Responsi editoriali

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Sognando la villeggiatura: in valutazione per Delos Digital Chick and Chic

Abbiamo letto il tuo racconto, ed entrambe lo abbiamo trovato un po’ debole. Questa considerazione nasce più che dalla trama, dal taglio che hai deciso di adottare. Ci sono degli spunti interessanti, ma nel complesso riteniamo manchi quell’ironia pungente che caratterizzava la matassa blu di Prussia e rendeva il testo “diverso” dalle classiche storie chick lit. Prima di decidere, vorremmo suggerirti di provare a “stravolgere” il racconto apportando un po’ di modifiche: come prima cosa, vorremmo leggerlo con una focalizzazione in prima persona, quindi narrato o dal punto di vista di Sophie, o da quello di Claudia.E soprattutto, c’è un po’ di confusione con i tempi verbali: se riuscissi a portare al presente tutta la parte della vacanza secondo noi il testo guadagnerebbe in brillantezza: le chick lit di solito sono frizzanti proprio perché narrate in prima persona e al presente.

Fatto e rispedito, sono in attesa. Personalmente preferisco di gran lunga Sognando la villeggiatura a La matassa blu etc. ma devo riconoscere che portandolo in prima persona e aggiungendo qualche nota stile matassa, cioè a parer loro più frizzante (a parer mio un po’ più stupidina) è migliorato molto.

La matassa blu di Prussia: uscirà entro fine maggio, probabilmente ad aprile.

La coppia che uccide: il valutazione per goWare

le scrivo per condividere la mia valutazione, anticipandole che, purtroppo, che non ce la sentiamo di acquisire l’opera. Non sono convinta del romanzo, poiché penso che una maggiore profondità e un ritmo meno accelerato, sia nella narrazione degli eventi sia nella psicologia dei protagonisti, avrebbe sviluppato la tensione necessaria alla storia e una conseguente empatia da parte del lettore che, in questa versione, non è abbastanza coinvolto dagli eventi narrati. La vicenda di per sé ha una certa suggestione, ma dovrebbe essere giocata tutta sulle componenti psicologiche e sulle tensioni interiori dei protagonisti da cui potrebbero svilupparsi situazioni accattivanti, efficaci per una migliore leggibilità del romanzo.

images Condivido tutto, inviandolo in goWare tramite l’agenzia che mi rappresenta, ho semplicemente provato a piazzare un lavoro che è lì da anni e che nel tempo ha subito una serie di modifiche (è nato per un concorso di Baldini e Castoldi ben 16 anni fa) importanti, ma soprattutto è stato spolpato di parti fondamentali, che ho utilizzato per altri lavori (la Corinna di Cene tempestose in primis), e ora è davvero impoverito. Questo è un rifiuto bello, perché mi conferma che goWare non pubblica tutto ciò che riceve (molti l’hanno scambiato per una sorta di piattaforma digitale, no, è un vero editore). Essendo consociato a Thesis, la mia agenzia, sarebbe stato facile pubblicare un nuovo lavoro di un’autrice (io) che si è già affermata con loro, ma non l’hanno fatto. Vero è anche che in giro ci sono libri ben peggiori de La coppia che uccide, ma tutto sommato a me interessa un’editoria di qualità, l’ho sempre detto.

Il romanzo di Natallia: terminata la stesura della seconda linea narrativa e inviato alla mia editor.

No, momento momento. Cioè hai già inserito la trama dentro al romanzo?! In una settimana?! Hai rimontato il tutto, alternando le diverse linee narrative? Hai trasformato in scene tutto quello che era riassunto? Prenditi un po’ di tempo, Sandra. Non è una corsa. Così lavori come un mulo, le cose che ti ho chiesto richiedono almeno un mese!

Sgulp! Io, sì ho fatto tutto ciò che cita e sono convinta di averlo fatto pure bene, perché ormai ho la sensibilità per riconoscere la mia scrittura: quando funziona e quando mi accontento dei risultati (come per La coppia che uccide), quando scrivo sentendo la mia voce (come per Ragione e pentimento, come per le pagine su Cannero Riviera nelle Cene) e quando invece arranco…

Farò un’altra rilettura, durante la convalescenza per il neo. Così decanta, ma so già che da questa revisione scaturiranno pochi cambiamenti degni di nota. Fermo restando che continuo a fidarmi di Chiara B.M. Altroché.

Scrivo questo post, non per ridurvi come la ragazza nella prima immagine – quella la intendo stremata dalla fatica di scrivere ed emergere, non come addormentata per noia – bensì perché credo che le risposte contengano indicazioni utili per i miei lettori/scrittori.

Buon fine settimana!

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13 thoughts on “Responsi editoriali

  1. Buongiorno mia cara! Si, il post è interessante per tutta una serie di questioni. Oltre che utile per chi scrive, sicuramente fa riflettere sul fatto che hai trovato un editore serio e capace, da un lato, e ci fa ben sperare sull’arrivo di nuove opere Made in
    Sandra. E si, capisco benissimo la spinta per cui hai sistemato il romanzo di
    Natallia in una settimana: hai capito cosa si voleva da te e avevi la spinta e l’ispirazione per concluderlo, quindi ben venga. Io, ad esempio, se ci metto di più, non produco niente.
    In bocca al lupo.

  2. Ma sei davvero super, super efficiente! Per me inizia la settimana dell’esame finale del mio corso, non scrivo narrativa da dieci giorni e fatico a mettere a fuoco le parole quando leggo…
    Per il resto, i responsi editoriali sembrano un po’ letture dei tarocchi (il mio “preferito” rimane il responso di una casa editrice che disse “bello il romanzo, ma ci sembra troppo” troppo il che senso? Dimmi “non abbiamo voglia di pubblicarlo” che sei più onesto…)
    Se posso fare un appunto a Delos (che adoro per molti versi, vedrai che meraviglia la piattaforma di rendicontazione…) è che a volte peccano per iper tecnicismo.

    • Io lavoro bene sotto pressione, il che è un grosso guaio se si lavora con la squadra sbagliata: ti carica di superlavoro fino a che non scoppi. Con le persone giuste invece funziona alla grande. I responsi con motivazioni abbastanza articolate come quelli del post hanno un senso, capisci che c’è una meditazione vera sul testo, i silenzi o le cose troppo MA come il tuo lasciano perplessi. Ma anche di quelli ne ho una collezione ahimè.

  3. La capacità di lavorare sui suggerimenti è importante e per niente scontata. Capita che non li condividi, ma al tempo stesso non puoi ignorarli e basta. Però è soddisfacente accorgersi di essere capaci di uscire da sé, in qualche modo. Il nostro modo di vedere le storie che scriviamo è personale, ma può essere anche una prigione, sotto certi aspetti.

    • Guarda i suggerimenti giusti, sia nei contenuti che nella forma, cioè come il messaggio mi viene veicolato, per il mio modo di scrivere fanno la differenza. Con Chiara Beretta Mazzotta e Mondo scrittura (che seleziona il materiale per Delos) mi sto trovando molto in sintonia, con altri decisamente meno e tutto il testo ne risente. Nella scrittura è un gran bene avere a fianco chi tira fuori il meglio dell’autore, senza forzature, senza prendere il suo posto, un editor è un editor, l’autore è un’altra faccenda, purtroppo non sempre capita.

  4. Questo è il modo in cui ogni autore dovrebbe prendere il rifiuto, complimenti. Ma di certo gli esempi riportati sono encomiabili anche da parte dei due editori.
    Mi sei piaciuta molto quando ho letto “è anche che in giro ci sono libri ben peggiori de La coppia che uccide, ma tutto sommato a me interessa un’editoria di qualità, l’ho sempre detto”. Ce ne fossero di autori così, ce ne fossero! I più rispondono “ma in giro c’è talmente tanta porcheria che il mio romanzo in confronto è la Divina Commedia!”

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