La curva di crescita della scrittura e non tecniche per autori

minni-47-p-201Da autrice è stata una soddisfazione venire a conoscenza del modo di operare di Fabio Genovesi, attraverso una bella intervista. Afferma, tra le tante cose, di sapere cosa avviene nel romanzo che sta scrivendo, solo nelle prossime 3 pagine e di non fare schemi. Questo è molto confortante per chi, come me, fa un continuo su e giù nel testo, non annota nulla e si ritrova alla fine con persone inaspettate che mai sarebbero entrate nel romanzo senza questo smontaggio e rimontaggio che manco all’Ikea. Qualcuno mi ha messa in guardia dall’eccessiva conservazione di pagine che non funzionano molto, ma insomma se sono lì pensiamo abbiano un senso. Genovesi ne ha buttate 600, bravissimo. Io credo che lui abbia davvero capito tutto del raccontare, oltre ad avere idee geniali, e soprattutto lo ringrazio per essere rimasto un ragazzo adorabile.

La traduttrice Sara Crimi mi ha parlato della curva di crescita della traduzione, applicabile anche alla scrittura, in pratica traducendo e scrivendo ci si evolve, si cresce, si fa esperienza e i nostri primi lavori risultano qualitativamente meno buoni. C’è una curva di crescita insomma, e io non so se con il romanzo di Natallia ho raggiunto l’apice, ma, di sicuro, è il mio lavoro migliore. Oggi “Frollini a colazione” sarebbe scritto in maniera molto diversa, migliore sì, perché sono cresciuta appunto, molto ho appreso leggendo e facendo palestra, ho messo in pratica gli insegnamenti dei corsi di scrittura, le tecniche narrative e i moniti degli editor capaci che mi hanno accompagnata. Sono maturata. C’è anche qualcosa di poco definibile in questo lavoro: la sfida per rendere l’autobiografia un romanzo, la grande fatica, la paura di aver preso una strada troppo ardua, e soprattutto la scoperta. La grande sorpresa nel scrivere diverse pagine che nulla c’entrano con l’esperienza di Natallia, ma che ben la completano. Me le sono ritrovate inaspettatamente e ho seguito le vicende di quattro personaggi che mai avrei incontrato se non avessi dato ascolto a questa semplice frase:

Ma scrivere è soprattutto quella rottura di palle che è riscrivere. Rivedere, limare… e in quel avanti e indrè di riletture succedono grandi cose, alle volte. Intuizioni, trovate narrative, belle idee da sviluppare.

Leggo spesso in rete grandi, nel senso di lunghi, post sulla scrittura, che trovo piuttosto supponenti, gente che pretende di elargire il proprio sapere, spesso senza aver pubblicato nulla. Il web è davvero un punto di ritrovo per venditori di fumo in ogni campo :D. Secondo me le parole sopra sono la vera formula per arrivare a un buon risultato, una frase concisa ed efficace, che mi ha scritto un giorno la mia editor per ricordarmi di non avere fretta. Tutto il resto è bla bla bla.

In ogni caso, grazie alla convalescenza, il romanzo di Natallia, alla sua quinta revisione/stesura (Genovesi ne ha fatte oltre 20 del suo ultimo romanzo) è di nuovo nelle mani, o nel pc, di Chiara B.M. Tocca attendere.

Aspettare, riposare, tutte cose troppo tranquille per me! 😀

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20 pensieri su “La curva di crescita della scrittura e non tecniche per autori

  1. Mi piace questa immagine della curva di crescita, occorrerebbe applicarla a tutto e impegnarsi a migliorare sempre, qualsiasi sia la nostra attività o passione. Solo che di “venditori di fumo” ce ne sono davvero tanti, per un po’ riescono pure ad ottenere risultati inviadiabili. Voglio pensare che alla fine vinca la sostanza … 🙂
    Buona ripresa!

  2. @ Prima di “giudicare” i venditori di fumo” come tali, infatti come dice la cara Speranzah ho letto e valutato a lungo i loro testi, e continuava a picchiettare il tarlo del “ma chi sono questi?” poi come dice invece la sempre arguta Marzia, si spera che vinca la sostanza, spesso fatta di pochi ingredienti. Sto meglio, un bacione a voi.

  3. Contenta di sapere che stai meglio!
    Che faticaccia la scrittura… dico davvero! Io non potrei mai. Più mi rileggo (negli scritti della professione) e meno mi piaccio. Anche se un mio prof diceva che è del tutto normale. Figurati scrivere romanzi!
    I venditori di fumo? Ce ne sono a frotte anche nei diversi ambienti di lavoro. E come sono bravi a vendere il loro fumo!!! A volte li osservo per cercare di capire se seguano una tecnica ben precisa o se sia una capacità innata in loro 😉 e opterei per la seconda possibilità.

    • Alla lunga vengono smascherati, ma di solito nel frattempo hanno racimolato nuovi adepti. E’ una fatica bella quella della scrittura, be’ come scalare una montagna, c’è a chi piace e a chi no 😀

  4. Verissimo e rassicurante. Del resto come dico sempre ‘siam qui per migliorarci’!
    Mi rassicura leggerti così disordinata nello scrivere, lo sono a mia volta. Questa volta, comunque, la saggezza è in Speranzah

    • Speranzah è in genere, la blog conosco da anni, molto assennata. Troppa tecnica ammazza il divertimento secondo me, e Genovesi ha detto “perché dovrei conoscere cosa succede nelle mie storie dopo 3 pagine? Il lettore mica lo sa.”
      Trovo sia bellissimo.

  5. Sai che proprio stamattina mi sono un po’ indignata con uno dei classici venditori di fumo? Non tanto perché principiante (anche io lo sono) ma perché cerca di spacciare il proprio metodo come l’unico praticabile. La scrittura però è talmente soggettiva da non poter essere ridotta a schemi. Ciascun autore ha il diritto e il dovere di trovare la propria strada

    • Il fulcro non è l’essere principiante, tu dici di esserlo ma il tuo blog si pone in maniera empatica, ti poni bene, in modo molto personale per esempio quando parli del reiki e dell’energia, ecco non sono tanto nelle mie corde ma capisco il senso e sono felice di scoprire altri mondi applicati poi alla scrittura. Non vorrei sembrare paranoica, ma ho rilasciato due interviste recentemente, perché mi è stato chiesto, sia chiaro, non mi sono proposta per vendere i miei romanzi, da Anima e da Giordana di Plesio, oh, gli abituali commentatori dei due blog, chissà perché, essendoci io non hanno commentato il post. Ho provato in altre situazioni a commentare io da loro, ma mai si sono degnati di venire qui. Non pretendo di essere simpatica a tutti, ma gente che ripeto non ha pubblicato un cavolo, se la meni così tanto da non considerare me, che invece ho pubblicato 3 romanzi, non degna della loro attenzione mi fa davvero ridere. Un bacione

      • Le interviste e i guest-post ricevono di norma meno commenti rispetto ai post tradizionali. Non ho mai capito il motivo. Forse dipende dal fatto che un blog è un modo per relazionarsi con l’autore, e l’ospite è percepito come un elemento estraneo. Non sono sicura al 100% che sia così, ma potrebbe …
        Ti posso intervistare anche io?
        Postilla: sai che dopo aver letto questo post, la sera stessa, ho scoperto di avere sul kindle un romanzo di Genovesi? L’avevo acquistato perché le recensioni mi avevano incuriosito, ma non ricordavo il nome dell’autore. Mi sta piacendo molto, si intitola “esche vive”.

    • Credo non sia per tutti uguale, i percorsi dei miei tre romanzi sono stati molto diversi tra loro, e con questo quarto ho scoperto nuove strade, ma sono felice che l’argomento sia di interesse. Grazie 😀

  6. Ne uscirà un lavoro fantastico!
    Io sto “covando” la seconda stesura del romanzo delle streghe, ma questa volta non voglio avere fretta. Lavorare a un romanzo è anche stare fermi a fissare il vuoto!

    • Fissare il vuoto tipo la sottoscritta in questi giorni. Immagino quali potrebbero essere i nuovi appunti e disappunti di Chiara e penso cosa potrei fare ancora per migliorarlo? Mah. In ogni caso grazie di cuore per l’ondata di fiducia di questo tuo “fantastico”.

  7. Interessantissimo quello che scrivi sulla curva evolutiva applicata anche al lavoro di traduzione. In effetti la madrelingua che ha tradotto il mio romanzo in inglese la pensava allo stesso modo. Di solito lo si applica alla scrittura, raramente alla traduzione.
    Per quanto riguarda “i venditori di fumo”, dobbiamo sperare che il tempo sia galantuomo, secondo il detto! (cioè che non reggano nel lungo periodo)

  8. Sara Crimi, puoi cercarla su Google per vedere il suo profilo professionale, era seduta di fronte a me a questo pranzo e non ricordo come abbia introdotto l’argomento, diceva comunque che rileggendo le sue prime traduzioni le trovava appunto lontane da come tradurrebbe oggi. Un caro saluto a te.

  9. Credo anch’io che qualunque scrittore cresca con il tempo. In fondo, più scrivi e più ti alleni. E finché c’è passione non puoi che migliorare!
    Come te non mi faccio schemini e grafici, ma in realtà, quando inizio a scrivere, ho bene in testa la storia, il suo inizio la sua fine e le parte salienti. Poi, per il resto mi lascio trascinare, perché è solo scrivendo che si capisce davvero di cosa hanno bisogno la tua storia e i tuoi personaggi.

    • D’accordissimo con te sul sapere di cos’ha bisogno la storia strada facendo. Altrimenti è un po’ una noia. Del resto la vita mica lo sai come andrà! Grazie di esserti fermata qui.

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