Gli up and down della scrittura

In questa serata di fine Pasqua, ringrazio di cuore chi è passato per gli auguri e torno a parlare di libri e scrittura. Ho scaricato con estrema facilità l’applicazione kindle per pc, gratuita su Amazon.

A volte penso che scrivere sia una sciocchezza perché mi infliggo nuovi motivi di ansia e corse sull’ottovolante. Non sono una persona lunatica: se sto giù di morale c’è sempre un motivo e se rimango a lungo in down è perché non riesco a sconfiggere la causa del malumore. Così anche nel mondo parallelo della scrittura ci sono momenti up e altri decisamente down. I più evidenti tra quelli su sono certo la firma di un contratto e la pubblicazione di un lavoro, quelli giù i rifiuti. Ma sarebbe molto riduttivo vederla in questo senso. Dei rifiuti belli abbiamo già parlato, peggio di un “no” motivato abbiamo di sicuro le sparizioni, e il pensare di poter prendere in giro un autore con mancate risposte. Avremo modo di tornare sull’argomento perché meritano un post a parte recenti accadimenti che hanno per protagonista “Un figlio da lontano” sì, sempre lui, con contatti ravvicinati con gli editori.

E’ molto down non vedersi pagate le royalties, i rendiconti farlocchi, le scuse, l’idea di fondo che far intervenire un legale non sia poi così campata in aria. E’ abbastanza down vedere il nome della mia agenzia nei credits di romanzi di scarso valore, osannati come capolavori, storie dove c’è scritto che a Firenze ci sta la stazione Centrale, mentre, come dice Pippo Russo, lo sanno anche i turaccioli di sughero che si chiama S. Maria Novella, quando l’agente è proprio di Firenze, e Dio mio una roba del genere non può non notarla!

E’ super up sapere che un lettore sceglie il mio racconto da leggere al capezzale del padre che combatte come un leone in ospedale, perché i libri che ti accompagnano in certi periodi, per chi come noi è lettore forte, sono destinati a fare parte dei ricordi del periodo stesso, per sempre, di diritto proprio. E io ci sono passata. E’ up condito di “oddio mica sarà un down camuffato da up?” esaltarsi per ciò che si scrive, avvicinarsi alla parola fine, e già rimpiangere la tastiera e il testo quando era più acerbo. E’ grandiosamente up quello che vedete sotto. Anche se essere nella classifica di Amazon non significa nulla in termini di qualità, l’immagine in sé fa fare al cuore un sacco di capriole molto up. La foto non è limpidissima, perché è uno screenshot rielaborato in jpg, ma credo si capisca! 😀 😀 😀 😀

Immagine (2)

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16 thoughts on “Gli up and down della scrittura

  1. Prima di tutto: tanti auguri di buona Pasqua (che la giornata non è mica finita!).

    Purtroppo Amazon non accetta paypal come pagamento (accidenti a loro) e quindi ho acquistato direttamente da Delos (che invece lo accetta, perchè sono bravi!)

    Non so se questo verrà contaggiato in classifica, al limite al totale aggiungi +1 😉

    (sono proprio curiosa!)

    • No, non finisce nella classifica di Amazon, ma in quella di Delos, ugualmente importante. E comunque dai la classifica è una coccola per l’ego ma le classificone sono compromesse dall’acquisto di grosse quantità di libri effettuato dall’editore stesso che lo compra appena esce, in modo da far schizzare il titolo al top creando un effetto a catena di vendite. Attendo il tuo giudizio, ma sono certa ti piacerà. Un bacione

  2. I down fanno parte della vita, invidio la tua capacità di circoscriverli e dargli un nome. io invece sono bravissima nel farmi sopraffare e riemergere è sempre complicato.
    Detto ciò, sono molto contenta per te e per come sta andando il tuo ultimo racconto. Brava! Francesca

  3. @ E’ tutto un mondo di furbetti e i down sono dietro l’angolo care amiche, non che io non mi faccia sopraffare, però i down seri sono quelli – vedi sopra – di stare accanto a qualcuno in ospedale, gli altri sono mini down a volte consolabili con un dolcetto o un rossetto.

  4. La foto si vede benissimo! Sono soddisfazioni, come no. Hai proprio ragione sugli up e sui down. I periodi di morale basso ed energie scarse influiscono sulla scrittura, ma anche viceversa. Io fatico molto a trovare un equilibrio tra leggerezza e impegno serio, perché nella mia testa bacata impegno serio = risultati importanti. Ma allora dovevo fare il geometra! In questi giorni sono leggera, e mi godo la scrittura così, senza farmi domande. Evviva! 🙂

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