La mutabilità della vita e la nuova accoglienza da Chernobyl

Se c’è una cosa che mi manda a male è il fatto che in poco tempo, anche senza arrivare a eventi drammatici, come un terremoto che ti porta via casa e affetti, tutto nella vita può mutare. Penso di continuo a questa immagine:
Natale 2013 (quindi non un secolo fa, solo un anno e mezzo) siamo a tavola da noi con Natallia e una coppia di amici, forse lo ricorderete. Nel pomeriggio saremmo andati dai miei. Oggi: mio padre è in cielo da un po’, i miei amici si stanno separando, Natallia non la sentiamo praticamente più. 😦

Per molto tempo Natallia è stata sconnessa da Skype. Anche noi ne siam stati privi per un po’, con il cambio di pc, ma appena l’abbiamo riattivato, l’abbiamo cercata: niente. Abbiamo quindi comunicato con la mamma di Karyna, Karyna e Natallia sono compagne di classe, e ci ha detto che la mamma di Natallia non ha più Skype, ma ci mandava i saluti. Improvvisamente qualche giorno dopo Natallia è connessa e ci vediamo. E’ cresciutissima e abbraccio lo schermo urlando. Ci chiede di ospitare lei e la sorella quest’estate, dribbliamo un po’, insomma è dura dirle di no, ma nella vita occorre concretezza e l’ospitalità privata senza associazione l’abbiamo fatta e sappiamo quanto sia un casino. E poi addirittura in due! Per cui le diciamo che non è possibile. Insiste, insiste lei e pure la madre. Non giudico davvero, perché è vero che sembra un martello pneumatico e mi infastidisce, ma giudicare un’azione estrapolandola dal contesto è una stronzata. Se vivessi in Bielorussia, forse farei carte false per mandare mia figlia in un paese come l’Italia, perché avrà mille difetti, e li ha, ma non dimentichiamo che è un paese libero, dove possiamo andare e venire a piacimento, osservando certo le regole della nazione dove vogliamo recarci. Da loro non è così, occorre un invito e non sempre è sufficiente, e il loro stato sociale non permette ad esempio di curarsi in maniera adeguata. Col nostro rifiuto però la perdiamo, non si connette più, in qualche modo me ne faccio una ragione e vado avanti.

In settimana abbiamo pagato il volo per la bambina che verrà. Le differenze tra questa associazione e la precedente sono molte. Il volo appunto è a nostro carico, l’associazione è molto più grande e presente su tutto il territorio italiano con molte sedi, in questo momento sta ospitando un gruppo di orfani in una colonia all’Isola d’Elba. I bambino possono essere ospitati fino a 7 anni di seguito; è libera la scelta dell’età per la prima accoglienza, ma se si chiede un bimbo di 7 anni, come noi, può tornare fino a quando ne avrà 14. Possiamo scegliere il sesso, femmina, ma non ci verrà mandata la foto, né lei riceverà la nostra, non avremo neppure altri dati quali peso e altezza, mancherà quindi la scheda; peccato: quando arrivò quella di Natallia fu una festa proprio.

So che questa bimbetta non porterà via il posto di Natallia nel mio cuore, perché il cuore per fortuna è elastico e si allarga, è un hotel con camere infinite, e non è mai al completo. So che comunque andrà le vorrò bene, la sto già un po’ immaginando dentro di me e quando passo davanti alle vetrine dei negozi di abbigliamento per l’infanzia, sorrido come una scema 😀 Ma so anche che nella vita in un attimo davvero le certezze rotolano a terra e creano buche sotto i piedi, e questo mi destabilizza un po’.

PS. Ehi, naturalmente Kalo kalokieri! (Buona estate!)

20 pensieri su “La mutabilità della vita e la nuova accoglienza da Chernobyl

  1. Un post molto inteso, ti ringrazio per aver condiviso queste emozioni con noi!
    Come dici tu, le cose cambiano, si sgretolano, a volte precipitano. A volte la vita regala svolte inaspettate.
    Oggi c’è la festa del paese. Siamo andati tutti al pranzo sulla collina, con i cognati e il nipote, arrivato un anno e mezzo fa, adozione nazionale. Del suo passato sappiamo poco o niente, quando è arrivato diceva si e no due parole, nonostante i quasi tre anni, prendeva gli oggetti con la bocca e non gli operatori non sapevano dire come sarebbe cresciuto. Oggi mi chiede di andare a vedere i cavalli, lì vicino alla tavolata. Arrivati ci viene in contro una delle proprietarie e lui tutto compunto chiede se per favore può accarezzarne uno. La signora lo mette sulla sella e lui, serio e concentrato, chiede se è una cavallo o uno stallone. Poi scende, ringrazia, mi dà la mano e, tornando al tavolo, mi dice i nomi di tutti i suoi compagni di asilo presenti alla festa. È passato solo un anno e mezzo ed è difficile ricordare che è lo stesso bambino. Le svolte della vita sono inaspettate. Le certezze rotolano, ma a volte arrivano anche meravigliosi raggi di sole.
    Spero che questa nuova accoglienza per te sia uno di queste impreviste esplosioni di luce.

  2. Non è sempre facile guardare indietro ma, come dice Antonella, che belle sorprese può riservare guardare avanti! Tanto le persone che abbiamo amato restano nostre per sempre. Anzi, sono giunta alla conclusione che questo sia l’unico modo di possedere davvero qualcosa: amarlo e viverlo intensamente. Filosofia spicciola! 😉

  3. Trovo che per me sia troppo difficile, alle volte, togliere lo sguardo dal passato o dal futuro per rivolgerlo al presente: troppo concentrata su i se e i chissà. Ma tu ancora una volta dimostri di essere una donna forte, piena di risorse e di amore da donare. Ti fa molto onore.
    Buona estate anche a te!

    • Grazie Francesca per le tue parole molto care. Forse però mi sopravvaluti, io barcollo di continuo guardando al passato, in pratica vivo con le vertigini anche se poi è inevitabile andare avanti. Bentornata dal mare. Spero che tutto sia stato all’altezza delle aspettative.

  4. Quando si guardano le foto ci si rammarica a volte per i cambiamenti avvenuti, le persone perse per strada per vari motivi.
    Secondo me hai fatto bene a non accettare Natalia, avere alle spalle un’associzione che ti tutela o a cui rivolgersi in caso di bisogno è importante. Dispiace certo, ma possono succedere tante cose in un mese o due e avere la responsabilità di due bambine non è una cosa da sottovalutare

    • Sì, due bimbe di 11 (quindi ragazzina!) e 7 anni, che tra loro hanno un affiatamento ovvio e farebbero squadra. Senza l’associazione poi occorre prendere ferie, i bimbi stanno con noi l’intera giornata, e senza altri bimbi con i quali comunicare/stare in russo arrivano ad annoiarsi. E’ un discorso complesso, un tempo pensavo fosse possibile magari iscriverle a un centro estivo, e la lingua? Non è fattibile. Un bacione grazie per la tua presenza.

  5. Davvero Sandra, quando apro il tuo blog non so mai se mi farai ridere o piangere, ma di sicuro non mi annoi mai! Che storia strappacuore, deve essere stato difficilissimo dire di no alla tua cara Natallia e so che avrai tutte le ragioni del mondo per averlo fatto (non ti seguo da così tanto tempo da sapere cos’era successo con lei, a proposito il libro su di lei non è ancora stato pubblicato, giusto?) In bocca al lupo per questa nuova visita, almeno una foto potevano dartela, non capisco il perché di tanta segretezza. Soprattutto a lei dovevano dare la tua, per abituarsi gradualmente all’idea. Comunque kalo kalokieri anche a te 😀

  6. Leggo il tuo post e comprendo che siete delle persone speciali. Perché? Ospitare qualcuno è sempre un impegno sotto tutti i punti di vista e per questo siete da ammirare. Non conosco la storia di Natalia ma comprendo che il no ti è costato tantisismo, specialmente se si è affezionati.

  7. @ Lisa e Newbear voi siete relativamente nuovi qui. Il libro, che sto terminando, racconterà tutto il pre, anche se essendo narrativa credo che occorrerà una lunga avvertenza circa il fatto che molto è inventato partendo da una base reale, l’accoglienza appunto di Natallia. Davvero non credo che siamo speciali, forse un po’ più generosi di altri, questo immodestamente sì, anche se abbiamo inizialmente appagato un nostro bisogno. In quanto al ridere e piangere, be’ questo blog ricalca semplicemente LA VITA!

  8. Grazie per questa condivisione, questo è un post che da molta materia per pensare, per fortuna. Chi sceglie di non aprire la sua casa a bambini che vengono da lontano ed hanno bisogno di un periodo di vacanza in un luogo più sano (nella nostra zona vengono i bambini ucraini di Chernobyl), pensa che questo progetto sia decisamente irto di difficoltà, chi non ci ha mai pensato ritiene magari che sia una cosa banale da effettuare. Poi, invece, ci pensi sul serio, e le esperienze di chi lo ha fatto ti insegnano che non è ne’ banale ne’ impossibile, ci vuole, soprattutto tanta disponibilità (e si, nessuno lo ammette, ma i gesti di bene si fanno sempre perché abbiamo bisogno di far del bene anche, e non solo, a noi stessi) e tanta capacità di accettare che i progetti si fanno per poterli stravolgere. 🙂

    • Mi piace, lo sai, dire le cose come stanno, sempre filtrate dal mio “sentire” poi tu sei sempre capace di andare oltre le mie parole e di questo ti ringrazio molto. Un bacio a te e un saluto alle utentesse

  9. e pensa che ti volevo proprio chiedere di Natallia in questi giorni.
    E’ un peccato però che non si sia più collegata, mi dispiace Sandra.

    “il cuore per fortuna è elastico e si allarga” bellissima questa immagine!
    Vi auguro che l’esperienza con questa bimba sia dolce ed intensa; è positivo si il fatto di poterla ospitare anche negli anni successivi.

    • Positivo sì, ma guarda che è un boomerang, se un anno non si potesse ospitarla, 7 anni sono tanti, abbiamo i genitori anziani, non sai mai cosa succede, sai il senso di colpa? La vita va vissuta al momento, peccato che me lo ricordo di rado. Bacione

  10. Ma dai… mi ero quasi persa questo post e per fortuna andando a ritroso lo trovo e scopro che ci sarà una nuova esperienza, un nuovo affetto.
    Mi fa piacere, per voi, per chi verrà… sarà comunque una pagina importante per voi tutti.

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