Ma oggi no

Avevo scritto un post ma l’ho cancellato. Non riuscivo a trasmettere il pensiero che, di fondo, è questo: la vita è qualcosa di meraviglioso, anche se spesso mi faccio sopraffare dalla malinconia per i vuoti che si allargano e prendono tutto lo spazio possibile, anche se torno a casa come una triglia, svuotata dallo tsunami-ufficio, ben sapendo che il giorno dopo sarà uguale, perché quello che faccio argina solo in minima parte il caos e non è giusto che io sia sempre l’avamposto e gli altri nelle retrovie. La vita è un dono e ci sono i libri (sto leggendo Genovesi: immenso!), gli amici con i quali condividere una tavola, cento risate e mille pensieri (cucina pugliese questa volta!), c’è che a volte mi basta uscire in maniche corte, senza calze, attraversare la stradina costeggiata dalla ciclabile e dal parco, per raggiungere la gelateria, e sono contenta così. C’è che non sopporto più le lamentele.

C’è che sei stesa lì su un lettino, hai appena fatto la mammografia che è sempre un dramma, ché avere la prima scarsa ha i suoi limiti non solo estetici, e ti pare che la dottoressa – una tipa super che ti hanno raccomandato assai, per cui ogni anno ti fai 50 km incurante del fatto che a Milano ci siano 4540958 strutture dove potresti andare – indugi con la sonda un po’ troppo su un punto e vedi una cazzo di macchia sullo schermo, e poi finalmente tocca l’altra mammella che a dirla così ti senti una mucca, ma le mucche sono proprio delle simpaticone, così puoi girarti e fissare il muro invece del monitor e pensi che il confine tra il sollievo e il tunnel stia lì in quei minuti che impiegherai a saltar giù dal lettino, asciugarti dal gel, infilarti reggiseno (sempre misura 1 coppa A, tipo la coppetta da un solo gusto del gelato qui sopra), canottiera e golfino mentre hai già detto al medico se può darti subito il referto, che vieni da Milano, e lei ha detto sì. La demarcazione è tra grattare con le unghie il vetro e guardare dalla finestra i giorni che si sciolgono in una pozza di paura o correre fuori a cogliere quei giorni come margheritine.

“Tutto bene!” La formazione nodulare è invariata e benigna, e tu esci e prosegui la giornata correndo nel sole verso la Valtellina, dove non è che ci siano poi sto granché di cose al solito paese, ma sembra tutto luminoso e in effetti ci sono un botto di gradi, tipo che la macchina a un certo punto ne segna 32.

E la salute è l’alleato più prezioso che ci accompagna, senza di lui sono guai, e se c’hai una roba seria anche dei libri mi sa che te ne fai poco perché non riesci a leggere un tubo e la testa andrebbe sempre lì.

Ma oggi no. Oggi la frontiera attraversata mi ha portato dalla parte giusta, ma ci vuole proprio un attimo a finire in quella sbagliata. Ma non ce lo possiamo ricordare più spesso?

E sta sera abbiamo formalizzato la domanda di accoglienza per un bimbetto bielorusso proveniente dall’area Chernobyl, con un’altra associazione, visto che il comitato con il quale ospitammo Natallia ha chiuso. Se Dio vuole arriverà a ottobre.

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39 thoughts on “Ma oggi no

  1. Mi consola sapere che non sono la sola ad avere una paura folle della mammografia/controlli medici!!!;-) Un bacione grande

  2. La mammografia non l’ho mai fatta, ma mi fa paurissima. Sarà che alla prima eco al seno ho trovato una terrorista… mi toccherà a dicembre.
    Evviva per la tua che era ok!

  3. Prima di Pasqua ho fatto mammografia ed ecografia, in un centro nuovo, Meno male che ho portato i referti precedenti. Sono piena di cisti. Ma tutto bene, da tener sotto controllo, secondo lei ogni sei mesi dovrei fare l’ecografia, ma la farò ogni anno, come mi hanno detto le altre. Prevenzione sì, ma non ossessione. Bacissimi e buona giornata.

  4. Belle parole, che condivido in pieno. Ce ne dovremmo ricordare più spesso, hai detto bene. Troppo spesso diamo per scontato l’essere dalla parte “bella” della frontiera e il confine è molto sottile… Un abbraccio 🙂

  5. Si, la vita è una cosa meravigliosa, banale ma vero. E ti assicuro che quando hai qualcosa di grave, a meno che non sia impossibile leggere, i libri ti tengono compagnia, e. Ti impediscono di concentrarti troppo sui tuoi guai, io quando sto male prendo Il signore degli anelli o Harry Potter, e viaggio con loro, scappo dalla città (come quel film fighissimo con Billy Crystal) e dai miei guai. E quando torno ho più forza per affrontare i miei guai, perché ho Gandalf e Frodo, Harry e Ron, magari Silente, che mi spalleggiano. E la stessa cosa me l’ha confermata uno dei miei utenti.

  6. @ Donne 😀 la prima mammo dato il mio seno piccolo e denso non si vedeva nulla e mi chiamò l’ospedale per accertamenti, c’era di mezzo il weekend che passai nell’angoscia, da allora sempre in abbinata mammo ed eco per un quadro completo. Il dolore della compressione dipende dall’abilità del radiologo, sia detto! @ Anima, pensa a quando ci rattristiamo per il mondo editoriale, eh che cosa piccola in confronto alla salute, @ Bridigala, in effetti quando assistevo mio padre anche se il malato era lui, la sofferenza era – in maniera diversa – di entrambi eppure ho letto tantissimo in quel periodo.
    Un bacione e grazie a tutte!

  7. Ciao Bellezza…. mi ha fatto bene leggere questo post, anche se era davvero moltissimo che non mi facevo viva. Oggi è una di quelle giornate un po’ giù di corda, i motivi sono sempre moltissimi e se non ce ne sono siamo in grado di inventarne. Ho analisi del sangue giovedì e in quella sede ho il controllo alla mia seconda …per cui obbiettivamente preferirei pensare al sole e alla primavera, piuttosto che agli eventuali problemi che un esito funesto potrebbe portarmi. Spero che tu stia bene…. un bacione.
    Libby

  8. Anche per me arrivi nel giorno giusto, una boccata d’aria fresca in un periodo in cui stento ad andare oltre il grigio. Ma concordo che trovare la gioia nel piccoli/grandi sì della vita (anche coglierli in mezzo a tanti no) sia il modo migliore per affrontarla.
    Felice per gli esami e per il bellissimo progetto autunnale!

  9. Che bello, sia per l’esame che per l’accoglienza!
    Anche io ho bisogno spesso di ricordarmi quanto bella sia la vita. Ieri è bastata una risata con gli amici. Ero stanca, un po’ nervosa senza un perché, quasi quasi disdico, ho pensato. E poi è bastato trovarsi, sorridere, bere una tisana e tutto ha preso una tisana. Oggi alle 6.50 non ha fatto neppure fatica ad alzarmi, nonostante l’aver tirato tardi.

  10. @ Grazie a questi nuovi commenti che apprezzo molto. Perché ci ho messo 2 giorni a scrivere questo post, temevo di non veicolare il messaggio giusto e nella maniera corretta: non lezione “la vita è bella” che be’ lo sappiamo, bensì dirlo attraverso alle mie molteplici fragilità e ombre. Andare oltre il grigio, con una tisana, con quello che è, e il grigio lo lasciamo alla tipa delle sfumature 😀 un bacione

  11. Quando mi lamento per i miei minimi problemi di salute, e poi vedo la forza d’animo di persone veramente ammalate, provo un senso di grandissima vergogna. E’ vero che ci dimentichiamo troppo spesso che siamo persone fortunate… Un abbraccione!

      • Sandra, mio papà è morto circa venti anni fa, e mi ricordo come se fosse ieri quando peggiorò improvvisamente in ospedale. Ti risparmio la descrizione di quanto ha sofferto, perché ne hai avuto anche tu un’esperienza diretta. Dico solo che gli infermieri e i medici erano ammirati loro per primi dalla sua forza d’animo… del resto una persona sopravvissuta a una guerra mondiale come era lui… Era carrista in Africa. Bacioni.

  12. Vero venisse tutto quello che scrivi e fai bene a scriverlo. Le metafore della paura e delle margherite rendono proprio.
    Ohcacchio io credevo che con una prima fosse più facile ooops

  13. bellissimo e chiarissimo post, belle risposte, quoto tutto, oggi sono pigra che neanche un bradipo…
    e cmq la mammografia è dolorosa e non dipende solo dall’ecografista….pure con la quarta fa un male cane…sgrunt…

  14. @ Allora ditelo – Claudia e Sfolli – quale cavolo di misura bisogna avere per non sentire male? A parte il dolore, dura poco e ho sopportato di peggio, sta sulle scatole la frase
    “non riesco a fargliela!” quando altri sono riusciti benissimo, come se fosse colpa mia!
    😀 grazie grazie

    • Io l’ho fatta il primo giorno delle mestruazioni, terza di reggiseno, e non ho sentito nulla. Forse era il macchinario. L’altra volta in un altro centro avevo sentito un male cane. Volevo mordere la tizia e urlare come una pazza.

    • Dipende dal macchinario, ma molto anche dall’operatore. La prima volta che l’ho fatta mi ha fatto malissimo e sono rimasta con il seno dolorante per una settimana, nonostante fossi nel momento migliore del ciclo. Mi sono detta basta, io non la faccio più. Poi la mia dott mi ha detto che non doveva essere così terribile, che però avrei dovuto farla all’ospedale o nel camper apposito, non in ambulatori qualunque, e guarda caso la successiva è stato un niente.

  15. Sandra è vero, la salute è un bene prezioso che si da per scontata ma non lo è e l’ho imparato purtroppo sulla mia pelle!! Ho vissuto alcuni mesi da incubo e ora cerco di assaporare ogni cosa che mi da serenità, andare a fare una passeggiata all’aria aperta, mangiare un gelato, annusare un libro (perchè ahimè non sono una grande lettrice…ma l’odore dei libri mi piace…li compro e li impilo sul comodino che prima o poi li leggerò….)!
    in bocca al lupo per l’arrivo del bimbo! Spero sia un’altra bella esperienza che mi terrà incollata al tuo blog come quando c’era Natallia!!

    • E’ necessaria la volontà di tutto il nucleo famigliare infatti. Io l’anno scorso che il comitato di Natallia era ancora aperto, non me la sono sentita perchè occorreva fare la domanda a febbraio e io ero nel caos più totale per mio papà, e l’ho detto all’Orso e non si è fatto nulla.

    • Ehehe marameo. Che poi guarda entrando in argomento, da ragazzina mica esistevano i push up, wonder bra ecc. per cui una prima era una roba simil piatta. Poi la cosa si è aggiustata da sé e ingrassando un po’ è andata anche meglio, voglio dire pesavo 37 kg 😀 ma oggi come oggi soprattutto davvero mi va bene così, mai mi cambierei con una maggiorata.

  16. Sei molto brava ad esprimere sentimenti ed emozioni molto comuni a tutte le donne. La mammo non la fa volentieri nessuno, io ho accompagnato mia cugina l’anno scorso alla sua prima volta e non l’ho mai vista così agitata. Il mio turno si avvicina!

  17. mi piace: “non sopporto più le lamentele”… ci sta “sfogarsi” ma no sempre e comunque…. anche se non commento da un pò passo sempre… lentamente mi sto riprendendo… e sto tornando attiva (no come prima… mi ci vorrà tempo)… ottimo per la tua mammografia… e speriamo bene per la nuova avventura di ottobre…un bacione amica!

  18. Eh, sarebbe bello poter esprimere le sensazioni e gli stati d’animo come fai tu, le parole sono giuste e perfette. Se ti puo’ consolare, anche chi ha un seno prosperoso odia tanto la mammografia!
    La salute e’ sempre importante, ce ne ricordiamo purtroppo solo quando vacilla o ci fa preoccupare. Buona fortuna per ottobre 🙂

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