Cene tempestose, il romanzo con la sindrome del figlio di mezzo # 2

autunno_01%20(ottobre)_487_162_90img_06

Sottotitolo:  i luoghi incantati dell’amore tra Roberta e Luca

La voglia di visitare Cannero Riviera mi è venuta leggendo un post. La zona mi era nota, ho uno zio maresciallo della finanza che abita in Val Vigezzo, e ha occupato anche la caserma lacustre a Cannobio, che sta proprio lì. Io invece ho fatto uno stage da giovane in un bellissimo hotel di Pallanza. Insomma stiamo parlando dell’alto verbano e fondo Toce. Tra il dire e il fare, si sa, cosa sta in mezzo; per cui sono passati quasi due anni prima che riuscissimo a fare sta gira. Ché le gite alle volte sono un po’ tutte come quelle al faro. Nonostante non l’avessi quindi ancora visto, ho preso qualche informazione e deciso che quello sarebbe stato il posto magico dove ambientare un pezzo importante di Cene tempestose. Sono le pagine scritte con maggior slancio, al punto di ricordare quale sia stato l’esatto giorno in cui l’ho fatto.

“Mi portò al lago, per prendere un gelato e un po’ di fresco, come disse. Mica Como o Lecco, insomma non così vicino, ma un paesino situato tra montagna e lago, appollaiato sul cono dei detriti che si sono formati dall’erosione dei fianchi dei monti soprastanti, nel verbano, sul Lago Maggiore. Si chiamava Cannero Riviera, anzi si chiama, non l’avevo mai sentito nominare e non ci sono mai più tornata in seguito. Un sacco di strada coi finestrini abbassati e mentre lasciavamo l’afa cittadina, Luca mi parlava, finalmente mi diceva quello che da anni volevo sentire, non le solite conversazioni politiche passate nel tritatutto mille volte. Arrivammo al porticciolo, prendemmo il gelato guardando la riva, tenendoci per mano, tutto molto romantico e poi iniziammo a baciarci (…)”

Finalmente eccolo l’imbarcadero e il lungo lago, finalmente in una splendida domenica di novembre ci siamo stati. Roberta e Luca sembravano parlarmi, questa è la suggestione più grande dello scrivere. Cannero Riviera ha un clima molto mite, e grazie alla stupenda posizione, crescono persino gli agrumi. Ha una deliziosa spiaggia sabbiosa che ha meritato la Bandiera Blu, dove abbiamo passeggiato a lungo dopo il pranzo all’aperto, in un ristorantino fronte lago, godendo ogni angolo e attimDSC_2284_487_322_90o di questa gita tanto sognata, che non ci ha delusi.

Per ora tocca accontentarsi di queste immagini prese dal sito della pro-loco. (Comunque molto belle) Le nostre foto previste per oggi, sono ancora in ostaggio del mancato acquisto del programma light room che pare introvabile. Questo borgo mi è sembrato fuori dal mondo per la pace, e per alcune caratteristiche che non ho trovato mai in nessuna delle cittadine lacustri che sono solita frequentare regolarmente. E’ una sorta di curioso mix tra le Cinque Terre e la Svizzera (il confine di stato è poco lontano). Ci farei persino una vacanza, il lido viene attrezzato in estate e immagino mi ci troverei benone per un periodo di relax, sole, lettura e scorpacciate di pesce!

Sono molto soddisfatta di averlo scelto per Roberta e Luca e scommetto che ho fatto venire voglia anche a voi di visitare Cannero Riviera!

 

Annunci

4 thoughts on “Cene tempestose, il romanzo con la sindrome del figlio di mezzo # 2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...