La vita è quella cosa che succede mentre sei preso a scrivere (rielaborazione di una cit. attribuita a John Lennon)

imageAllora, mentre ero presa a raccontarvi la mia scrittura la vita non si è certo fermata, sono successe infatti un po’ di cose, che vado a raccontarvi.

Nelle immagini, per cominciare, la serata hamburger a casa di amici, ottima carne e ognuno si è composto il panino a proprio piacimento, vedete il mio: farcito con camembert, pomodoro e maionese. Essendo S. Valentino ho preparato questa card per i padroni di casa.2015-02-14 15.07.59Base: cartoncino carta di riso panna by PAPERopoli, sopra foglio a stelle (regalo di Liz) al quale ho stondato gli angoli. La scritta WE è il biglietto da visita di un bel bar, zigzagato sotto per eliminare l’indirizzo, il cuore fustellato da un’altra blog amica (se ben ricordo la fatina Lidia) scritte a mano da me, con matite colorate Stabilo. Davvero un lavoro in velocità, ma almeno ho scrappato qualcosa che vi posso mostrare. Lo scorso weekend c’è stato modo di vedere un po’ di amici, per fortuna! Mi sono resa conto che tra freddo, neve, influenze, pigrizia e impegni vari nel nuovo anno zero vita sociale condivisa con amici. Nel senso io e l’Orso usciamo con piacere anche solo noi due, lo sapete, o con i nipoti, e stiamo volentieri a casa, ma le uscite in compagnia erano davvero in caduta libera. Per fortuna sabato pomeriggio ho visto un’amica, e un’altra domenica. Quelle cose lì di chiacchiere intelligenti a go-go davanti a una cosa calda. E sabato la serata è stata davvero divertente, anche se io ho raccontato tutto il mio malcontento per il lavoro, e poi è chiaro che la si butta in vacca, e si ride, ma in realtà non c’è niente da ridere. L’uscita di scena di collegagiramondo ha gettato l’ufficio nel caos, sono bastati 6 giorni miei di influenza per avere una situazione drammatica. Esprimendomi a voce alta con gli amici, lo stress è stato evidente, a loro, e anche a me, che, fino a ora, avevo un po’ minimizzato.

Sempre dal fronte lavorativo Emanuele invece è contento del cambio di reparto. Gli orari sono sempre pessimi, ma in confronto a tanti lavativi Bini style (chi ha letto “Ragione e pentimento” conosce il soggetto) una ola per l’Orso ci sta tutta.

Giovedì ho avuto il controllo nei. Tralasciamo i dettagli sulla visita privata, perché con la Asl ci sono stati mille intoppi. Alla fine però almeno mi ha vista la dermatologa di giugno, che mi piace in ogni senso (professionale, empatica, gentile) alla quale intendo affidare i miei puntini. Purtroppo però, e proprio non me l’aspettavo, ce n’è un altro da togliere. L’intervento (con successivo esame istologico) è già stato fissato per il 18 marzo, cioè tre giorni prima di quello dello scorso anno! Questa volta è in zona tibiale, solo 4 millimetri ma  si sta attivando o riassorbendo, in pratica modificando e questo è ciò che non va nei nevi. Tendenzialmente consideriamo pericolosi quelli brutti magari grossi o in rilievo, in realtà sono quelli che cambiano a esserlo, e, la dermatologa ha detto che gli arti inferiori femminili, dove è appunto posizionato questo, sono molto rischiosi.

Questa cosa mi ha spiazzata, per una serie di collegamenti perché l’asportazione dello scorso anno rimane legata a papà: io che vado da lui anche se mi fa un gran male la ferita, io che dopo aver tolto i punti corro all’hospice e poi in ufficio e sbaglio metropolitana da tanto sono in un frullatore. E perché la visita di qualche giorno fa avrei dovuto farla proprio lo stesso giorno in cui un anno fa ci dicevano che papà aveva i mesi contati. Poi l’ho fatta il giorno dopo, per insomma i giorni sono quelli, e quando ti dicono “a rischio” tu pensi a un melanoma, anche se non è che te ne intendi poi molto. Ho lasciato decantare, mi sono un po’ chiusa a riccio, sono stata in chiesa, mi sono pure confessata quel giorno, senza sapere cosa dire, col prete che allora mi ha detto: “be’ una santa non sarai.” E pareva più il confessionale del Grande Fratello che quello dedicato a un sacramento. Poi mi sono divertita con gli amici, arrabbiata/avvilita in ufficio, coccolata al mio Orso e ho ritrovato lucidità.

Post lunghissimo, che si mette in pari con l’arretrato.

Ma vi siete resi conto, soprattutto quando è sereno, quanto si sono allungate le giornate? Una bellissima sensazione! E nel praticello vicino all’ufficio sono spuntati i fiorellini blu che io chiamo Occhi della Madonna. Molto molto molto primaverile.

Altro da dire, così raggiungo le 1000 parole… ah ah scherzo, sapete l’abitudine. Comunque la revisione del romanzo di Natallia sta diventando un affare per uomini veri. Tipo Rambo della tastiera. Ho un po’ paura di essermi imbarcata in un’impresa titanica con affondo incluso, faccio fatica a uscire dalla forma diario in favore della pura narrazione. L’ho fatto sì, ma a metà, come essere col busto fuori dalla finestra, e i piedi ancora in casa. Invece dovrei spalancare la porta, uscire e ciao.

Sarà un grande romanzo (se lo finirò). L’obiettivo è sostituire il SE col QUANDO.

Enjoy Life.

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8 thoughts on “La vita è quella cosa che succede mentre sei preso a scrivere (rielaborazione di una cit. attribuita a John Lennon)

  1. i fiorellini sono i “nontiscordardime” 😀
    in bocca al lupo per il neo, l’importante è che tu abbia trovato una persona di cui avere fiducia!

  2. Alla fine, anche se sembra che il lavoro ci tocchi solo relativamente, gli diamo una grande importanza. Me ne sono resa conto solo da poco tempo, proprio perché ho dovuto allontanarmene per forza. Questo mi ha fatto mettere a fuoco la situazione. Prima ero troppo vicina e annebbiata.
    In bocca al lupo per i nei!
    Che bello le giornate più lunghe! Danno l’impressione di riuscire a fare più cose. Bacio

  3. @ un bacione e grazie a tutte per i messaggi, vedo che la faccenda nei è quella che ha colpito di più di questo mio lungo post. Guardate che l’hamburger era ottimo 😀 e mi sento un po’ stressata pure per il romanzo di Natallia. Però il neo sì è la cosa più importante.

  4. Un nuovo romanzo in arrivo, quindi, bene bene… non vedo l’ora.
    Levarsi i nei è una rottura, pure a me è successo, però pensa positivo… farlo in marzo significa che quest’estate non avrai più cicatrice e potrai prendere il sole senza paura di arrossare il neo 🙂

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