei. Ogni social ha un suo linguaggio e perche’ funzioni ci vuole cura anche in quello. Non e’ che un post di un blog ha piu’ qualita’ di un tweet solo perche’ e’ piu’ lungo. E’ semplicemente diverso, ma funzionano entrambi.
    E sembra un paradosso che mentre scrivo trovo qui sotto i bottoni per condividere sui social, no?

    • I bottoni ci sono perchè li mette di fisso wordpress e io non ne conosco neppure il funzionamento. Io su fb, anche se non ci sono vedo cosa postano gli altri, in ufficio o da amiche, ci sono anche pagine che riesco a vedere senza interagire pur non essendo iscritta es. quella di Ragione e pentimento, vedo un gran parlar di niente, una vetrina senza dietro il negozio. Per quanto riguarda la mia offerta lampo c’è stato un lavoro dietro fatto dall’ufficio stampa, promozione anche su canali di cui ignoro l’esistenza perchè non è il mio lavoro. Non volermene Lucy, ma questo continuo, e non da parte tua, ma una sommatoria di persone, “mettiti su FB” mi ha un po’ infastidita. Quello che c’è dietro un romanzo ripeto, uscito con un editore, è una mole di lavoro che chi sceglie di autopubblicarsi – e di sicuro farà altro – manco si sogna, perchè devi rispondere nei tempi e non agisci per te stessa. Io di editori ne ho 3 a cui dar retta, più un agente. Ho un certo numero di persone che mi scrivono in privato e rispondo in un giorno a tutti, chi mi legge può confermarlo, Più di così… 😀

  8. stavo pensando ai commenti sul passaparola… anche quello è un modo di comunicare… ma posso? onestamente io ascolto poco… i gusti sono diversi… i momenti sono diversi… ciò che piace a te potrebbe non piacermi… e se leggi un libro più impegnato (o solo libri impegnati) non sei meglio di me… purtroppo c’è la presunzione di dare consigli… solo perchè si legge un certo tipo di libri… e attaccare se scegli titolo “leggeri”… sarà che io continuo a non fidarmi… vado in libreria… leggo recensioni… mi informo… ma raramente i titolo del passaparola coincidono con i miei acquisti…. resto sempre perplessa e anche infastidita da tanta presunzione… ma chi ti credi di essere?

    ps. non mi riferisco a te!!!! 🙂

  9. Dipende infatti da cosa si intende per “passaparola”.

    Se faccio due chiacchiere tra amici e mi entusiasmo per un libro (impegnato o no che sia), ne parlo. Questo non significa che i miei amici poi se lo vadano necessariamente a comprare, proprio perché non si tratta di un consiglio, ma di un semplice scambio di idee.
    Magari mi parlano tanto di uno scrittore, ma se a me questo non ispira, non lo compro neanche sotto tortura.

    Per questo ho letto Harry Potter a 30 anni, quando andava a ruba tra i bambini e i pre-adolescenti, mentre gli adulti e anche gli insegnanti lo snobbavano. Nessuno lo consigliava. L’ho molto amato e di recente ho letto che lo hanno rivalutato per i valori veicolati… anche a scuola!!!. To’… guarda!!!!

    Altro esempio: parlai a Sandra di una scrittrice straniera della quale ho letto quasi tutto, alcuni romanzi mi sono piaciuti molto, altri molto meno perché credo di non averne colto il senso o forse non avevano molto senso. Di questa scrittrice Sandra aveva letto solo uno di quei romanzi che neppure io ho apprezzato. Le ho mandato però uno di quelli che avevo apprezzato e lei ha colto sfumature (non le 150! 😉 ) che a me erano sfuggite e mi è parso averlo gradito. Lo ha citato in un post.
    Questo può essere considerato passaparola? Forse si, forse no!

    Anche i post sono dei passaparola in fondo, o no?

    Qualcuno mi spiega cosa significa “passaparola”?

    Personalmente, compro “at random”, ovvero quello che mi va in un dato momento, a prescindere da recensioni lette nel web, sul giornale o su una rivista. Di solito va bene, altre volte meno bene. Ma non sono questi i problemi della vita.

    PS Ci tengo a ribadire che chi ama leggere le sfumature e gli altri testi in classifica fa bene. Viviamo in democrazia! 🙂

  10. Di fronte a una che scrive queste cose, e ospita certi commenti, una che si riteneva tua amica (io) e ha scoperto di essere stata presa solo in giro, cosa doveva dire ancora secondo te? Ma finiscila, dovresti chiedermi scusa tu piuttosto e io che per rispetto del tuo equilibrio me ne sono stata anche zitta per settimane, e ho preferito defilarmi per non far polemiche! Sono troppo delusa, adesso davvero basta, vai a spalare merda su qualcun’altro per favore e lasciami stare! Daniela

      • e nonostante tutto ti ho fatto pure pubblicità positiva sul blog, altro che i tuoi post gogna! Guarda, dimenticami che è meglio spero di non avere più tue notizie!

  11. Non so quanti si renderanno conto di questa sequenza di commenti da parte di una persona che si inventa le cose, immaginando complotti e sentendosi perseguitata, e usa pure un brutto linguaggio, talmente interessata a non avere mie notizie che mi ha tampinata da ieri sera con telefonate e messaggi. Non sono abituata a chiedere scusa per cose che sono avvenute solo nella testa altrui.

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