Del perché è tanto bello leggere in vacanza!

Già, perché? In prima analisi perché è l’unione di due grandi piaceri: leggere e stare in vacanza, per cui la sommatoria non può che essere molto vicina alla perfezione. In seconda battuta, in villeggiatura probabilmente non dovremo leggere con i minuti contati, come invece accade spesso a casa: leggere alla fermata del bus è un buon modo per ingannare l’attesa, ma non è certo la condizione ideale per farlo, e neppure con una parte dell’attenzione ceduta al solito arrosto che brucia, la solita lavatrice che presto sarà da stendere, la solita ora di pausa pranzo in ufficio che a breve finirà.

Molti miei ricordi di lettura vanno oltre la lettura stessa, diventano esperienza tutta, si fondono con il viaggio. Negli ultimi anni: l’arrivo a Brouges dopo chilometri estenuanti, prima tappa verso Bretagna e Normandia, se io sono stanca figuratevi l’orso che ha guidato per un tempo infinito, per cui lui si butta sul letto in un piccolo e delizioso hotel, mentre io scopro un giardino sul retro con accesso diretto da ogni camera, trascino una sedia e attacco “Una casa alla fine del mondo” di Michael Cunningham, un libro che, come mi disse il mio insegnante di scrittura creativa dell’epoca, va letto e basta. Intorno a me altri turisti entrano nelle camere con la baguette sotto il braccio. Io questa immagine ce l’ho stampata nella mente come godimento assoluto: le prime pagine di un romanzo potente, l’aria di una terra straniera, l’euforia per i giorni che si spiegano davanti a noi, così sognati.

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(Nell’immagine le case a graticcio di Brouges).

E ancora la lettura di “Libertà” di Franzen, a Marcelli di Numana, dove torneremo quest’anno, io che capisco di non vederci tanto bene, a settembre avrei messo i primi occhiali scoprendo che mi mancano 3 diottrie, faccio una fatica a bestia, ma non lo mollo.

La prima cosa da fare quindi, è decidere quanti libri portare con me. Una vacanza in auto di sicuro una mano la dà 😀 Quattro penso sia una buona scelta. Sul primo nessun dubbio: ho riservato la lettura di “In to the wild truth” sul quale non mi dilungherò, se ne è già parlato in abbondanza, per l’estate, volevo mettere uno stop tra le parole di Carine in persona e quelle scritte.
Il secondo l’ho comprato al Book Pride, e anche in questo caso volevo lasciare un po’ di tempo tra la lettura del precedente romanzo di Jennifer Egan che tanto ho amato (sto parlando di “Il tempo è un bastardo, che tra l’altro dà il titolo all’ultimo capitolo del romanzo di Natallia) e questo, cioè “La fortezza” traduz. di Martina Testa, pubblicato sempre da quel genio di minimum fax, che sarebbe supersonico se pubblicasse pure me! 😀 Ho un po’ paura ad affrontare questo romanzo, perché l’aspettativa non è alta, no, di più. Non conosco neppure la trama, l’ho preso appunto sull’onda emotiva forte dell’altro; vi dirò poi.
Ne mancavano quindi due, e avevo finito la scorta in casa. Sono andata in biblioteca, ho sbirciato la Ferrante di cui tanto si legge ovunque e sparla, ma a pelle boh, molti dubbi. Non l’ho preso. Ho trovato, la mia biblioteca non eccelle in novità, “Un amore di ragazzo” di Helen Fielding, in pratica il seguito dopo molti anni di Bridget Jones, un romanzo che una come me non può non avere amato, infatti l’ho adorato. Avevo in mente di comprarlo quando uscì, non lo feci, lo dimenticai, e ora mi fa piacere metterlo in valigia.

Per l’ultimo una rilettura. Ho pensato di completare la mia collezioni di Ellery Queen andando alla ricerca su Amazon santo subito, di quelli che mi mancano, pochini a dirla tutta e ho trovato l’usato sicuro ahahh tipo autovettura di “Il caso dei fratelli siamesi” Oscar Giallo Mondadori ovviamente, traduz. Cesare Giardini. L’ho letto credo vent’anni fa. Ed è uno dei migliori Ellery, l’intreccio è divino, scatole cinesi impeccabili, continui cambi di scena, indizi che portano inevitabilmente a false piste, e mai una sbavatura, ciò che rende Ellery immenso è l’intelligenza, la coerenza. A volte con Agatha Christie che peraltro trovo sublime, ho l’impressione che prenda un po’ in giro il lettore, non dica tutto, ecco. Rileggere i gialli non ha molto senso, ma io ho dimenticato chi è l’assassino, ho solo un vago eppure ottimo ricordo di una trama chirurgica che ti inchioda. Per anni ho sempre conservato un Ellery per le ferie, solo che poi nel tempo semplicemente li ho esauriti.

E’ un post lungo, che avrei potuto spezzare in due, ma ieri ho avuto tempo per metterlo in bozza, per cui lo pubblico volentieri augurandovi buon weekend e aspettando nei commenti l’elenco dei vostri libri da valigia e, se vorrete, anche qualche bel ricordo legato alla lettura da vacanza!

2015-06-19 21.24.25

Il segnalibro è stato fatto da mia sorella, wp continua ad essere anarchico nel decidere dove e come piazzare le foto, ergo non se ne parla di scriverci a lato!

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15 thoughts on “Del perché è tanto bello leggere in vacanza!

  1. Cara Sandra, sono appena tornata dalla vacanza e ho proprio letto il primo della Ferrante, L’amore molesto!
    Poi ho letto anche Mama Tandoori (Ernest van der Kwast trad. Alessandra Liberati) e Via Ripetta 155 (Clara Sereni). Purtroppo quest’anno ho letto poco perché i ritmi e la sistemazione erano diversi. Buona lettura cara!

  2. Hai scelto bene, te li godrai. È bello avere un libro leggero, uno che già si sa che ameremo, uno un po’ più impegnato, e così via. Io col kindle ho solo l’imbarazzo della scelta, ma sono più quelli che scarto che quelli che compro!

  3. Sono d’accordo, leggere in vacanza e’ il massimo. Io quest’anno mi sono portata Uccidete Alex Cross di J.Patterson, L’anello dei Faitoren di Emily Croy Barker e Febbre di Nick Louth, che è l’unico che non ho letto ancora, non mi ispira più… Il primo è ovviamente una garanzia, il secondo e’ un fantasy ben concepito, differente dal solito, originale ( quello che cerco sempre per la mia biblioteca, libri scritti bene ma che non siano “i soliti”, se possibile). L’ultimo sarebbe un thriller, probabilmente bello, ma ho perso motivazione, finita la storia fantasy mi sono trovata ancora con la testa nel paese in cui vive il mago Aurendiel, a chiedermi se Nora riuscirà mai a tornare da lui e a dirgli quello che prova. Mah. Spero nel seguito… ;-). A parte gli scherzi bei titoli, ellery Queen è uno di quei classici che adoro anche io, Jennifer Egan ha scritto indubbiamente un bel libro, molto “strano”, mi sembra che funzioni, ma finora l’ho solo sfogliato, altro acquisto fatto per la biblioteca. Ho seguito il tuo incontro con l’autrice di Into the wild truth. Sbagliando non mi sono portata nulla di “rosa”, ma sapendo quanto in realtà sia vasto il termine penso che capisca quello che intendo,. Perché non sono na lettrice di rosa, ma a volte un romanzo che parla di sentimenti, in senso lato, ci vuole proprio. Baci, e buone vacanze,

  4. @ Dove ho visto te: bentornata! 3 libri sono comunque un buon numero e se tu avessi ancora il blog ce ne parleresti diffusamente. Mi manchi, sai!
    @ Lisa: con il Kindle si elimina il problema peso, ma forse scatta quello dell’acquisto compulsivo con frequenti delusioni
    @ Sfollina ciao, le scarpe nella foto sono solo un esempio preso dal web, le mie sono sul genere, d’argento con ghirigori vari colori prevalentemente rosa e bordo tutto intorno color cuoio
    @ Ehilà Bridigala, quanti titoli! Sì, penso che un “rosa” ci stia sempre in valigia, il fantasy invece a parte pochi casi non lo amo, credo che Jennifer Egan sia molto innovativa, come ho già detto, ti fa pensare “oh, finalmente un po’ di coraggio nella scrittura!”

  5. Ah, sì, che goduria leggere in vacanza, specie quando il tempo inclemente ti costringe a stare al chiuso. Ricordo che da ragazza in un’estate piovosissima riuscii a leggere tutta La Recherche di Proust. Non ce l’avrei mai fatta, probabilmente, se il tempo atmosferico fosse stato diverso. Sedevo sul gradino più alto della scalinata di legno, in una casa di montagna in Trentino val di Fiemme, e leggevo con il rumore della pioggia scrosciante.

    Non ho ancora deciso che cosa leggerò in vacanza, anche perché manca un po’. Di solito leggo molto durante l’anno, complice lo sferragliare della metropolitana durante il tragitto al lavoro.

    Il marito sarà comunque felicissimo di sapere di un Ellery nella tua valigia, anche lui tende a dimenticarseli, per cui glielo proporrò senz’altro. 😉

    • E be’ se piove allora la lettura prende proprio il sopravvento, anche se, a dirla tutta, spero non piova 😀 Di’ a tuo marito per favore, che i migliori Ellery, a parte questo che ho citato, per me sono quelli che si svolgono a Wrightsville.

  6. Quel segnalibro è proprio un amore!
    Complimenti a tua sorella 😀

    “Un amore di ragazzo” io lo presi quando uscì, ma mi credi che non sono andata oltre le prime 10 pagine?
    Ma ho deciso di riprenderlo per mano. Me lo hai fatto ricordare!

    Io rileggo un sacco, anche i gialli. Credo di conoscere a memoria “il ritratto di Elsa Greer”.
    Trovo che la Christie dica in effetti tutto, solo che lo si coglie alla seconda lettura (o alla terza) perchè si sa cosa cercare.

    Io mi dedicherò a S. La Nave di Teseo. Forse.
    Sempre che Edoardo non mi rubi i pezzi 🙂

    • Ecco, vedi il grande potere dei libri? Ricordavo, giuro, che tu avevi comprato il sequel di Bridget Jones, ahi ahi ahi, non ti è piaciuto? Spero di non doverlo abbandonare anch’io e ritrovarmi senza un libro! “Il ritratto di Elsa Greer” per me è legato a una vacanza di Natale in Valtellina, lo leggo mentre mia sorella – alla quale riferirò i tuoi complimenti – ascolta ripetutamente il cd regalo di Natale 25 anni dei Pooh, per cui io associo sempre questo romanzo ai Pooh. Bacione

  7. I gialli di Ellery Queen una scelta azzeccata per stare in vacanza. E’ tra i giallisti che gradisco di più. Gli altri? Non so. Non li conosco, quindi non mi sbilancio.
    buone letture e ottime vacanze.

  8. La lettura in ferie è un atto sublime e bramato per tutto l’anno!
    La cosa strana è che quando sono in vacanza preferisco le letture più leggere, anche se avrei il tempo e la libertà di concedermi opere più impegnative.

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