Voci di un giorno d’estate (cit.)

Giorni roventi. Per una decina di giorni abbiamo vissuto con una preoccupazione importante per la salute di mia mamma, risolta venerdì in una bolla di sapone, spero si possa ora veleggiare tutti verso le vacanze senza ulteriori affanni. Grazie Dio, grazie papà! C’è sempre il tuo zampino nelle cose belle, lo so riconoscere e ti sento tanto vicino.

Lavoro sempre più compresso, ho perso del tutto la fiducia, navigo a vista e cerco di limitare i danni.
Mercoledì sono andata dall’otorino, privato. La sensazione che l’orecchio non fosse a posto era fondata: dalla visita e dagli esami strumentali (tra cui una sorta di cardiogramma all’orecchio) è emerso che il canale uditivo ha tutti i parametri negativi, non nel senso che non c’è nulla, ma nel senso che non vanno bene affatto. Niente di acuto, solo che in pratica è come se fosse in aereo o in alta quota e non compensa. Tocca fare questi esercizi:

Sì, questo è proprio il video che mi ha mostrato il medico 😀 come siamo avanti, eh? Pare un po’ una roba da circo e inizialmente non riuscivo a gonfiare il palloncino come un pompelmo, ma solo come un’albicocca, poi ho capito cosa fare e ora è una bazzecola che mi porta via davvero pochi minuti.

Ieri sono andata dal viParrucchiere per il taglio estivo ancora più corto, un’altra linea. Era la giornata giusta per farseli da marines, vista la calura atroce. Ho finalmente ritirato gli occhiali nuovi, e anche quelli vecchi saldati per la seconda e speriamo ultima volta. Ho passato davvero molto tempo sui mezzi e alle fermate a prendere caldo. Oggi invece la convenscion come la chiama chi sa parlare bene, il nomedelladittaday, dalle 9 alle 14.30 circa. Bellissimo rivedere alcuni colleghi delle filiali con i quali lavoro da anni e ho ottimi rapporti, un po’ meno sbadigliare di fronte alle slides, con grafici, numeri e paroloni motivazionali che spesso si scontrano con la realtà di trincea e la scarsa collaborazione nel quotidiano.

Rientrata volevo scrivere un po’, ma sono stramazzata in cerca di frescura, questo per soli 5 minuti a piedi fino al parcheggio e 15 di auto, poveracci gli amici provenienti dal Friuli! In realtà questo essere allo stremo è credo dovuto anche all’ansia per mia mamma che si è protratta, sommata alla scocciatura scaldabagno, e al fatto che nelle ultime tre settimane davvero si sono accavallate un sacco di cose, perlopiù rognose. Ho calcolato che dall’inizio dell’anno ho fatto 8 visite mediche specialistiche, 1 piccolo intervento di chirurgia, qualche tappa dal medico di base, 5 sedute di fisioterapia. A volte mi pare di avere 200 anni!

La giornata si è conclusa con la cena da mia suocera che mercoledì partirà per la Grecia, dove resterà fino al 15 settembre, beata lei!

L’aria è rarefatta e ho perso il conto delle docce fatte. Considerato che sarà poi dura addormentarsi, magari un po’ di romanzo lo scrivo.

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17 thoughts on “Voci di un giorno d’estate (cit.)

  1. Io, invece, sto posticipando ogni visita che dovrei fare, soprattutto per scoprire la causa dei dolori che mi attanagliano appena sveglia, oltre ai controlli di routine. Non so se per inerzia o per paura.
    A tua suocera non servirebbe una dama di compagnia? Solo… tornerei un po’ prima, causa inizio anno scolastico 😉
    Anche qui c’è una calura che pare già canicola. Insopportabile.

  2. bello il fatto che non “hai chiuso”
    bello il fatto che tua mamma stia bene
    bello il fatto che gonfi palloncini
    belle le “convenscion”, anch’io venerdì sera a una cena di pensionamento ho fatto un incontro-remember che mi è piaciuto tantissimo (come vorrei essere io la prossima pensionata 😀 )!!!
    e tante altre cose belle…..io un po’ odio questa calura, ma ancora per cinque giorni me la faccio piacere a forza! (e comunque stasera vado dal medico, dai, non sia mai che si senta troppo solo….)

  3. Meno male che per tua mamma si è risolto tutto!! E che anche agli altri problemi fastidiosi si possa rimediare!
    A me il caldo piace un sacco e questo mi procura non pochi accidenti da parenti e amici boccheggianti. Il fatto è che ci sarebbero millemila cose da fare, fine della scuola, scrutini, saggi, preparazione esami, etc, etc, etc, e invece la voglia è nulla…

    • a me piaceva da matti il caldo della mia infanzia e ragazzitudine, ora è moto diverso, soprattutto in città fa queste ondate tremende di caldo africano, non è più il caro vecchio anticiclone delle Azzorre, bensì quello della Libia e mi tramortisce. Sandra oggi in versione barometro 😀

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