Tra ricordi e vendemmia

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Le porte quelle le hanno sostituite da un po’, ma io le originali le ricordo bene: con i segni delle mitragliate dei tedeschi, un proiettile entrò in casa poco prima o poco dopo il passaggio di quelli che sarebbero diventati mia mamma, mia zia, mio zio e i miei adorati nonni, mentre scendevano verso il rifugio. Era appena suonato l’allarme. Bombardavano anche lì.

Mio nonno era capo cantoniere e in questa casa mia madre è nata. E la gita nei luoghi del ricordo l’abbiamo fatta spesso noi quattro, anche a papà piaceva andarci. Spesso anche con i nonni e i cugini, soprattutto in autunno. Siamo fuori Alessandria sud, Borgoratto il nome del paese, ma da tanti anni non ci tornavo. Ci siamo stati domenica, abbiamo accompagnato mia mamma e la gita è riuscita bene. Per Emanuele si è trattato di una novità, i colori della vendemmia e le vecchie insegne dei negozi nel centro storico di Nizza Monferrato hanno offerto idee per qualche scatto. Si parte sempre dalla “Cantoniera rossa”, i racconti non mi stancano mai. Abbiamo mitigato la malinconia per tutte le persone che non ci sono più e per il tempo che galoppa, andando verso Acqui Terme e poi Nizza, terra ricca di vigneti, con soste alle cantine. “Buongiorno, vorrei assaggiare del Moscato!” A volte le parole mi escono così. E’ stato bello vedere mia mamma proprio contenta al ritorno. Ha abbracciato me e Emanuele con uno slancio ricco di gratitudine. La giornata era per lei, ma ha fatto molto bene anche a noi!

E comunque grazie Dio, e S. Francesco che rimani il mio Santo preferito perchè se quel proiettile avesse colpito qualcuno, niente niente e ancora niente sarebbe stato così. Ho avuto e ho ancora una meravigliosa famiglia, un po’ qui, un po’ nella stanza di sopra, ora con un Orso marito che ci porta in giro proprio come faceva papà, negli anni belli della mia infanzia! Avrei tanto voluto portare avanti la tradizione, aggiungere una generazione all’elenco di visitatori a questi e altri luoghi.

Ps. Non voglio farmi maledire se non troverete posto alla tavolata a Montegalda, ma neppure creare fastidi all’organizzazione eccellente, per cui vi invito se intendete fermarvi a farmelo sapere con sicurezza al più presto, è chiaro che l’imprevisto può sempre capitare, soprattutto se si hanno figli, ma pensate se potete impegnarvi consapevoli che la parola data è importante perchè c’è qualcuno che ci mette la faccia a riservare il tavolo (e so che vanno a ruba!), ma allo stesso tempo nessuno vi ammazza se all’ultimo vi toccherà disdire (ma solo per motivi molto seri, abbiate coscienza!) – Fine del pippone.

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6 thoughts on “Tra ricordi e vendemmia

    • No, mio nonno vinse il concorso all’ANAS e si sposò sapendo che subito dopo sarebbe stato trasferito, appunto in Piemonte, dove è rimasto per 22 anni, poi dopo un bruttissimo incidente sul lavoro, chiese e ottenne il trasferimento tornando vicino ai luoghi natii cioè l’alto lago di Como, sponda lecchese. Mia mamma è nata in Piemonte, ma non c’è sangue piemontese in noi.

  1. Non sapevo che tua madre fosse nativa del Piemonte.
    Questo e’ uno dei periodi piu’ belli dell’anno per visitare quei posti.
    La prossima volta che ci vediamo ti porto del Moscato piemontese 🙂 l’ultima volta che ci siamo stati “qualcuno” ha fatto scorte 😉

    Bacio

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