Scappo dalla città (cit.)

Così, nonostante le pessime previsioni meteo, del tutto rispettate tra l’altro, sabato abbiamo pranzato presto, ultimato le incombenze della giornata e lasciato la città alle spalle, verso la Valtellina, dove è stato impossibile usare le bici, ma, ripeto, tanto si sapeva e quello che cercavo era relax senza attrattive fuori di casa. Ci siamo presi un acquazzone, bagnati fino a mezza coscia, e asciugato i jeans col phon perché avevo solo quel paio, abbiamo cenato fuori (ottimo filetto) e questa mattina dormito fino a tardi in una pace disturbata poco poco da un altro scroscione esagerato. Non ho comunicato agli amici di essere il loco, e con quel tempaccio non si è visto nessuno in giro. Ma poi siamo riusciti ad andare, in auto certo, al nostro bar preferito e di fronte a un caffè doppio e a una brioche ai mirtilli, ho chiesto al marito idee per un pezzo ostico del romanzo. Me le ha fornite in un secondo, poi la spesa, adoro quel supermercato, e andarci significa poi vivere di rendita per molti giorni, pranzo a casa, mi butto sul letto, un po’ dormo, un po’ penso al romanzo. Poi mi metto a scrivere, eh sì, mica si poteva lasciare il pc a Milano. Cinque pagine per la scena suggerita da Emanuele, perfetto. Sabato sera invece finalmente mi sono decisa a sistemare i titoli dei capitoli. Nella precedente stesura alcuni, ma non tutti, erano nomi di film, romanzi e canzoni, bella idea, ma andavano uniformati: dovevano quindi essere tutti film, romanzi e canzoni, citando anche nell’ordine, regista, autore e cantante. Eliminare l’anno di uscita (Chiara ha detto di toglierla) sostituire quelli che non rispondevano a queste condizioni. Così ho dovuto sacrificarne un paio che mi piacevano molto, come “Cave canem”.

Alla fine di un lavoraccio scopro che: i capitoli sono più di 80! 😀 Ho due capitoli con il titolo uguale, cioè “Disperato” di Marco Masini, uno viene sostituito con “Lacrime” di Mia Martini. E ancora ci sono due Antonello Venditti, inaccettabile, uno va soppresso. “Sara” avrà la peggio su “Ci vorrebbe un amico.” In montagna non abbiamo la connessione, il che è fantastico, si evitano pericolose distrazioni in rete mentre si scrive, ma cercare i registi era un problema, fino a quando Emanuele non si è offerto di controllarli sul suo telefono. Potere di internet sul cell. 😀
Ma come è nata l’idea dei titoli per i titoli? Quando ho scritto la parte delle rogne con la questura, ricorderete i deliri per invitare Natallia la seconda volta, pensai subito di getto a “Der Kommissar”, di Falco, cult anni ’80; avevo appena cominciato a studiare tedesco e la prof. ci tradusse il testo. “Der Kommissar” è tra i titoli più riusciti, anche “I never can say goodbye” quando Natallia parte non è male, per altri ho faticato parecchio ad allinearmi al progetto e 80 sono davvero moltissimi.

E così ora rimane davvero solo l’ultimissima fase: la rilettura finale per sistemare scemenze lasciate qua e là.

Mi sembra davvero impossibile aver cavalcato l’onda giusta dell’energia e ritrovarmi ora, a 12 giorni dalla partenza per le vacanze, con un 500 mila, sì sono arrivata a 500 mila, battute quasi pronte per i progetti autunnali più belli!

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11 thoughts on “Scappo dalla città (cit.)

  1. Wow! È fantastico quando i mariti danno una mano. L’idea delle canzoni come titolo dei capitoli è molto bella (hai letto “Nemmeno un giorno” di Antonio Ferrara? Non ricordo se erano proprio i titoli dei capitoli, ma alla fine c’era la “colonna sonora” con le canzoni da associare a ciascun capitolo, l’ho trovato un’idea molto carina) e 80 sono tantissimi!
    Io questo fine settimana ho dormito… Batterie esaurite completamente con gli scrutini. Colazione tardi al bar, una presentazione dell’antologia “Delitti di lago” e poi tanta nanna e tanta lettura… Ieri non ho scritto neppure una riga, ma mi si chiudevano gli occhi al solo cercare di mettere a fuoco il computer… Oggi si riparte, si spera con rinnovate energie.

    • Mio marito è il mio primo fan! 😀 No, non ho letto il libro che citi, ti dirò la mia idea non mi pare così originale, ma in questo contesto rende bene. Ti auguro di rimpossessarti di tanta energia ora che la scuola è alle spalle.

  2. Non avevo dubbi sulla tua efficienza “lombarda” 😉
    Che bello che Emanuele ti consiglia bene. L’idea dei titoli delle canzoni è originale, direi anche cinematografica e pertanto mi piace molto.
    Io ho passato il weekend a cercare di riprendermi (… anche dagli scrutini) e non c’è verso di leggere. Sono ancora troppo stanca e poco concentrata.
    Conosci “Il diario di Jane Somers” di D. Lessing? Mi è capitato sotto il naso in Internet ed ero tentata di prenderlo. Ma poi mi son detta che ne ho già troppi in stand by 😦

    • Di Doris Lessing ho letto solo Martha Queste, molto bello. L’energia ce l’ho solo quando scrivo, per il resto sono davvero ko, anche perchè l’orecchio mi fa ancora male e questo davvero mi sta mandando in crisi. Bacione

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