Un figlio da lontano: sviluppi al sapore di carrambata!

images9NBY61IE Per caso ho incontrato di persona i due editori che stanno valutando “Un figlio da lontano”. Diversissime le situazioni e le persone. Uno aveva un banco, non posso definirlo stand, al BookPride. Prima di lasciare la fiera ho deciso di palesarmi, ho detto di aver invito l’albo, di sapere che non rispondono a tutti, ma magari in virtù di quel guardarsi in faccia, potevano farmi sapere qualcosa. Mi rispondono di non averlo ricevuto ma che comunque rispondono a tutti, ribatto di avere a mia volta ricevuto una mail dal risponditore automatico, dove tra l’altro dicono di non rispondere tutti, mi dicono di non avere il risponditore automatico. Perplessa assai, penso di essermi confusa, ma non è da me, rincasata, ritrovo la mail, eccola:

“Gentilissimi, abbiamo ricevuto il vostro messaggio, grazie per averci contattato. Riceviamo moltissime proposte e possiamo accoglierne veramente molto poche per le nostre limitate risorse economiche. Esamineremo anche la vostra ma non riusciamo a rispondere a tutti personalmente, nel caso ci interessi verrete ricontattati entro un paio di mesi. Perdonate la risposta automatica, ma siamo solo in due e abbiamo troppe cose da fare! Grazie ancora.”

😀 Capirete che fa a un po’ a pugni con quanto mi hanno detto al BookPride. Inoltro quanto sopra, e di nuovo l’albo, dicendo chi sono. Niente.

Ora, sei vuoi prendermi in giro, nessuna legge lo vieta, ma sii almeno un po’ coerente soprattutto se sbandieri etica ovunque.

L’editore che invece mi ha suggerito Claudia, era seduto al mio stesso tavolo durante il pranzo di Modena. Eh sì, i casi della vita. Eravamo in 23 e non ci siamo parlate, e, soprattutto neppure sapevo chi fosse. L’ho scoperto giorni dopo, vedendo i commenti al relativo post di Gaia su FB. Ho letto il nome e non mi era nuovo, sono rimasta nel dubbio per giorni senza riuscire a collegarlo a nulla. Poi per fortuna sono tornata a quella pagine di FB, e subito dopo nelle mie mail per fare ordine: un flash: la editor della casa editrice che mi aveva già risposto gentilmente dicendomi che mi avrebbe fatto sapere, e quella donna con una bella borsa che camminava davanti a me, nel centro storico di Modena sono la stessa persona! Ad averlo saputo! Ho atteso oltre un mese, poi le ho scritto, se, in virtù di una mangiata e un’amica in comune, poteva dirmi qualcosa. Ecco la risposta:

Cara Sandra,

Proprio non lo sapevo! I casi della vita!!! Nella presentazione del suo libro mi informa che è stato studiato attentamente e si nota la cura, ma… Non è un libro per bambini! È per i genitori di bambini adottati. È tutto rivolto a loro, nel pensiero e nella forma.

Non basta scrivere in forma di filastrocca per avvicinarsi ai bambini.

Mi scrive che non vuole lasciare nel cassetto la storia e concordo con lei, allora credo vada completamente ripensata. Tolga le filastrocche, lasci fluire la storia pensando alla bambina adottata, prendendo il suo punto di vista. Altrimenti, se il suo intento è quello di rivolgersi ai genitori, scriva la storia di questa adozione.

Le illustrazioni non sono adatte a un libro per bambini: se invece ci si rivolge ad adulti si potrebbe pensare a una Graphic novel, volendo servirsi di questa illustratrice. Spero di non averla disorientata o disillusa: aveva chiesto un parere sincero!

Un cordiale saluto.

Questa è una mail con un senso, sulla quale si può ragionare. Ripensare a “Un figlio da lontano” in quest’ottica significa imbarcarsi in un grosso lavoro, passare da un albo illustrato a una Graphic novel (in pratica un breve romanzo in forma di fumetto per adulti) comporta un cambio radicale di registro, con diverse implicazioni: tanto per cominciare, eliminare del tutto le mie filastrocche emotivamente è un passo difficile da fare, eppure – ne abbiamo già parlato – se una cosa non funziona, conservarla non va bene, anche se ci siamo affezionati a quelle parole e ci sembravano buone. Per cui lo farò. Questo è il mio nuovo progetto di scrittura. Sgombro la mente, faccio un bel respiro e sposto ancora più in alto l’asticella per uscire dalle strade sicure. Cinzia è stata subito entusiasta della proposta, dice che io ho il dono di infonderle energia, mah. Sono io a essere fortunata ad averla al mio fianco. Forse più avanti mi verrà voglia di buttare tutto, ma mi sembra di avere una buona base da cui partire e sarebbe sciocco non accogliere i suggerimenti di Angela Catrani. Sì, facciamoli sti nomi, perché quando si incontrano editori validi vale sempre la pena di dire chi sono! Spero di riuscire nell’obiettivo e di ripresentarmi ad Angela con un nuovo lavoro che le faccia dire un bel “sì”! 😀

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29 thoughts on “Un figlio da lontano: sviluppi al sapore di carrambata!

  1. Visto che il “destino” ha messo questa persona più di una volta sulla tua strada, non si possono ignorare i suoi suggerimenti! Sono cose che colpiscono… (me di sicuro) 🙂

    • Almeno una copia la vendiamo, allora 😀 PS. faccio la figa me in realtà ho molta paura per sto progetto. Comunque grazie, ti so dalla nostra da tempo

  2. Gli editori di cui al primo esempio, anche se di certo animati dalle migliori intenzioni e magari anche buoni editori a livello di pubblicazioni, sono quelli che mettono in ombra l’operato di tutti. Mai dare risposte nebulose. O ci piace o non ci piace, o diamo risposta a tutti o diamo risposta solo a chi ci interessa. Nessuno li metterebbe alla gogna per questo (quanti editori danno risposta solo a chi gli interessa?).
    Mi piace molto la risposta della seconda editor, invece, e anche il tuo modo di prenderla. In bocca al lupo con il tuo nuovo progetto!

    • Sui primi spenderei molte parolacce: come fai a dirmi di non avere il risponditore automatico? Ma qui siamo alla negazione dell’evidenza! Il secondo encomio assoluto. Grazie Giordana, ormai hai capito di che pasta sono: ci si rimbocca le maniche e si riconoscono gli errori. Aspetto da te sviluppi sul tuo romanzo, sai.

  3. Brava Sandra! Ti ammiro perché non demordi! La seconda è stata senz’altro molto corretta e propositiva. I primi… ehm ehm… o sono poco coordinati internamente o volevano tirarsene fuori senza prendere posizione, cosa che va molto di moda in Italia, ma che rende – a ragione – impopolari.
    Un graphic novel sul tema (anche se di questo tema ne ho fin sopra i capelli per certi versi) lo prenderei, quindi la seconda copia è venduta! 🙂
    Bacio e continua così!
    PS Mi trasmetti energia anche solo a leggerti, e ne ho tanto, tanto bisogno!

      • Si, Sandra. L’ho visto. Ma ti assicuro che la maggior parte dei tuoi post emanano energia. Tu emani energia. Infatti sei una che non si dà per vinta. E io ti stimo molto per questo e per la tua coerenza.
        Bacio

    • Sì, ho pensato anche a te, perché tu alle volte parli di fumetti per adulti nei tuoi post, non so cosa ne esce, sto andando un po’ a tentoni a dire il vero… comunque grazie!

  4. Dai tieni duro e ce la farai! PS il mondo dell’editoria non lo conosco bene, ma ho come la sensazione che sia una giungla…e le le liane le hanno in pochi!

  5. Che bel progetto! Sarò onorata di riaverti nel mio piccolo regno, quando sarà, perché come sai trovo fantastica e molto importante l’idea. Buon lavoro, e finalmente hai una direzione su cui lavorare per quel progetto. Vai così Sandra, qui c’è il tifo.

    • A Pasqua ho parlato col mio amico Giuseppe che era con noi a Montegalda, gli ho detto che a Montegalda mi aspettate sempre, baccalà o no. So che è così e mi dà tanta forza per scrivere e trovare nuovi spunti!

  6. Bello quando si ricevono commenti costruttivi come questi nella mail che hai ricevuto. Ottima l’idea della graphic novel, sarete le prime a pubblicare una sull’adozione: exciting! !

    • Pubblicare…, diciamo cercare di pubblicare. Cinzia è molto brava, poi noi insieme siamo proprio affiatate, benissimo perché ci divertiremo, il che è fondamentale, e poi lavorare con lei per me ha un significato profondo, però nell’editoria c’è sempre quel fattore X misterioso, per cui quella che – l’ho già detto – pensa che Jane Austen si scriva Jane Austin ha fatto il botto e io no.

    • No, ma guarda che ho sbarellato anch’io, sai? Una voglia avevo, ma una voglia di scrivere il nome dell’editore due che non ha il risponditore automatico, (o meglio che dice di non avere!) mi hanno guardata come se vaneggiassi. Grazie!

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