Cosa posso ancora chiedere alla mia scrittura # 4 Gli insuccessi non sono tutti uguali

Lunedì è stata pubblicata la cinquina di racconti finalisti del concorso Tramando: il mio non era tra questi. Ci sono rimasta un po’ male, lo riconosco. Credevo molto nel mio pezzo, nato dallo scambio di personaggi al corso di tecniche narrative ed elaborato con poche modifiche per le tracce obbligatorie nel testo: sii stravagante, un volto dal passato, fantasmi. Ciò che me lo faceva ritenere più che valido è l’aver usato la penna in maniera chirurgica, soppesando ogni parola, segno di punteggiatura, concetto. La trama poi mi pareva piuttosto originale. Lunedì era proprio stata la classica giornata in cui tutto va storto, per cui il risultato non mi aveva sorpresa più di tanto; in giornate come quelle si capisce quasi subito che è bene non farsi illusioni. Figuriamoci un concorso! Peccato, non tanto per i premi, quanto per la soddisfazione in sé. Poi però è arrivata la motivazione della giudicessa, in risposta al mio commento sulla giornataccia e il mancato piazzamento.

Eccola: Io son super felice di pubblicare il tuo Spiderman (il titolo del racconto è “Chiamatemi Spiderman” n.d.A.) che l’idea per me è fighissima (come sempre si vede che scrivi lungo, leggo e mi aspetto il resto, insomma il corto ti sta stretto). Ma se posso: tu combatti su altri fronti e la testa è lì. Il fatto che tu abbia partecipato, però, dimostra quanto la scrittura conta per te (e ogni occasione e buona) e che sei una sgobbona. E prima o poi arrivi. Anche se oggi non ne è andata una dritta.

Sgobbona, sì, lo sono sempre stata, in tutto. Se mollo la presa è solo per riprendere fiato. E ancora sì, alla mia scrittura ora posso chiedere racconti lunghi, qui il massimo era 18 mila battute e io sono stata parecchio sotto, non arriva alle 5 mila, e romanzi.

Ci sono insuccessi che non sono fallimenti, ma danno utili indicazioni per i lavori futuri.

Se siete curiosi di conoscere il mio Spiderman, tenete d’occhio bookblister, perché verrà pubblicato dopo il 27 febbraio.

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12 thoughts on “Cosa posso ancora chiedere alla mia scrittura # 4 Gli insuccessi non sono tutti uguali

  1. Io lo dico sempre che è meglio un insuccesso analizzabile che un successo arrivato per caso, perché così si può imparare qualcosa che farà di certo comodo in futuro.
    E comunque sono convinto che il lavoro porti sempre i suoi frutti, anche se a volte serve tanto tempo perché germoglino…

    • Grazie, sì concordo. Questa è un’analisi lucida, l’emozione di un buon piazzamento è solo goduriosa. Benvenuto in questo spazio, Fantastico che grazie a questi post, nuovi lettori si stiano affacciando con commenti molto interessanti.

  2. “meglio un insuccesso analizzabile che un successo arrivato per caso” concordo.
    Anche se immagino che il fastidio ci sia… e ci sta, Sandra! Altrimenti saresti un cyborg!

    Non c’entra una cippa ma tanto per capire.
    Quante sono 18mila batute?

    Ragione e pentimento quante ne ha?
    Così per farmi una idea…

    • No, non sono un cybor 😀 allora Ragione e pentimento = 220 mila circa. In editoria una pagina/cartella misura standard sono 1800, per cui 18 mila = un racconto da 10 pagine. Quindi un racconto cortino, ma non minimal. Noi si ragiona in battute, spazi inclusi, perché a dire pagine non ci si capisce. Voglio dire: carettere? dimensione carattere? spazio dell’interlinea? Sai lo stesso testo modificando queste variabili di quanto può cambiare come dimensione finale in pagine? Tantissimo. Un bacione

  3. Guarda, ieri per me è stata una giornataccia e, come per te, un “no” letterario è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
    Le giornate così ci sono.
    Poi passano, si va avanti e si riprende a scrivere, a sperare e a tifare per i nostri testi.

    • Ieri è stata una giornata uguale a quella di lunedì. Senza “no” letterari sul finale, ma con un cliente che per errori non miei mi ha urlato dietro “lei non sa chi sono io!” Ti giuro. Però ieri ho inviato Un figlio da lontano all’editore suggeritomi da Claudia nel precedente post. Ha già risposto: Gentile Signora,
      La ringraziamo di averci contattato. Valuteremo la sua proposta e le faremo sapere.
      Un cordiale saluto-
      Voglio dire trattandosi di una proposta spontanea, laddove nel sito non è neppure espresso che ne accettino, va considerata come una grande lezioni di educazione e di editoria possibile.
      Andiamo avanti Tenar cara, sperando, tifando e nel tuo caso pure correndo.

    • Grazie Lucy, la motivazione di Chiara è da vera professionista, quale lei è. Da incorniciare. Io sono motivatissima nell’ambito scrittura, ho raggiunto una serenità importante, quella di piantarla di vedere cosa fanno gli altri, rodermi per successi immeritati e strade facilitate, libri al top con strafalcioni galattici. Mi coccolo la mia scrittura e i miei lettori, pochi o tanti che siano. Bacione

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