BookPride Milano # 4

Milano non è mai riuscita a strappare a Torino il Salone, ma dedica diversi eventi ai libri e quello di questi giorni mi ha regalato note di entusiasmo stellare. Siamo ai Frigoriferi milanesi, ex Palazzo del ghiaccio, dove da ragazzina andavo a pattinare, una struttura di chiara impronta industriale, riadattata a luogo dove fare cultura; gratuito l’ingresso, tantissimi gli editori indipendenti presenti, e tutti di qualità. L’idea per oggi è stata quella di non puntare la sveglia, alzarci quando capita (si presume tardi) e andare al BookPride, dove sappiamo è presente un interessante punto ristoro. Così facciamo; arriviamo per le 14, pranziamo comodamente, e ci tuffiamo tra gli stand. Compriamo tantissimo. Diversi i momenti di euforia: da Mimimum Fax mi intrufolo in una conversazione, dico poi di avere appena finito “Il tempo è un bastardo” pubblicato da loro, e di colpo si crea un capannello di grupies della Egan, sembriamo drogate: una signora ci ascolta e lo prende, io e l’editore ci accaloriamo a parlarne e alla fine mi regala la spillina, che appunto alla borsa (bellissime entrambe) e compro “La fortezza”. Poi “ehi, ma quello è Olmo di Camera Café!” A casa nostra questa trasmissione è un vero cult, troviamo che l’ambientazione sia azzeccatissima; usciamo, chiamo Chiara per sapere se è anche lei lì, mentre siamo fuori, Olmo sorride a mio marito e si avvicina. Dovete sapere che l’orso giammai avrebbe attaccato discorso, mentre sono al telefono li vedo che parlano, finisco la chiamata e mi unisco a loro. Non so quante ne abbiamo sparate, una simpatia unica, ma proprio autentico ecco, vi dico che mentre Emanuele ci scatta la foto, Olmo (che si chiama Carlo) dice “oh, intanto noi limoniamo, non ti fidare tanto che sono gay!” Ha in mano il suo primo romanzo, esce tra pochi giorni e ne abbiamo un po’ parlato. Bellissimo incontro, ci ha divertito un sacco. Carlo, se passi di qui, ti mando un saluto davvero affettuoso. Altre vascate di libri, chiacchiero da Fazi di Muzzopappa, si dicono di felici di avere avuto fiuto nello scovarlo, io parlo da persona informata dei fatti, abbiamo una editor in comune 😀 Andiamo da Giuntina, dove ci riconoscono da Torino! Lizzi Doron non ha pubblicato nulla di nuovo, be’ non è mica come Vitali che se ne esce con un libro ogni sei mesi, ma compro qualcosa anche lì. Camminiamo, i corridoi tra gli stand si stanno riempiendo e anche le nostre borse, mentre si svuota il portafoglio, ma sono i soldi spesi meglio al mondo.

C’è pure Civati, gli dico di averlo votato alle primarie (perse) controbatte che la storia non è mica finita. E io gli rispondo di sì, che la vita è lunga e fa molti giri (è una frase di Isabel Allende, che trovo sempre molto vera). Fuori una banda di ottoni sta suonando. Milano mi sembra bellissima, è esplosa una primavera ricca di luce e fiducia. E di libri che quelli, come dice la frase sulla spillina “se la cavano sempre”. In fondo se la cava anche chi i libri li adora, come faccio io, e li regala ai nipotini per Pasqua, al posto delle solite uova di cioccolato. IMG_0003 IMG_0004 IMG_0005 IMG_0012 IMG_0014 IMG_0009

Con l’occasione vedete anche i miei colpi di sole by ViParrucchiere, freschi freschi e il taglio rifatto, pressoché uguale a quello di gennaio.

Annunci

11 thoughts on “BookPride Milano # 4

  1. beh, direi proprio una gran bella giornata, che apre in pieno le danze della primavera! e noi siamo qui ad aspettare le recensioni sui nuovi acquisti! 😉

    • Nel bottino ce ne sono 3 da regalare. Mio marito ha un arretrato pazzesco nella lettura, la sua pila dei “non letti” sul tavolo in sala è ben più alta della mia. Questa fiera alla prima edizione, autofinanziata dagli editori indipendenti è stata la più bella mai vista in anni di frequentazioni, dopo Torino. C’era un fermento pazzesco, molto di sinistra, va detto.

  2. Ecco, questa sarebbe stata una bella occasione per venire a Milano. Invidio le tue chiacchiere, mi riprometto sempre di lanciarmi e poi non lo faccio mai… Invidio anche il tuo bottino di libri, ovviamente. Il taglio ti sta da Dio!
    Baci, Francesca

    • Cara il gran vantaggio di essere senza figli è che queste decisioni possono essere prese molto last minute, tipo se domenica mettina ci fossimo alzati e “non c’ho più voglia!” non avevamo nessun problema, ma, soprattutto non occorre organizzarsi laddove non ci sono biglietti da prenotare. Il post di Chiara BM mi ha fatto pensare che fosse una bella occasione libresca, ma non era così scontato, a volte le fiere di libri sono un’ammasso di editori a pagamento e libri scadenti. Grazie per i complimenti al taglio.

  3. Un po’ di invidia! Mi hanno detto da più parti che è stata una manifestazione bellissima… Io avevo in visita i parenti Brasiliani e ne è uscita una tre giorni gastronomica/alcolica da cui ci metterò settimane a riprendermi…

    • Sì, bellissima non mi stanco di dirlo. I 3 giorni di bagordi eno-gastro però dai, ok a parte la ripresa in tempi da glaciazione, non pare male! 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...