L’immenso valore del tempo

Scrivo questo post grazie ad alcuni commenti sull’energia che pare traspaia da ogni mio post o quasi, dal “quante cose fai, quanto scrivi ecc.” Non è un decalogo, non è niente, sono solo i miei pensieri e partono da una grande premessa: sono stati fatti studi su come ci vedono gli altri, come ci vediamo noi e come siamo in realtà, pare che le tre cose difficilmente siano sovrapponibili. Sono una persona molto dinamica, accanto a me c’è spesso un gruppetto di gente che ascolta i miei aneddoti e ride, emano allegria, lo so, ma sono anche estremamente malinconica, mi cruccio per un sacco di cose, e al mattino, no, non sprizzo proprio energia: il risveglio è un trauma a qualsiasi ora, persino alle 11. Odio il tormentone “come fa a  far tutto!” molto di moda, perché nessuno in realtà fa tutto, e dietro a una wonder woman c’è spesso una wonder colf 😀 Ognuno lascia dietro sé dei pezzi, talvolta anche importanti, ma il vero segreto è trovare quali pezzi siano imprescindibili per non impazzire dietro al quotidiano: variano a seconda del momento, è ovvio, io non parlo di periodi particolarmente duri come quando assistevo papà, parlo del tran tran di ogni giorno di chi lavora e ha una vita a cui tiene e persone intorno a sé a cui tiene ancora di più. Mi fa stare bene pulire il bagno ogni mattina? Allora lo faccio, che non ho ammazzato nessuno. Purtroppo però fatico a chiamare le amiche e questi sono pezzetti che perdo con dispiacere, spero che Annina Roma e Sfolli possano perdonarmi se la mia promessa di una telefonata presto è ormai diventata vecchia. E faccio anche delle scelte: mai più straordinari in ufficio, se non in momenti di vera e seria emergenza, perché se, come da sempre, diventano la norma, be’ qualcosa non funziona a livello organizzativo e allora, scusate, che si fottano. Ne porto le conseguenze? Sì, certo, ma sono meno fastidiose del tempo che sottrarrei alla mia vita se dedicassi più ore alla scrivania. Altre scelte: non sono su FB, guardo pochissima TV (in questo periodo sono in fissa con “Alta infedeltà su Real time!), cerco di trovare il tempo per cucinare un sugo, un arrosto, ma surgelati e piatti pronti (no 4 salti in padella) a volte mi salvano la vita e non credo siano un delitto. E’ prioritario andare da mia mamma con una certa regolarità, e anche al cimitero. Aborro l’espressione “tempo di qualità”, perché il tempo che trascorriamo assieme a chi ci vuole bene è sempre di qualità, anche se non si va per musei (che comunque mi piacciono!) ma si sta sul divano.

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Sono veloce e molto organizzata in diverse cose, cerco di non perdere ore con gente che non lo merita a meno che sia proprio necessario. Anch’io, come tutti, mi imbambolo al supermercato guardando cose che non devo comprare, ma di solito mi risveglio abbastanza in fretta e ricomincio a fare la spesa pensando attentamente al menù della settimana, alle scorte di prodotti non deperibili, puntando il radar sulle offerte. In casa non devono mai mancare: il granulato per fare una minestrina, un limone per una limonata calda in caso di mal di stomaco e la carta igienica, per il resto eventualmente ci si arrangia. Controllo i farmaci scaduti e di solito non ci sono sorprese in tal senso. A volte sono finiti gli assorbenti perché da quando non sono più in cerca ho resettato tutto il discorso, ma per fortuna abito accanto a un centro commerciale aperto 7 giorni su 7. Sono spesso molto stanca anch’io e non sempre nel weekend riesco a recuperare del tutto, rinuncio senza rammarico a diversi impegni mondani, in favore di qualche corsa in meno, tra l’altro a Milano il tempo speso a coprire le distanze ha un certo peso, anche se mediamente lo occupo leggendo sui tram, bus e metropolitana.

Riconosco l’immenso valore di una risata con mio marito, vorrei vedere di più mia sorella e i miei nipotini ma gli impegni reciproci sono spesso incompatibili.

Amo il mio blog per cui non è in cima alle priorità ma sta comunque nella classifica delle cose da portare avanti con cura e piacere, se lo vivessi come un disagio l’avrei già chiuso. Scrivere è un sogno che si sta realizzando; nel momento in cui ricevi mail come questa:

Gentile Sandra,

in allegato rendiconti con ricevuta per pagamento diritti maturati nel 2014

Mi può gentilmente confermare il suo Iban: IT xxxx  per procedere al pagamento?

Grazie

Ti rendi conto che il tempo per scrivere si trova e basta, ma, salvo giornate davvero topiche, durante la settimana se non si esce, alle 23 si va a nanna!

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22 thoughts on “L’immenso valore del tempo

      • ahah non ti preoccupare, sono vaccinato all’argomento.
        Spero che un giorno io riesca in qualche forma a pubblicare il mio romanzo, (aspetto la valutazione di un editor che conosci) ma se un giorno il mio libro dovesse capitarti fra le mani, si parla molto di donne, e anche di assorbenti o tampax… 😉

  1. Senti… ma “come fai a fare tutto ciò che fai?” 😜
    Io non uso granulati per minestrina, ma difficilmente in casa manca della crema alle nocciole per i momenti di crisi psico-fisica.
    Per il resto direi che condivido pienamente su tutto!

  2. eh eh wonder woman grazie a wonder colf direi che è perfetto 😀 !
    per me l’importante è che dal “proprio” tempo ognuno riesca a ricavare qualcosa di confortante, di soddisfacente, di divertente, di piacevole (sia anche pulire il bagno, eh!), di rilassante, insomma non sentirsi inutilmente schiavi di cose da fare/vedere/comprare di cui non siamo assolutamente convinti…..ecco magari dedicare anche un po’ di tempo a scrivere in un italiano migliore a me servirebbe molto, mi sono incartata!!! 😉
    (io sono moooolto mattutina ma vedo che non giova alla mia scrittura)

  3. Mi è piaciuto questo post, Sandra…
    Io sono una che vede il timbratore dell’ufficio come la campanella a scuola: appena scatta l’ora in cui posso uscire, salvo situazioni di emergenza, io ESCO.
    Non la considero negligenza, perché amo il mio lavoro e cerco di svolgerlo nel migliore dei modi. Semplicemente, non voglio perdere la mia vita qui dentro. Sono lontanissima dalla mentalità tale per cui il bravo lavoratore è quello che ammuffisce in ufficio. Io mi fido poco degli individui (ne ho una seduta proprio di fronte a me in questo momento) che non hanno una vita loro, che vivono soli, non hanno un partner e nemmeno degli amici, vivono solo per lavorare e puntano alla carriera. Mi fido poco, perché la mancanza di soddisfazioni nella vita privata incarognisce. Chi non ha interessi, riversa tutte le proprie energie in una cosa sola e, per raggiungere il proprio unico obiettivo, è pronto a farci scappare il morto. Una persona soddisfatta e appagata secondo me sarà anche un buon lavoratore, perché la sua dedizione sarà una scelta, e non una fissazione legata alla mancanza di valide alternative.

  4. @ Claudia, Speranzah, Barbara, ecco avete colto: riuscire a trovare il tempo per qualcosa che piace (sì anche la crema alla nocciola) che la vita ridotta a sacrificio non fa per noi!
    @ Chiara. l’argomento è articolato, io ho fatto molti straordinari in passato, è fastidioso vedere i colleghi che cazzeggiano 8 ore e poi fanno straordinari per guadagni extra, la coscienza lavorativa è una cosa, la dedizione estrema un’altra: non salvo vite umane, non sono neppure un’artista non m’interessa la carriera, ho un’ambizione giusta e l’apprezzamento dei clienti (che c’è!) mi basta.

  5. Che bello ricevere la mail del pagamento dei diritti (specie se arriva senza aver minacciato avvocati e cause legali..)!
    Per il resto concordo. Ogni momento della vita, poi, ha i suoi ritmi. Fino a marzo, causa corso, facevo mille cose, aggiornavo il blog e scrivevo quasi più di ora e la casa era caotica esattamente come adesso, certo, non preparavo la pasta della pizza a doppia lievitazione, ma, insomma, stavo dietro a millesima cose. Adesso sono letargica. A parte che da marzo sono quasi sempre malaticcia, dormirei 14 ore al giorno e non riesco a riempire il tempo in più con nulla di utile. Sarà una necessità fisiologica, suppongo. Il tempo va anche assecondato, il ritmi della vita accarezzati e il corpo ascoltato. C’è un limite oggettivo a quello che possiamo fare e quindi ho deciso di mettere un limite oggettivo anche ai sensi di colpa.

    • Mail per i diritti sì spontanea di sabato e manco ricordavo la scadenza! 😀 😀 😀 wow Limite oggettivo sì, sensi di colpa sono riuscita ad annientarli, merito dell’età, presumo.

  6. Sono proprio d’accordo con te: se ci si organizza un po’ rimane tempo (e voglia) per fare quello che più piace, anche passare un pomeriggio sul divano ognuno col suo libro in mano. Io, poi, al far le pulizie preferisco fare un giro in bicicletta (… ma magari prima do’ una rassettata veloce 😉

  7. Ciao cara, a volte leggo e non commento, come avevo fatto con questo post. Quando chi scrive dice proprio quello che penso diventa difficile non fare un commento “lecchino”, ma che ti devo dire, per me hai ragione, semplificare la routine per avere il tempo per le altre cose della vita è un’ottima soluzione, naturalmente. Buon week end lungo
    Chiara

    • Figurati, anch’io ti leggo sempre ma non sempre commento, non sentirti vincolata. Grazie penso di scrivere qualcosa nel blog prima di partire per la Valtellina (anche se sono stanca e ho poche idee)

  8. Non sei bionica, okay. Il rendiconto fa un bell’effetto sul morale, anche se vedo il numero di copie e mi dico: ommadonna, quanto ci ho lavorato, e poi… ma ormai si sa, io sono sempre quella delle grandi aspettative. Una viziata cronica, in pratica. 🙂

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