Costruire un personaggio dal nulla significa fare scelte precise

Considerato il piccolo, ma per me significativo, interesse che le esercitazioni al corso hanno suscitato, propongo alcuni risultati sui personaggi.

Il mio personaggio scartato:

“Virginia è arrivata in Italia dal Senegal su un barcone. E’ clandestina e lavora irregolarmente, vorrebbe aprire una bella pasticceria. Nasconde i risparmi in un barattolo del caffè e sogna.”

Bene, già la conoscevate, eppure non ha convinto i partecipanti, tuttavia lo scarto col vincitore è stato minimo e ha fatto nascere diverse riflessioni: ha colpito maggiormente la pasticceria, o il barattolo? A quanto pare il barattolo è piaciuto molto, ha permesso di visualizzare Virginia nella sua cucina, qualcuno ha persino immaginato le piastrelle, per cui io, che è vero ho un po’ barato proponendo un personaggio già esistente, ma scrivere rispettando 10 parole esatte per frase vi garantisco non è facilissimo, ebbene dicevo io utilizzerò la figura del barattolo nel romanzo.

Il mio personaggio vincitore:

“Luchino ha otto anni, boccoli biondi, occhi blu viso d’angelo. Ogni pomeriggio spacca una finestra giocando a pallone da solo. Nessuno lo cerca, lo chiama, né lo vuole come amico.”

Luchino è un personaggio assai lineare, tondo, finito, che uno mette via, sapendo che, probabilmente non come protagonista ma come figura d’appoggio, potrà tornare molto utile.

Il personaggio vincitore che mi è stato assegnato:

“Sono ancora qui, ma quanti anni saranno passati? Ancora qui.” Ludovico sembra ridicolo su quel trespolo in mezzo al traffico. Quasi dirigesse un’orchestra triste, in sordina, dimesso, faceva il vigile.”

L’insegnante ci ha messo in guardia sul cominciare con un monologo interiore, idea che in realtà l’autrice ha utilizzato anche per il suo secondo personaggio, vincitore anch’esso. Quindi rischioso, ma a quanto pare gradito ai narratari.

Infine la mia elaborazione su quanto sopra. Le indicazioni sono chiare: descrizione statica, non dinamica, nessun dialogo, e, come vi ho detto, 8 frasi di 10 parole.

“A furia di rimandi, balzelli e forneri, la pensione sfugge. Ludovico pensa al monolocale a Fregene, chissà quando potrà trasferirsi? Intanto a Roma il traffico diventa ogni giorno più caotico. L’aria è irrespirabile, ma il vero problema è la cervicale. Avrebbe bisogno che la massaggiatrice finlandese lo sistemasse per bene. L’ideale sarebbe dirigere il traffico stando sdraiato su un lettino: dubita che una procedura simile possa essere messa in pratica. Potrebbe almeno evitare l’umidità sfoderando un certificato medico quando piove.”

Una lunghezza maggiore mi ha consentito di fare alcune chiare scelte stilistiche. La parole “forneri” è un tentativo di rendere parola comune il ministro che in realtà si chiama Fornero, da qui l’enfasi corsiva. Un po’ come Calimero e Paparazzi, nomi propri entrati nel linguaggio comune per indicare chi è sfortunato e chi fa il fotografo. Ho poi scritto LA massaggiatrice, diverso da UNA, sottintende che sia già una presenza nella vita dell’uomo, infine avrei usato lo stesso numero di lettere se avessi scritto “gli sistemasse la schiena” al posto di “lo sistemasse per bene”, la mia frase è volutamente ambigua circa quale sistemazione fisica desideri il vigile.

In definitiva  vedete come poche righe comportino notevoli scelte lessicali che possono vincolare per sempre l’autore e veicolare molto di più di quanto si potrebbe supporre.

Immaginate cosa significhi farlo per qualcosa come 40 mila parole, mentre qui sono solo 80 (non mila!)

19 pensieri su “Costruire un personaggio dal nulla significa fare scelte precise

  1. I tuoi post sul corso sono molto interessanti perché, secondo me, spiegano un po’ della magia che percepiamo quando leggiamo un libro.
    (A non gli sticker usborne piacciono tantissimo 🙂

  2. ciao, una utente che non è venuta alla serata mi ha appena riportato Cene tempestose, e mi ha pregato di farti i complimenti perchè “é come essere alla cena, proprio, la situazione politica che descrive è precisa, insomma, tutto bello, che peccato che non sono riuscita a venire all’incontro…”. Insomma, entusiasta, e volevo che tu lo sapessi.
    Bacio

      • brava sandra!!! son soddisfazioni! prima o poi lo compro anch’io… non disperare….ma è un periodo no… non ci sono molto… mi sono un pò persa…

  3. Scrivere è complicato, se lo consideri in modo così approfondito, ma la teoria può essere smentita dai gusti del pubblico. Del resto con queste apparenti contraddizioni ci si deve convivere! Credo sia giusto così, o scrivere sarebbe un mestiere come un altro.

      • Posso chiederti perché non ti piace? Non mi sembra di avere detto niente di strano, né di avere usato un tono antipatico. Tra l’altro non pensavo niente di antipatico, perciò… mi viene il dubbio di essermi espressa male.

      • Mi riferivo a questo passaggio: “L’insegnante ci ha messo in guardia sul cominciare con un monologo interiore, idea che in realtà l’autrice ha utilizzato anche per il suo secondo personaggio, vincitore anch’esso. Quindi rischioso, ma a quanto pare gradito ai narratari.” Sottolineavo soltanto che quella dello scrittore è una strada povera di certezze assolute. Non che per questo non si debba approfondire lo studio; semmai il contrario.

      • Forse ho frainteso… ma mi è sembrato di percepire questo “lettore non capisci niente, lo scrittore è un essere superiore incompreso” e non fa bene alla lettura… io leggo di tutto… non mi sento stupida se leggo un chick lit… alterno coelho, i classici, i gialli… ho una buona preparazione… ho anche fatto giornalismo (ed ero una giornalista) e un corso di scrittura creativa etc… il lavoro dello scrittore come tutti i lavori ha i suoi pregi e difetti… la certezza assoluta non ce la quasi nessuno… oggi è così… ma domani? siamo tutti sullo stesso piano…. non so… ripeto… avrò capito male… scusate ancora….

      • Oh no, non vedo lo scrittore come essere superiore incompreso! Non credo nemmeno che esista una letteratura di serie B, e leggo con piacere anche opere leggere, quando mi va. Forse non dovrei dirlo, ma a me è piaciuta anche la saga di Twilight… Intendevo dire che non abbiamo mai il totale controllo sulla storia, anche dopo che abbiamo studiato le tecniche narrative. Rimane qualcosa di inafferrabile, che fa parte della magia dello scrivere.

  4. haha dirigere il traffico stando sdraiato su un lettino! magari mentre la massaggiatrice finlandese lo sistema per bene… 😉

    Ma che bello questo corso e questo esercizio di rigore. Mi piace, mi piace.
    Aiuta a eliminare il superfluo. Se tutti ci esprimessimo facendo uso di 10 parole a frase..eeeh sai che risparmio di caxxate!
    sarebbe bello, no? 😀

  5. @ Grazia e Rita, confronto sano, purtroppo in poche righe magari un pensiero non viene colto nella sua completezza, sono felice che Grazia, che ringrazio, abbia avuto voglia e tempo di ritornare, eh no, non eri stata antipatica. Desidero specificare che Grazie è una scrittrice con diversi libri all’attivo e quindi offre un parere dall’interno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.