La rinnovabile emozione di leggere Alice Munro

E’ da un po’ di tempo che non vi racconto le mie letture, e non perché non ne abbia fatte di meritevoli, ma non so, non c’è un reale motivo.

Ho letto tanto, ho letto cose belle, altre magari un po’ meno, ma niente di davvero brutto. Il che mette pace con l’editoria e appaga l’anima.

In questo momento sto leggendo la terza raccolta di racconti di Alice Munro, terza nel senso che ne ho lette altre due, non terza pubblicata.

Dopo “Nemico amico amante” e “In fuga” ecco “Troppa felicità” (Traduz. Susanna Basso) e lo trovo, al pari degli altri se non ancora migliore. Dopo il premio Nobel  dello scorso anno la scrittrice canadese è stata un po’ buttata nella mischia, vetrine, fascette, robe commerciali così, ma lei commerciale non lo è per niente, ed è questo che la rende, tra le altre cose, tanto speciale. Del resto io la conoscevo da prima, ve ne ho già parlato e mi esaltai per il prestigioso premio.

E’ dolente e intensa, sì, parla di dolore e bassezze umane, sì, ma come lo fa? Con la maestria e l’intensità – mi ripeto ma credo sia l’aggettivo che descrive meglio le sue opere – di chi il Nobel l’ha proprio meritato. In ogni raccolta non c’è neppure un racconto dove tutto ciò venga meno, uno insomma meno riuscito, va a gusti certo e, purtroppo questo è il limite del formato – non tutti i racconti rimangono nel tempo. La memoria fa una selezione naturale, ma basta riprendere un attimo le letture precedenti, tornare su poche righe e di colpo il ricordo dell’intero racconto riaffiora, come quando basta il profumo del fieno, delle castagne, della polenta di nonna, per essere a casa, anche se quella casa non c’è più.

Amo le trame e il linguaggio, amo le idee che sono guizzi originali senza cadere nella stravaganza forzata, amo l’ambientazione canadese, amo la sua scrittura perfetta, senza sbavature, amo costatare che a volte siamo tutti un po’ meschini o forse, semplicemente, umani, ma lei come ce lo sa raccontare bene!

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18 thoughts on “La rinnovabile emozione di leggere Alice Munro

  1. Ciao Sandra, questo mi manca e me lo regalo per il mio prossimo compleanno, tra pochissimo. Da quando mi sono avvicinata alla Munro è sempre un piacere leggerla, mi piace come tratteggia le donne che popolano i suoi racconti,donne meravigliose, forti e fragili insieme, testarde, sane o malate, giovani e vecchie, madri, sorelle, mogli, amanti che si muovono nella quotidianità della vita, mai facile o semplice.
    Tempo fa ho letto un’ intervista in cui lei racconta come arriva alle sue ‘storie’
    E mi piace vedere questa donna che all’inizio si siede e guarda fuori dalla finestra per una settimana, senza scrivere una parola, “solo lasciando che le cose si depositino nella mia testa” e dice di ” non costruire storie” ma di ” acciuffare con la mano qualcosa nell’aria”.
    Insomma la Munro mi piace molto!

    • Cara Adele, sì sono sempre donne straordianarie le sue, sono felice di averti suggerito questa particolare raccolta, e ora il mio intento è leggerle tutte. Sai che lei ha scritto racconti perchè, con la famiglia, aveva poco tempo da dedicare a un eventuale romanzo. Mi piace questa sua ammissione che la rende molto umana.

      • Sì, infatti diceva che : “cominciai a scrivere racconti perché non avevo tempo di scrivere nient’altro, avevo tre bambine, e per via del mio lavoro da casalinga non ho mai avuto un anno in cui lavorare alla stessa cosa.
        Il mio lavoro era sempre interrotto. Non potevo nemmeno lontanamente pensare a un romanzo”
        L’ho amata subito, anche solo per questo!

  2. Sai che è una delle mie scrittrici preferite? Incantevole. L’ultimo che ho letto stato “Chi ti credi di essere?”.,. bellissimo.

    Ti consiglio anche Elizabeth Strout. “Olive Kitteridge” merita davvero.

    Un forte abbraccio e un caro saluto!

    • Sorry, la Strout per me è anni luce indietro la Munro, ho letto Olive e non l’ho tanto capito, alcune pagine erano scritte molto bene, ne convengo, ma no, non mi piace. La sua traduttrice ufficiale Silvia Castoldi ha frequentato un corso di scrittura con me e per un po’ ci siamo frequentate. Poi ho scoperto chi fosse. Un caro saluto anche a te.

      • Questione di gusti, mica ti devi scusare! Certo… di Alice Munro ho letto quasi tutto, Elizabeth Strout mi ha colpito col primo romanzo che ho letto e quindi devo approfondire. Tuttavia Olive Kitteridge mi è rimasto nel cuore!

        Scusa se rispondo solo adesso!!!

  3. Sandra, cara, non crucciarti se dopo aver letto lei quello che scrivi non ti piace più tanto… A noi piaci!!!
    O puntavi al Nobel anche tu? 🙂

      • Ci provo a restare… mica quando me ne ero andata dipendeva da me… Però ora vedrò di recuperare un po’ di confidenza con lo strumento.
        Sai, non è facile venire sul web a raccontare le cose proprie, ci si deve sentire a casa, e ben voluti, non so se mi spiego.
        Per fortuna i miei amici di sempre, qui, mi fanno sentire accolta. Grazie.

  4. Ti spieghi benissimo, sentirsi accolti è la prerogativa numero 1, poi viene la voglia, il tempo, l’amore per la condivisione, un blog è una casa con molte stanze. Un bacione

    • Io di solito faccio richieste molto precise per compleanno e Natale, compio gli anni due settimane prima di Natale, con un elenco di libri dal quale mia mamma ne sceglie un paio, in questo modo la sorpresa rimane, ma non si corrono rischi. Prova!

    • Se recuperi il racconto “Bambinate” in questa raccolta, “Troppa felicità” è bellissimo, esemplare del suo stile, se non ti piace questo, allora lascia la Munro: non è una tragedia.

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