Cosa posso ancora chiedere alla mia scrittura # 5 La scrittura per il blog

Ho aperto il mio primo blog per promuovere il mio romanzo, aveva infatti il titolo del libro. La scrittura e il blog sono fortemente legati, uno alimenta l’altro e comunque vada qui la mia scrittura avrà sempre uno spazio per esprimersi, sicura di trovare un buon gruppo di lettori. Voi.

Senza i mie due blog non ci sarebbero state le presentazioni di Brisighella, Alassio, Imperia, Lonate Ceppino e Montegalda. Cinque reading dei miei romanzi su otto sono nati qui. Dei restanti tre, due furono organizzati dall’editore di “Frollini” e uno da me senza il supporto del blog. Questi dati si commentano da soli.

Le presentazioni sono momenti entusiasmanti, certo l’incognita delle vendite esiste, e le spese da sostenere anche, ma per me rimangono preziose perché incontro i lettori, che a volte sono anche i lettori del blog appunto.

Rovistando tra vecchie cartelle è spuntato un racconto che non ricordavo. L’ho riletto con piacere. I racconti brevi sono perfetti per il blog. Alla mia scrittura posso chiedere piccole storie da pubblicare nel blog. Eccone una:

La trappola umana

Ieri ho ricevuto la tua lettera: guarda l’ho portata, onde evitare che tu mi dica “no, io questa cosa non l’ho detta”, e mi freghi. È tutto scritto, nero su bianco, anzi azzurro su rosa. Come si fa a usare una carta da lettere così adolescenziale?

Va be’ te la leggo:

“Caro Luca, bla bla bla, io, te, noi, altre minchiate che salto e arrivo al punto catartico. Sono in stato interessante…”

Senti bella, sarà interessante per te, ma a me non me ne frega un tubo!

Ah, dici che è mio?

Diciamo che potrebbe teoricamente essere mio. Occhei, prima di capire chi diavolo mi scrivesse ho dovuto ragionare con estrema calma sul mio passato da vero toro scatenato e, ti assicuro, non è stato facile. Ho guardato la firma “Lucia” – Dio! Come quella svegliona dei Promessi Sposi, sai che pizza. Va be’ comunque grazie per avermi detto che ci siamo conosciuti alla festa di Mimmo, altrimenti mi andava il cervello completamente in fumo per lo sforzo di ricordarmi di te.

Bella mia, sarò brutale, ma sincero.

Dunque sono qua ad aspettarti e non vedo nessuna Lucia in stato interessante, ma diverse ragazze davvero molto interessanti, con le quali non mi spiacerebbe intrattenermi mentre tu non arrivi. E poi ho un ricordo talmente vago della tua faccia, da sperare che il tuo pancione si noti per poterti riconoscere. Comunque è una trappola, è chiaro!

Se vuoi dei soldi, be’ non ne ho.

Se vuoi che ti sposi, puoi scordartelo. C’è la fila di donne con questo desiderio.

Scruto l’entrata del bar. Entra una bionda niente male con carrozzina.

Mi saluta. E’ lei. Cioè sei tu.

Che cavolo di gravidanza è che dura 3 mesi?

“Ah le poste…” mi dice sospirando.

Prendo la busta e guardo il timbro. Risale a 4 mesi fa!

Adesso è evidente che da quella trappolina rosa, paffuta, tenera, dolce, con le gote come mele mature, la boccuccia come un bocciolo, e la fossetta sul mento – proprio come la mia – non saprò sottrarmi, e neanche lo vorrò.

😀

Bene, cari amici la rubrica, che pare la storia infinita, torna lunedì. Vi lascio con l’augurio che sia un ottimo weekend per voi e anche per me, ché la settimana è stata assai impegnativa! Buona lettura.

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10 thoughts on “Cosa posso ancora chiedere alla mia scrittura # 5 La scrittura per il blog

  1. Mi sono letta questi post sulla scrittura e su quello che ancora ti può dare … io direi tanto! Anche se ci sono tante ragioni per cui sentirsi delusi da come si muove il mercato editoriale, ce ne sono di più per continuare a scrivere, le tue storie sono sempre un momento di piacevole quiete per me 🙂

    • Grazie Marzia cara, hai sempre parole di grande stima per me e mi fai davvero gongolare. Sì, la scrittura mi può dare ancora molto e molto mi dà. Non erano volutamente post sull’editoria perché intendevo focalizzarmi su di me, non sul contorno, anche se certo il contorno serve, eccome se serve. Settimana prossima tireremo le somme, e vedrai che bilancio!

    • Simpatico sì, grazie. Adesso il raccontino sta lì sul desk top, unito a un’altra cosa che ho scritto cioè il racconto di Spiderman, in cerca di un collegamento tra i due pezzi (i due protagonisti potrebbero essere la stessa persona) e in attesa di un allungo.

  2. Il tuo racconto è assolutamente verosimile.
    Una volta ho ricevuto un biglietto di auguri di Natale, imbucato a Milano, nel mese di maggio successivo. Il timbro riportava “dicembre”, ma mi venne recapitata 5 mesi dopo. La busta colorata era perfettamente asciutta, dopo mesi di pioggia quasi ininterrotta. A volte buste e cartoline restano bloccate nei risvolti dei sacchi di juta, ragion per cui gli impiegati postali seri girano accuratamente i sacchi al contrario dopo averli svuotati 🙂

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